Wednesday, 17 January 2018 - 21:59

L’onorevole Roger De Menech presenta un’interrogazione parlamentare dove chiede in via transitoria l’elezione diretta del Consiglio provinciale

Mag 21st, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore
Roger De Menech, deputato Pd

Roger De Menech, deputato Pd

Il deputato bellunese del Partito democratico, Roger De Menech, interviene sul caso del commissariamento della Provincia di Belluno con un interrogazione alla Camera indirizzata al ministro degli Interni.

“Dal 13 dicembre 2011, in seguito allo scioglimento del suo Consiglio Provinciale, la Provincia di Belluno, è priva di rappresentanza politica; la sospensione del diritto a eleggere il proprio Consiglio Provinciale –  afferma De Menech –  risulta particolarmente grave sul piano della rappresentanza democratico-elettiva, a maggior ragione visti i tempi lunghi del commissariamento.

Tale situazione di incertezza e di mancanza di un governo rappresentativo della comunità bellunese – sottolinea il deputato del Pd – rischia di accentuare e aggravare ulteriormente le spinte centrifughe dei comuni contermini che in questi anni e in questi ultimi mesi hanno utilizzato l’istituto del referendum per chiedere il passaggio ad altra Regione.

Il 21 e 22 aprile scorsi, inoltre, in provincia di Udine, confinante con quella di Belluno, si sono svolte le consultazioni per l’elezione del Consiglio Provinciale, creando, ancora una volta, situazioni di disparità fra territori contermini.

Per interrompere questa fase transitoria che è durata ormai troppo tempo – ricorda De Menech – è partita anche la proposta dal movimento autonomista BARD (Belluno Autonoma Regione Dolomiti) insieme ai principali partiti del territorio, di elezioni autoconvocate da tenersi il 26 ottobre 2013 in concomitanza di quelle delle Province Autonome di Trento e Bolzano/Bozen.

È possibile, chiede De Menech, almeno in fase transitoria, consentire l’elezione diretta e dunque convocare quanto prima i Comizi elettorali per le elezioni del Consiglio della Provincia di Belluno, commissariata – per motivi politici – da ormai quasi due anni?

Non sarebbe opportuno attivare una piattaforma tecnica per la riorganizzazione degli Enti locali, per porre termine a questa lunga incertezza e paralisi degli organi democratici?

Lo statuto della Regione Veneto – conclude De Menech – all’art. 15 riconosce, al territorio bellunese, la specificità e di conseguenza particolari condizioni di autonomia amministrativa, condizioni che possono essere rivendicate e sfruttate solo da una giunta politica forte del consenso dei cittadini. È possibile tener conto delle peculiarità dell’area alpina – chiude De Menech – prevedendo per la Provincia di Belluno condizioni di autonomia amministrativa e finanziaria, nel rispetto del dettato costituzionale, per quanto possibile omogenee rispetto alle realtà alpine contermini?

 

Ecco il testo dell’interrogazione

ROGER DE MENECH – Camera dei Deputati – Partito Democratico

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE IN COMMISSIONE (presentata lunedì 20.05.2013)

Al Ministro degli Interni Per sapere

Premesso che:

Il testo del Decreto-Legge 6 dicembre 2011, n. 201 detto “Salva Italia” coordinato con la legge di conversione 22 dicembre 2011, n. 214, all’art 23, comma 16 prevede la trasformazione delle province da enti eletti a suffragio universale e diretto a enti di secondo grado, i cui membri saranno scelti dai consiglieri in carica dei comuni compresi nel territorio provinciale, secondo le modalità stabilite da un’apposita legge elettorale;

Tale legge elettorale non è stata approvata nella XVI Legislatura e dunque a tutt’oggi non è stato stabilito il modo come le province in scadenza dovranno essere elette;

