Thursday, 21 June 2018 - 19:56

Treni e orario cadenzato. Bond alza il tiro: “Trenitalia gioca col fuoco. Pronti i ricorsi al Tar se l’art.18 della Finanziaria rimarrà inattuato. Ravvisabile il reato di interruzione di pubblico servizio”

Giu 1st, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

treno“Meglio mettere le cose in chiaro fin da ora. Se Trenitalia o chi per essa non modificherà la bozza di orario cadenzato alla luce dell’articolo 38 della legge finanziaria regionale del 2013 si aspetti un ricorso al Tar coi controfiocchi, anche se non è da escludere una denuncia penale per interruzione di pubblico servizio”.

A dirlo è il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond, che nei giorni scorsi ha inviato una lettera alla dirigenza regionale di Trenitalia e per conoscenza anche al Governatore del Veneto Luca Zaia e all’assessore regionale alla mobilità Renato Chisso: “In queste settimane continuo a sentire le lamentele di tanti pendolari giustamente preoccupati per le ripercussioni che l’orario cadenzato potrebbe avere sul trasporto da e per il Bellunese, ripercussioni che sono stato il primo a denunciare dopo aver letto la bozza predisposta dal tavolo di lavoro istituito dalla Regione ancora nel dicembre scorso. Allo stesso tempo sono a conoscenza che Trenitalia per prima sta facendo finta che l’articolo 38 della legge Finanziaria da me voluto con forza non esista”.

dario bond“Bene, rinfresco loro la memoria: l’articolo 38”, illustra Bond, “afferma molto semplicemente che il nuovo orario cadenzato non potrà avere effetti negativi sul Bellunese e che i livelli di servizio erogati dovranno essere quelli del 31 dicembre 2012. Allo stesso tempo si prevede un apposito capitolo di spesa”.

“Questo significa”, rimarca l’esponente del Pdl, “che non ci dovranno essere tagli di corse né tanto meno rivoluzione orarie come invece avrebbe voluto il tavolo di lavoro che ha steso la bozza di orario cadenzato, orario che – va detto – è cucito addosso alle linee elettrificate. Chi non ha il privilegio di avere la linea elettrificata ripiomba ancora di più nel Medioevo”.

Bond, che in questi mesi si è confrontato con pendolari e tecnici, porta un esempio su tutti: “Chi parte adesso da Belluno alle 6,10 e arriva a Venezia alle 8 e 5 minuti, con il nuovo orario vedrebbe aumentare la durata del viaggio di quasi mezz’ora. Si partirebbe infatti alle 5,50 circa per arrivare alle 8,15 con un punto di rottura a Conegliano della durata di 19 minuti. Un’odissea ingiusta e snervante che si ripeterebbe per ogni corsa. Non lo dobbiamo e non lo possiamo permettere”.

“L’emendamento che ho voluto in Finanziaria è legge a tutti gli effetti con la conseguenza che una semplice delibera amministrativa non lo può derogare. Chiaramente se qualcuno farà orecchie da mercante, se ne dovrà assumere le responsabilità anche di fronte a un giudice. C’è ancora tempo per ritagliare una soluzione addosso al Bellunese e all’Alto Veneto più in generale: lo si faccia presto perchè un pendolare che parte da Ponte nelle Alpi deve avere gli stessi diritti di chi parte da una città della pianura. Entrambi sono cittadini italiani ed entrambi pagano il biglietto parametrato a seconda della fascia chilometrica”.

“Ricordo poi a Trenitalia che se passa la linea finora emersa è anche ravvisabile il reato di interruzione di pubblico servizio. La tratta Belluno-Venezia non può avere tempi di percorrenza più lunghi della tratta Venezia-Roma, per quanto si tratti di alta velocità. Su questo punto sono pronto a dare battaglia e con me tanti pendolari che in questi anni mi hanno segnalato disservizi, disguidi e storie quotidiane di ordinario ritardo”.

