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La lobby idroelettrica e l’autorizzazione regionale unica * intervento del Comitato bellunese Acqua bene comune

Giu 5th, 2013 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina, Società, Istituzioni

bim gsp comitato acqua (2)“Ci sono milioni e milioni di euro in investimenti privati in stallo per la realizzazione di centraline idroelettriche sui nostri corsi d’acqua” (Cappellaro-Assindustria Belluno – C.d.A del 24 aprile) . Vero. Ci sono milioni e milioni di euro in ballo nel settore. Ma sono proprio privati questi milioni di euro? E’ di questi giorni la notizia che già paghiamo l’energia elettrica l’ 11% in più della media europea. Assoelettrica , una delle tante organizzazioni sindacali del settore energia di Confindustria, stima in circa 220 miliardi – per il periodo 2009-2032 il costo totale degli incentivi alle rinnovabili . Il picco annuo di spesa per incentivi si avrà nel 2016 con un costo a carico dello stato di 12,5 miliardi che corrispondono grosso modo a oltre 200 € di maggior spesa per ogni cittadino italiano. Se le stime di Assoelettrica sono corrette il costo degli incentivi a regime, nel 2032, graverà su ogni cittadino italiano per oltre 3.600 euro .

Se consideriamo che i consumi delle famiglie rappresentano circa il 22% del consumo complessivo di energia elettrica, quanto costerà – nel 2016 o, peggio, nel 2032 – l’energia elettrica all’industria, agli artigiani, ai Comuni? Le nostre famiglie , il nostro sistema produttivo, i nostri ospedali, i nostri alberghi, possono permettersi di pagare l’energia elettrica a così caro costo? Di quali “ benefici ” godranno gli operatori economici e le famiglie che non partecipano alla speculazione sull’energia ? E’ evidente che tutto il sistema degli incentivi va ripensato e , come già hanno fatto Spagna e Portogallo, va subito quantomeno sospeso . La sospensione, oltre a consentire risparmi di spesa notevoli, risparmi che potrebbero essere utilizzati per risolvere le vere emergenze sociali del nostro Paese, trova piena giustificazione anche nell’ elevato calo dei consumi energetici che, causa la crisi, si è verificato in Italia dal 2008 ad oggi. Calo di consumi che, nel settore idroelettrico, si manifesta con il sotto utilizzo produttivo degli impianti già esistenti. Qualsiasi governo che volesse attuare una politica di buon senso dovrebbe incentivare il risparmio di energia, non la produzione. Come si manifesta il sistema degli incentivi in Provincia? I ventilati investimenti del Presidente Cappellaro dove vanno a finire? Con queste opere si crea lavoro o, molto più semplicemente, si tratta di una speculazione finanziaria? Riflettiamo su alcuni esempi concreti. I dati che sotto riporteremo sono dati pubblici, frutto di visure in Camera di Commercio. E’ noto che gli interventi idroelettrici nei nostri corsi d’acqua sono approvati, dopo istruttoria della Direzione Generale “Difesa” del Suolo, con decreto della Giunta Regionale che rilascia la cosiddetta “ autorizzazione unica ”, una sorta di concessione edilizia omnicomprensiva. Tralasciamo, in questa occasione, di evidenziare come spesso queste autorizzazioni uniche violino leggi vigenti, diritti collettivi od individuali ecc. A questo proposito, non potendo noi cittadini ricorrere al Tar contro ogni singola violazione, abbiamo deciso di intraprendere la strada del “ ricorso in Europa” .

Ci soffermiamo, invece, sui risvolti finanziari delle autorizzazioni uniche.

-Impianto sul torrente Gosalda : autorizzato dalla Giunta Regionale il 29.12.2011, in data 26 gennaio 2012 viene venduto a 3. 603.284 euro. Ovviamente a questo prezzo viene ceduta la sola autorizzazione perché l’impianto sarà costruito a spese dell’ acquirente, la Poliplast Spa di Bergamo.

-Impianto sul torrente Corpassa e sul torrente Bios “basso”: in data 27.12.2011 S.E.D. SRL ed En & En spa permutano tra loro quote delle società titolari delle “autorizzazioni uniche “ rilasciate dalla Giunta Regionale rispettivamente in data 21 giugno 2011 e 18 ottobre 2011. Anche in questo caso alla data della permuta nessun lavoro di costruzione delle centrali è ancora iniziato. Leggendo l’ atto di permuta apprendiamo che le sole “ autorizzazioni uniche ” vengono così valutate : per l’impianto sulla Corpassa – ancora da costruire – 6.023.000 di euro, mentre per l’impianto – ancora da costruire – sul Biois, 5.000,000 di euro.

-Ancora : il 20 dicembre 2012 il Consiglio di Amministrazione di EN & EN SPA delibera “ di approvare la vendita degli asset o delle quote sociali delle società di scopo : En Vallesina srl, Idroelettrica Biois srl e En Borsoia srl ad un prezzo minimo complessivo di 23.000.000 “ cessione che nello scorso mese di aprile si è concretizzata , al prezzo minimo di 23 milioni, alla società Energie Spa di Bolzano.

Chiediamo a Cappellaro, ai vari militanti della lobby idroelettrica, ai demagoghi dell’idroelettrico , qual è la ragione per cui una “autorizzazione regionale unica” all’indomani del rilascio viene venduta a 2,3,4 volte il valore della produzione annua del singolo impianto, quando, l’acqua, la materia prima, è praticamente gratis? Siamo forse in presenza di attività innovative ad alto valore aggiunto? O sono gli incentivi statali, il cui valore è talmente elevato , da poter consentire speculazioni di così elevata entità? L’arricchimento di pochi , a spese di tutti e con danni irreversibili al nostro territorio, alle nostre attività turistiche ( i cui operatori sembrano non mostrare segni di interessamento), ai pescatori che si vedranno espropriare circa 200 km di torrenti in cui pescare e si ritroveranno un “premio” della Regione che aumenta dal 6 aprile scorso, del 60% la tassa per la licenza di pesca, giustifica forse l’arrendevolezza dei politici locali, dei funzionari pubblici, alle richieste di questi speculatori ?

O, sotto, c’è dell’altro?

Torniamo ai temi della crisi, cari a Cappellaro, come a noi, per chiederci : se, per ipotesi, il Governo destinasse il valore degli incentivi ad opere di manutenzione del territorio e di difesa idrogeologica, ecc., quante imprese bellunesi avrebbero lavoro, quanti lavoratori troverebbero nuova occupazione?

Quanti lobbysti, questi si, finalmente disoccupati? Oppure anche Cappellaro, come l’assessore Conte, come Zaia, come i Sopraintendenti ai beni paesaggistici, come certi sindaci, come i Commissari Provinciali, come certi integerrimi funzionari pubblici , ha l’ambizione di passare alla storia quale pioniere dell’elettrificazione del Bellunese?

Considerazione finale. Il colpevole quanto irresponsabile atteggiamento dei ns. rappresentanti – a Venezia come a Roma – escluso il Consigliere Reolon il quale, pubblicamente, si è dissociato – ci fa pensare che gli storici slogan della Lega “ Paroni a casa nostra” e “Roma Ladrona” , abbiano ora, con la giunta Zaia , una nuova versione : “ Venezia Ladrona” e “ Siam paroni a casa vostra “.

Tanto i Bellunesi, in Regione quanto a Roma, sono rappresentati da eletti a “ loro insaputa” .

Comitato Bellunese Acqua Bene Comune

 

 

 

 

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