Thursday, 21 June 2018 - 12:15

Cessione azionaria di Dolomiti Ambiente spa da parte della Provincia. Il commissario Vittorio Capocelli: “E’ un atto dovuto, deciso ancora con delibera del 30 giugno 2011”

Giu 7th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore
Vittorio Capocelli commissario straordinario alla Provincia di Belluno

Vittorio Capocelli commissario straordinario alla Provincia di Belluno

Sulla questione della cessione delle quote azionarie della Dolomiti Ambiente spa da parte della Provincia, che ne detiene l’84,79%, interviene il Commissario straordinario Vittorio Capocelli per alcune precisazioni ed informazioni di chiarimento.

“In primo luogo – afferma il commissario prefettizio – la vendita di tale partecipazione azionaria non costituisce atto discrezionale, di tipo politico-amministrativo, ma appartiene alla categoria dei cosiddetti “atti dovuti”. In base alla vigente normativa sulle partecipazioni societarie (Art. 3, commi 27 e seguenti, della Legge n. 244/2007), infatti, mancano i presupposti che giustificano il mantenimento della partecipazione medesima”.

“La cessione della partecipazione azionaria, inoltre, – prosegue Capocelli –  non è stata decisa dal commissario straordinario, ma dal Consiglio Provinciale con deliberazione n. 23 del 30-06-2011. Pertanto, il commissario sta dando seguito ad una decisione maturata e assunta in precedenza dagli organi ordinari dell’Ente, in attuazione della normativa vigente in materia”.

C’è di più: “La fuoriuscita della Provincia dalla compagine societaria era stata già programmata sin dall’anno 2000 –  precisa Capocelli – con delibera del Consiglio provinciale n. 130/2000, in considerazione della necessità di superare la commistione di ruoli tra soggetto regolatore e soggetto gestore di una fase del ciclo integrato dei rifiuti.

D’altro canto, la vendita della partecipazione è imposta anche dalle rilevanti perdite di gestione registrate negli ultimi anni: anno 2012 perdita di Euro 600.000; anno 2011 modestissimo utile di 1.800 Euro, anno 2010 perdita di Euro 59.000.

Biodigestore a Maserot

Biodigestore a Maserot

La base d’asta corrisponde al valore risultante da apposita perizia di stima effettuata da Maurizio Interdonato, professore ordinario presso l’Università di Venezia; in relazione al valore del biodigestore, non deve confondersi il “costo di acquisto” con il “valore netto patrimoniale”; il biodigestore fu acquistato al prezzo di circa 6 milioni di euro, accendendo un mutuo di pari importo; pertanto, la Società è gravata da un debito di pari importo. Nella perizia sul valore della Società è tutto ben esplicitato.

Nel bando di gara attualmente in corso – conclude il commissario straordinario Vittorio Capocelli – la cui scadenza peraltro è stata posticipata al 2 luglio 2013, sono state recepite le indicazioni giunte al riguardo dai sindaci dei Comuni di Belluno, Feltre, Ponte nelle Alpi, Sedico, Mel e Santa Giustina (lettera del 26.09.2012), volte a salvaguardare taluni aspetti di servizio pubblico dell’attività esercitata dalla società. Il bando prevede infatti, a carico dei concorrenti, l’obbligo di presentare – oltre alla proposta economica – anche un piano industriale che illustri le proposte in termini di prospettive gestionali, investimenti e riconversione degli impianti, a tutela degli interessi pubblici della comunità provinciale”.

 

Share

12 comments
Leave a comment »

  1. la provincia sta svendendo le società dei bellunesi. una cosa assurda, mandate a casa questi commissari e andiamo a votare oppure abolite le provincie, ma per favore mandateli a casa

  2. La decisione del 2000 non preludeva a nessuna cessione a privati ed era la semplice constatazione che l’ente Provincia non poteva essere all’infinito nel ruolo di ente controllore e controllato in quanto proprietario della società che gestiva l’impianto del Maserot. Si pensava potesse costituirsi l’ATO ( Consorzio dei comuni) sui rifiuti. Di certo le difficoltà attuali non possono addebitarsi all’attuale commissario ma questo non toglie che la decisione presa non coincida con gli interessi della comunità bellunese. E’ altrettanto ovvio che i sindaci della nostra provincia possono lamentarsi solo se dimostrano di volere (e di essere in grado) gestire il problema della raccolta e smaltimento dei rifiuti nella sua globalità.

  3. Excusatio non petita, accusatio manifesta(“Scusa non richiesta, accusa manifesta”, forma proverbiale in italiano insieme all’equivalente “Chi si scusa, si accusa”).
    Non abbiamo mai messo in dubbio la legittimità dell’operato del Commissario straordinario Vittorio Capocelli,ci mancherebbe altro; però non è neanche accettabile che si riduca tutta la questione ad un fatto e una scelta meramente di “atto dovuto”.
    Per noi è sempre stata una questione di scelta ed opportunità politica che non può essere giustificata dal fatto che precedenti Giunte del passato,tra l’altro ormai dissolte e inattuali, avessero deliberato in tal senso; o dall’applicazione di una serie di normative attualmente oggetto di un forte dibattito (referendum e altre iniziative),o in evoluzione (nuova legge regionale su tutta la gestione e il trattamento dei rifiuti). Vendere la “Dolomiti Ambiente” non è un’operazione commerciale/finanziaria,ma significa ipotecare fortemente le politiche future in materia di RSU.

  4. Ca**ate. Questi svendono tutto. fermiamoli. Adesso.

  5. C’e un univo ATTO DOVUTO richiesto a gran voce da tutti: VIA IMMEDIATAMENTE I COMMISSARI DA BELLUNO !

    ELEZIONI SUBITO !

    Non vi lascieremo svendere il nostro patrimonio !

    Mettiamo fine alla gravissima sospensione della democrazia in atto nella provincia di Belluno !

  6. Via i commissari ed elezioni subito!

  7. ELEZIONI SUBITO!

  8. Come si può accettare in uno stato di diritto che le province contermini e come la nostra province di montagna con problemi analoghi, loro siano investite da un fiume di denaro, possono crearsi anche le leggi a loro favore e invece al nostro territorio non solo non viene riconosciuto il diritto costituzionale di eleggere i propri rappresentanti, ma che da anni delle persone aliene nominate al di fuori del territorio possano decidere a loro discrezione sulla nostra pelle.
    Non è questa la Democrazia, questo è colonialismo con dei vicere nominati e funzionali ad interessi che non sono quelli del nostro territorio.

  9. Cosa aspettano i sindaci a chiedere le dimissioni dei commissari?

    Andiamo ad elezioni e poi provincia autonoma. Chi si mette contro è contro i bellunesi.

  10. Mauro, i sindaci non possono chiedere le dimissioni del commissario!

  11. Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
    Art. 141.

    I consigli comunali e provinciali vengono sciolti con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’interno.

    Con il decreto di scioglimento si provvede alla nomina di un commissario, che esercita le attribuzioni conferitegli con il decreto stesso.

  12. Elezioni!