Thursday, 21 June 2018 - 19:34

Imu: non sanzionate i cittadini e le imprese. L’appello ai sindaci dai responsabili del Caaf, viste le incertezze normative

Giu 10th, 2013 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Riflettore, Società, Istituzioni

tasseA giugno stop al pagamento dell’IMU. Questo almeno il messaggio che milioni di italiani hanno recepito dai messaggi del governo e delle forze politiche.

In realtà l’IMU non solo è ben lontana dall’essere stata abolita, ma all’obbligo di versare l’acconto restano assoggettati milioni di italiani e parecchie migliaia di imprese, che entro il 17 giugno dovranno versare importi anche del 50% maggiori rispetto all’anno scorso.

E tutto questo in un quadro di riferimento non chiaro come dovrebbe. L’IMU, infatti, è stata oggetto di recenti e rilevanti modifiche normative che hanno riguardato proprio le modalità di calcolo della prima rata. Ciò ha creato rilevanti incertezze normative e interpretative.

Molte organizzazioni – soprattutto del mondo delle imprese, per le quali le incertezze sono maggiori – hanno chiesto al governo l’emanazione di un apposito provvedimento che permetta ai contribuenti di poter effettuare il versamento dell’imposta oltre la fatidica data del 17 giugno e senza vedersi costretti a versare le maggiorazioni per sanzioni.

Finora dal governo non è arrivata nessuna assicurazione e allora i responsabili dei principali CAAF della provincia hanno deciso di scrivere direttamente ai Sindaci.

In una lettera sottoscritta dai Centri di Assistenza Fiscale di Confartigianato, Acli, CGIL-CISL e UIL, APPIA-CNA e Ascom – che rappresentano più dell’80% dei contribuenti assistiti – si chiede ai Sindaci di non dar corso a procedimenti sanzionatori nei confronti dei cittadini e delle imprese che in sede di versamento dell’acconto IMU commettano qualche errore o incorrano in un ritardo. Quando è chiaro che non si tratta di negligenza – scrivono i responsabili dei CAAF – bisogna che i Sindaci riconoscano la particolare situazione di caos nella quale si sta operando e, quindi, la buona fede del contribuente.

La preoccupazione dei Centri di Assistenza Fiscale non è infondata, perchè negli anni scorsi qualche Comune ha addirittura avviato procedimenti sanzionatori per pochissimi euro e ciò nonostante una norma contabile imponga alle amministrazioni pubbliche di rinunciare alle somme che per essere riscosse comportano una spesa maggiore di quanto si dovrebbe introitare.

Ciò che auspicano, quindi, i responsabili dei CAAF è che i Comuni sappiano gestire con correttezza, equilibrio e buon senso una partita che è diventata delicata e sofferta a causa certamente della lunga crisi recessiva, ma anche di una fiscalità locale che tra IMU, Tares, Cosap e pubblicità ha raggiunto da tempo il limite di guardia.

 

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