Il Decreto-legge 6 luglio 2012, n.95, coordinato con la legge di conversione 7 agosto 2012, n. 135, prevede all’articolo art 17 un processo di riaccorpamento in più fasi delle province sulla base di alcuni criteri, successivamente specificati da una determinazione del Consiglio dei Ministri dei criteri per il riordino delle Province e dagli atti successivamente posti in essere dai Consigli delle Autonomie locali di ciascuna regione e dai Consigli regionali;

Il successivo dl. 188 del 2012 avrebbe dovuto sancire il definitivo riaccorpamento delle province italiane, dando luogo ad un assestamento che avrebbe potuto permette di superare la fase di inerzia, ma non è stato convertito in legge per dissidi interni alla maggioranza a sostegno del governo Monti;

In conseguenza della fase transitoria, successivamente estesa in ragione della mancata conversione del richiamato dl. 188 del 2012, le province per le quali era previsto un rinnovo degli organi negli anni 2012 e 2013, sia per scadenza naturale sia per scadenza anticipata, sono state commissariate,

Considerato che

la Provincia di Belluno ha il proprio Consiglio Provinciale sciolto con Decreto del Presidente della Repubblica del 13 dicembre 2011 (ai sensi dell’art. 52, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e dell’art. 141 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), che ha anche nominato quattro Commissari Governativi diversi dall’ex Presidente della Provincia e che, perciò, è priva di rappresentanza politica;

che la Provincia di Belluno ha, per effetto dell’art. 23 del decreto legge del 6 dicembre 2011 n. 201, subìto la sospensione del diritto a eleggere il proprio Consiglio Provinciale e che questa sospensione risulta particolarmente grave sul piano della rappresentanza democratico-elettiva degli organi d’indirizzo delle articolazioni necessarie della Repubblica, di cui all’art. 114, comma 1, della Costituzione, a maggior ragione visti i tempi lunghi del commissariamento;

Contro questo situazione, privati cittadini (tra loro i segretari dei maggiori partiti bellunesi, il Consigliere regionale Sergio Reolon e l’ex Sindaco di Belluno Antonio Prade), hanno presentato ricorso al TAR per Veneto e al TAR per il Lazio, il 24 aprile 2012, con il patrocinio del Prof. Avv. Gabriele Leondini dell’Università degli Studi di Padova e dell’Avv. Giuliano Rizzardi del foro di Brescia, contro il Ministro dell’interno e la Prefettura di Belluno, per l’annullamento del decreto del Ministro degli Interni 24/2/2012 e del decreto del Prefetto della provincia di Belluno 5/3/2012 prot. n. 3597, laddove, rispettivamente, hanno omesso di indire la consultazione per l’elezione diretta degli organi di governo della Provincia di Belluno e la convocazione dei relativi comizi elettorali. A questo ricorso hanno partecipato, con documenti ad audiuvandum, 14 Comuni e la Regione del Veneto;

il TAR Veneto con Ordinanza n. 806/2012 del 13 giugno ha riconosciuto la competenza del TAR Lazio che ha già istruito il ricorso, fissando l’udienza per il 14 dicembre 2012 ma che a tutt’oggi non ha ancora adottato alcuna sentenza in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale sui ricorsi presentati dalle regioni Lazio, Lombardia, Sardegna, Veneto, Calabria, Molise la Provincia autonoma di Trento contro il Decreto- legge 6 luglio 2012, n. 95 e la legge di conversione 7 agosto 2012, n. 135;

ROGER DE MENECH – Camera dei Deputati – Partito Democratico

considerato inoltre che

sono già 6 i comuni (Lamon, Sovramonte, Cortina d’Ampezzo, Livinallongo del Col di Lana, Colle Santa Lucia, Sappada e Taibon Agordino) a chiedere il passaggio di Regione secondo l’art. 132 c.2 della Costituzione e che altri 7 hanno votato a febbraio 2013 e non raggiunto il quorum solo per la presenta massiccia degli iscritti AIRE nelle liste elettorali;

