Wednesday, 19 September 2018 - 10:58

Schede sanitarie: Belluno non è stata depotenziata. Il direttore generale della Ulss 1 Belluno Faronato promuove la riforma

Giu 20th, 2013 | By | Category: Riflettore, Sanità
Pietro Paolo Faronato direttore generale Ulss 1 Belluno

Pietro Paolo Faronato direttore generale Ulss 1 Belluno

Illustrati oggi, nel corso di una conferenza stampa, i contenuti delle schede sanitarie approvate con Deliberazione della giunta regionale veneta n. 68 del 18 giugno 2013.

“La direzione generale della Ulss  n.1 di Belluno ha seguito tutto l’iter di realizzazione delle schede sanitarie e pertanto queste non sono state una sorpresa. L’impegno del presidente della Regione Luca Zaia a non depotenziare Belluno, cui viene riconosciuto il ruolo di Ospedale hub a valenza provinciale, è stato sempre chiaro” afferma il direttore generale Pietro Paolo Faronato.

“Anche per quanto riguarda gli ospedali periferici nessuna diminuzione – prosegue Faronato –  nel suo complesso l’assetto in essere rimane inalterato. Agordo e Pieve di Cadore rimangono presidi ospedalieri di rete, cosiddetti Ospedali Nodo di Rete con specificità montana, dotati tutti di Servizi di Pronto Soccorso e nei quali viene garantita l’attività di urgenza ed emergenza e di bassa e media complessità, oltre che, naturalmente, i servizi di diagnosi e cura”.

“In particolare a Pieve di Cadore è stato mantenuto il punto nascita e sono stati creati due posti letto di terapia intensiva a servizio del SUEM per la stabilizzazione dei pazienti, sotto la guida del primariato di Anestesia e Rianimazione di Agordo.

Le strutture di Agordo e Pieve di Cadore – precisa il direttore generale –  vengono quindi inserite in un efficace sistema di emergenza che prevede il rispetto di uno standard molto più elevato che per le altre Aziende sanitarie venete, un’ambulanza ALS (Advance Life Support ), con infermiere a bordo, ogni 14.444 abitanti e un auto medica ogni 26.000, con garanzia di intervento entro 20 minuti dalla chiamata all’arrivo sul posto del primo mezzo di soccorso, su tutto il territorio.

Altro importante tassello della nuova organizzazione è il distinguo tra chirurgia d’urgenza e in elezione con delineamento di una rete chirurgica di riferimento che concentra l’attività in regime di urgenza ed emergenza in un’unica sede e l’attivazione della ‘week surgery’ a Pieve di Cadore.

Tante quindi le novità introdotte dalla programmazione regionale sia a livello ospedaliero che territoriale che comunque tengono sempre conto della specificità del nostro territorio e dei bisogni della popolazione, attraverso una distribuzione equa delle risorse, finalizzata a dare una risposta efficiente.

La diminuzione dei posti letto  è totalmente compensata da un complessivo aumento dell’offerta attraverso il potenziamento dell’Ospedale di Comunità e delle altre strutture intermedie e residenziali, come pure dell’assistenza domiciliare.

Si tratta di un sistema sanitario che consente di diversificare maggiormente l’attività, attraverso una più ampia articolazione delle cure e dei servizi su tutto il territorio. Tutto ciò anche attraverso la ricerca della massima compartecipazione da parte dei medici di Medicina generale, la diffusione Medicine di Gruppo integrate e l’apertura degli ambulatori 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana, in linea anche con l’apertura anche notturna degli ospedali per la prenotazione di indagini strumentali (ecografie e risonanze).

L’Ospedale di Cortina – conclude Faronato –  diventerà una struttura privata accreditata a indirizzo extraregionale con 70 posti letto. Sarà necessario indire una gara complessa per l’assegnazione della gestione, ma ciò permetterà di mantenere un livello qualitativo molto elevato nelle aree di attività chirurgico-ortopedica e riabilitativa, assicurando inoltre l’erogazione dei servizi ambulatoriali per i residenti”.

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