“In ultima battuta chiedo a tutti – cittadini, enti locali, media, pendolari – di fare davvero squadra. La mobilitazione dovrà essere continua da qui all’entrata in vigore del nuovo orario. Chi sta redigendo questo nuovo regime dovrà sentirsi il fiato sul collo di un’intera comunità”, conclude Bond. “Il diritto alla mobilità di chi vive in zone periferiche e già di per sé difficili non può essere calpestato”.

 

Share

17 comments
Leave a comment »

  1. Alle FS sbadigliano così forte che gli si bloccano le mandibole.

  2. Questo è lo “sciagurato” risultato delle PRIVATIZZAZIONI all’italiana: aumento dei costi, peggior servizio;cosa che continuando così vedremo ben presto replicarsi in Dolomiti Ambiente,DolomitiBus, Sersa ,e tante altre società partecipate che si stanno avviando velocemente sulla stessa strada.
    I servizi ai cittadini ,considerata la loro rilevanza sociale e collettiva, per essere garantiti a tutti possono essere erogati solo dal pubblico,un pubblico certamente e profondamente migliorato,ma PUBBLICO.

  3. @Messinese: tirate via la provincia di Belluno e poi vedrete come riuscite a difendere società e servizi fondamentali in montagna.

  4. Sono anni ed anni che Trenitalia e FS prima hanno abbandonato a se stesse le linee secondarie per concentrare esclusivamente le risorse sulle linee fra le città principali, da qui lo sviluppo (innegabile) dell’Alta Velocità, con treni che sono sempre a capienza completa e che rendono milioni di Euro.
    Ricordo che quando le FS erano statali è vero che avevamo treni a iosa e una rete di stazioncine per ogni paesello col suo Capostazione dal berretto rosso, ma il deficit di bilancio di tale amministrazione era così mostruoso che ogni anno lo Stato doveva ripianare con costi salatissimi per tutta la collettività.
    Il nodo rimane sempre quello alla fine, i soldi.
    Oggi gli oneri del trasporto locale sono a carico delle Regioni, ma allo stesso modo credo sia irreale continuare a far viaggiare i treni semivuoti (o vuoti) facendo pagare i costi alla fiscalità regionale.
    Non vedo via d’uscita altra per la ferrovia nel bellunese che un grande sforzo di investimenti per elettrificare i binari, rinnovare il parco vetture e rendere i treni più veloci e competitivi con gli altri mezzi di trasporto.
    Come disse qualcuno: “non donare un pesce al povero, ma insegnagli a pescare…”.
    Basta sovvenzionare i treni, rendiamoli veloci, efficienti, puliti e moderni e da soli diventeranno un mezzo di trasporto appetibile ai cittadini.

  5. Il trasporto ferroviario dovrebbe essere potenziato, non smantellato. Metropolitana di superficie, trasporto merci, collegare tutta la Valbelluna da Feltre a Longarone e Alpago con corse ogni 30 minuti, per togliere auto dalle strade. Fino agli anni ’60 il treno arrivava a Cortina e ad Agordo….

  6. Caro Ronald, come giustamente ha scritto Alpha Centauri, il nodo rimane sempre quello: i soldi!

  7. Eh già…. infatti, anche per questo motivo, auspico l’uscita dell’Italia dal Veneto.

  8. Così pioveranno soldi, eh?!

  9. A mio parere una metropolitana di superfice a Belluno non serve assolutamente a niente, come ci arriva la gente in stazione?
    Solo con l’auto, allora mettiamo una persona che parte da Castion o anche da Cavarzano per andare a Longarone, dove lascia l’auto in stazione a Belluno?
    Nel parcheggio a pagamento a 80 cent/ora?
    Poi va in stazione a farsi il biglietto del treno, oppure quando è partito in auto da Castion o da Cavarzano ormai prosegue fino a Longarone allo stesso costo e ritorna quando vuole senza vincoli di orario.
    A mio parere il treno deve servire per il trasporto su media e lunga distanza con treni che fermano in poche stazioni dotate di ampi parcheggi e servite da autocorse da e per i paesi coincidenti; i treni devono essere: puliti e puntuali con coincidenze garantite; poi treni che fermano ovunque ma solo in orari studiati per lavoratori pendolari e studenti, per viaggi saltuari a breve distanza l’auto privata diventa insostituibile e il treno-tram vuoto e superfluo.