altri 3 Comuni hanno avviato l’iter per il cambio di Regione (Voltago Agordino, Rivamonte e Comelico Superiore) per il distacco dal Veneto e l’annessione al Trentino-Alto Adige/Südtirol e che una richiesta di passaggio alla stessa Regione è stato approvato dal precedente Consiglio Provinciale, dopo la raccolta di oltre 18.000 firme;

che tale situazione di incertezza e di mancanza di un governo rappresentativo della comunità bellunese rischia di accentuare e aggravare ulteriormente le spinte centrifughe dei comuni contermini;

che lo statuto della Regione Veneto all’art. 15 riconosce, al territorio bellunese, la specificità e di conseguenza particolari condizioni di autonomia amministrativa, condizioni che possono essere rivendicate e sfruttate solo da una giunta politica forte del consenso dei cittadini;

che è partita la proposta dal movimento autonomista BARD (Belluno Autonoma Regione Dolomiti) insieme ai principali partiti del territorio, di elezioni autoconvocate da tenersi il 26 ottobre 2013 in concomitanza di quelle delle Province Autonome di Trento e Bolzano/Bozen;

che in data 21 e 22 aprile 2013 nella provincia di Udine, confinante con quella di Belluno, considerando la competenza esclusiva in materia di enti locali delle regioni a statuto speciale, si sono svolte le consultazioni per l’elezione del Consiglio Provinciale, creando, ancora una volta situazioni di disparità fra territori contermini;

Chiede

quali misure intenda porre in essere per interrompere questa fase transitoria che è durata ormai troppo tempo, a maggior ragione nel caso della Provincia di Belluno dove il Commissario non corrisponde al Presidente demo-eletto essendosi sciolto il consiglio regionale per motivi politici;

se intenda almeno in fase transitoria, consentire l’elezione diretta secondo la previgente normativa degli organi provinciali delle province commissariate e dunque di convocare quanto prima i Comizi elettorali per le elezioni del Consiglio della Provincia di Belluno

se non ritenga opportuno attivare, presso i costituendi tavoli per le riforme istituzionale, una piattaforma tecnica per la riorganizzazione degli Enti locali investiti dai provvedimenti di riforma richiamata, per porre termine a questa lunga incertezza applicativa e paralisi degli organi democratici;

se in quella sede non ritenga utile tener conto delle peculiarità dell’area alpina, prevedendo per la Provincia di Belluno condizioni di autonomia amministrativa e finanziaria, nel rispetto del dettato costituzionale, per quanto possibile omogenee rispetto alle realtà alpine contermini.

On. Roger DE MENECH

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25 comments
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  1. Bene, finalmente, dopo la Bellot anche De Menech interroga il ministro sulla Provincia di Belluno.

    Ora vogliamo risposte per il nostro territorio o meglio togliere a Trento e Bolzano!

  2. Ma vai a cagare. Un gruppo di persone che non fanno un emerito cazzo in tutto il giorno e le vuoi salvare? Il turismo è gestito dalla Provincia e si vede il risultato. La mobilità dobrebbe essere gestita dalla provincia e si vede il risultato. Unesco? Lasciamo cadere la cosa che è meglio. Specificità? Ma vi siete mangiati l’impossibile (essendo dipendente della provincia dovresti saperlo De Menech) e venite a menar la coda. Ma andate a pigliarvela nel culo che è meglio.

  3. Le provincie vanno abolite altro che “interrogare”.!

  4. Eccoli i soliti del M5S che nulla sanno e mai sapranno:
    – il turismo è materia regionale
    -la mobilità regionale (a cui l’elegante Mirco si riferisce) è regionale.

    Ecco l’UNESCO è stato gestito male, proprio perchè manca la provincia. Adesso passerà a Bolzano che farà le cose come si devono.

    Studiate voi M5S semi-bellunesi, che nulla sapete e nulla saprete.

  5. Lo hanno scritti su altri post.

    I 2 miliardi sono complessivi e li risparmi se licenzi tutto il personale: volete far questo?

    Studia Tessarollo!

