Sunday, 31 July 2016 - 03:35

Scoperto dalla Forestale un traffico internazionale di piante protette e sostanze stupefacenti derivate

Giu 18th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

corpo forestaleSequestrate più di 1.700 piante cactacee protette dalla Convenzione di Washington e circa 600 piante di Peyote considerate un potente allucinogeno vietato dalla normativa nazionale sulle sostanze stupefacenti. Questo il bilancio di una vasta operazione sul traffico internazionale di piante protette, alla quale ha partecipato attivamente il personale del Corpo Forestale dello Stato del Veneto ed in particolare il personale dei Comandi Provinciali di Rovigo e Belluno e dell’Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Peri (VR). L’operazione, coordinata dal Servizio CITES del Comando Regionale per le Marche e diretta dalla Procura della Repubblica di Ancona, con il supporto tecnico del Servizio CITES Centrale di Roma si è conclusa con 13 persone denunciate per reati che vanno dalle violazioni delle normative CITES sul commercio e la detenzione di specie animali e vegetali minacciate di estinzione, al falso in atto pubblico, al contrabbando e all’associazione a delinquere finalizzata alla coltivazione, detenzione e spaccio di stupefacenti.

L’indagine relativa al traffico clandestino di specie vegetali protette ha avuto origine da un controllo del Servizio CITES Regionale di Ancona, a carico di alcuni soggetti che esercitavano una intensa, quanto misteriosa, attività di vendita on-line su internet. Per bloccare questo traffico, è stato necessario monitorare per alcuni mesi i principali social network.

Dopo mirati appostamenti, sono stati organizzati dalla Forestale del Veneto posti di controllo sui valichi autostradali di Trieste, Tarvisio e del Brennero al fine di rintracciare un noto trafficante milanese del settore. Nell’operazione il personale dei Comandi Provinciali di Belluno e Rovigo è riuscita a rintracciare il furgone carico di piante su cui viaggiava il noto trafficante. All’interno sono state rinvenute, e sottoposte a sequestro penale, più di 1.500 piante cactacee, alcune delle quali si presentavano prive di apparato radicale, unitamente a falsi certificati CITES obbligatori per poter esercitare qualsiasi forma di commercializzazione di queste specie. Fra le varie piante rinvenute anche alcuni esemplari appartenenti al genere Lophophora williamsii, pianta meglio conosciuta con il termine di “Peyote” e considerata a tutti gli effetti sostanza stupefacente. Due persone sono state deferite alla competente Autorità Giudiziaria per detenzione a fini commerciali di sostanze stupefacenti.

Dall’analisi di tutta la documentazione sequestrata sono emerse connessioni con altri trafficanti, che periodicamente si recavano in Ungheria, Germania e Repubblica Ceca per procurarsi piante. Da qui la seconda parte dell’operazione “ATTILA”.

L’attività di controllo della Forestale si è estesa, quindi, alla Fiera internazionale di Trento, dove, anche grazie al personale in servizio presso U.T.B. di Peri (VR) sono state rinvenute piante di provenienza illegale. Al termine dell’operazione sono state denunciate ben 13 persone e ben 600 gli esemplari di Peyote sottoposte a sequestro. Complessivamente sono state elevate contestazioni amministrative per un totale di oltre ventimila euro.

Le piante sequestrate sono state affidate agli orti botanici di alcune strutture universitarie dove oltre ad essere preservate saranno oggetto di ricerca scientifica.

Molto diffuso a livello internazionale è il fenomeno dell’importazione illegale di piante protette prelevate dai deserti cileni e messicani e immesse sul mercato per essere vendute a vivaisti e collezionisti. Alcune tra queste specie vegetali sono in grave pericolo di estinzione a causa di questa raccolta indiscriminata. Basti pensare che nel Nord America negli ultimi quattro anni sono state importate illegalmente oltre 100mila piante per un valore di circa 3 milioni di dollari. L’Italia e l’Europa sono tra i principali importatori insieme a Canada e Australia.

 

 

 

 

 

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