  10. Anch’io ho delle perplessità sulla metropolitana di superficie…

  11. MAMMA, HO PERSO il TRENO!
    Conferenza pubblica organizzata da associazioni per illustrare i problemi del trasporto ferroviario nell’alto Veneto e le proposte delle associazioni. Dopo quella di Ponte nelle Alpi
    La prossima conferenza sarà a MONTEBELLUNA il 13 giugno ore 20:30 (nei prossimi giorni maggiori dettagli logistici)
    Partecipate così potrete portare il vostro contributo di idee ed esperienze
    Grazie

  12. Ma che c’entra Montebelluna con il trasporto in provincia di Belluno????

    quello in veneto non sarà tagliato, talgieranno soprattutto in montagna!!!!!!!!!!!!!!!!!

  13. Quoto fiadigola e sottoscrivo.
    La metropolitana di superficie anche per me non è convenientemente implementabile qui da noi.
    Anche lo stesso, affascinante, nome, non è neppure utilizzabile, sarebbe solo un trenino locale che resterebbe anch’esso desolatamente vuoto 🙁
    La metropolitana, anche se di superficie, si infrastruttura su binari dedicati, con tracciati dedicati, in aree urbane ad altissima densità con frequentissime fermate e materiale rotabile capace di accelerazioni e decelerazioni adeguate… Un altro mondo insomma.
    Quello che, invece, ci servirebbe è un trasporto per collegare Calalzo, Belluno, Ponte e poco altro (mi perdoneranno gli altri paesi) in modo rapido a Feltre, Conegliano, Treviso, Padova, Venezia e gli altri centri di attrazione per motivi commerciali, di intrattenimenti, e di trasporto nazionale o internazionale…
    Con l’autostrada possiamo arrivare all’Ikea di Padova in poco tempo, no? Ecco, se dovessimo partire per Roma o Milano o Parigi, dovremmo avere un rapido collegamento per le stazioni centrali dei capoluoghi o gli aeroporti di Treviso o Venezia.

  14. Montebelluna centra per il fatto che è un importante nodo della linea Calalzo-Padova e Belluno-Feltre-Venezia.
    Inoltre il maggior numero di utenti del treno linea Calalzo – Padova sono dell’alta trevigiana (stazioni Cornuda e Montebelluna): se perdiamo questi utenti la linea con i soli bellunesi sarebbe ancor di più un “ramo secco”.

    Non è vero che sarà tagliato solo in montagna. La proposta del nuovo orario cadenzato taglia tutte le corse dirette Padova – Montebelluna e viceversa e quelli di Cornuda stanno già pensando di andare in auto fino a Castelfranco.

    Il trenino Feltre – Longarone da solo senza treni Padova – Calalzo e Calalzo – Venezia serve ben a poco.

    Stiamo organizzando altre conferenze in altri luoghi del bellunese, ma finchè non riusciamo a definire la data è inutile spargere la voce per qualcosa ancora in bozza

  15. Arrivo in stazione con l’auto o la bici, dov’è il problema?

  16. Vi ricordare l’esperienza della navetta del 2007? Non fu nemmeno pubblicizzata!

  17. Improvvisando non si va da nessuna parte!

    “Un servizio importante ma «improvvisato»”.
    “Nessuna pianificazione, nessuna promozione”.
    “Oggi si parte all’avventura con un’onerosa sperimentazione – improvvisazione senza alcun coinvolgimento degli utenti, degli enti e delle associazioni territoriali”.

    http://ricerca.gelocal.it/corrierealpi/archivio/corrierealpi/2007/12/09/BL1PO_BL105.html