  6. Accidenti, quando vi fa comodo (dopo aver cercato su Google, cavolo siete proprio smart) vi vanno bene anche i centri studi liberali, ah? Ma non eravate per la decrescita felice voi 5 stellati?

    Io invece vedo questo:

    Presidenti, assessori e consiglieri erano 4000 gli eletti nelle Province: costo pari a 113 milioni di euro.

    Che è plausibile.
    Se tagli le Province il taglio reale è questo, il resto sono personale, investimenti e servizi erogati. O pensate di tagliare il tpl, le scuole superiori e l’ambiente?

    Studia!

  7. @Mirco: modera i toni.

  8. Cito quanto ha dichiarato il presidente dell’UPI: “Si continua a discettare dell’inutilità dell’ente, ma ancora nessuno ha spiegato come intende ricostruire un sistema istituzionale locale e nazionale che è costruito intorno alle Province”. “Vogliamo che sia chiarito ai cittadini la reale portata del risparmio dell’abolizione delle Province, che non è certo di 2 miliardi, come ormai tutti hanno confermato, e che si dica anche che la realtà è che cancellando questa istituzione si avrà piuttosto un aumento della spesa pubblica. Pretendiamo un dibattito serio in cui si spieghi come saranno ripensati, senza le Province, i processi di gestione dei territori che oggi sono in capo a questi enti: come saranno ridistribuiti i 130 mila chilometri di strade? Chi avrà la gestione degli oltre 5000 edifici scolastici?”.

    http://www.upinet.it/4069/istituzioni_e_riforme/abolizione_province_saitta_basta_boutade_serve_riforma_coerente_di_tutte_le_istituzioni/

  9. Per Belluno la provincia non serve, ma è vitale. E’ vitale avere un ente che faccia politiche specifiche per la montagna.

    E’ così difficile capirlo anche se siete mezzo-bellunesi?

  10. Gli Iat sono a carico della provincia di Belluno; uffici periferici e se de centrale in Palazzo Piloni; non ti sanno dire quale albergo è aperto o no, comunque sono tutte persone stipendiate dall’Amministrazione della provincia di Belluno (ex società Dolomiti Turismo).
    Dolomiti Bus era o meglio è ancora società della Provincia di Belluno.

  11. Io sono bellunese e sono contrario all’abolizione delle province.

  12. Mi dispiace deluderla, caro Mauro. Non appartengo al Movimento 5 stelle.
    Il fatto che appoggi le loro idee non significa “i soliti del M5S che nulla sanno e mai sapranno”.
    Abbia rispetto di tutti, grazie.

  13. Cara Rita, secondo me lei vota M5S…

  14. @Rita: studi!

  15. @Mirco: ti pare che dolomiti bus funzioni male? Costa certo 5 volte quello che costa in Trentino.

    E sul turismo di che parla? che ne sa?

    Il Trentino spende quasi 30 mln di euro all’anno solo di promozione, Belluno non arriva al milione tutto compreso.

    Studi anche lei.

  16. Analizzando le cose in modo realistico ed obbiettivo :
    ma la Provincia in questi 40/50 anni a cos’è servita, visto le condizioni reali in cui ci troviamo, dove sono tutte queste politiche lungimiranti, tutto questo lavorare e legiferare a beneficio della popolazione, personalmente non mi sembra di vederle, in compenso vedo quantità enormi di denaro sperperato, vedo buchi su buchi fatti da Comuni/Società partecipate ecc,.ecc., vedo tutti i possibili treni persi, vedo i problemi di 30 anni fà ancora da risolvere, anzi per forza di cose peggiorati, vedo chi ha sbagliato e continua a sbagliare sempre nei posti di comando, e vedo anche sempre i bellunesi parlare, parlare, ed ancora parlare, poi, quando si tratta di fare, vedo che da fuori comprano e sovvenzionano gli impianti di risalita, vedo che da fuori comprano gli alberghi, che da fuori aprono le pizzerie ecc.ecc…….. non è che per caso tutto questo desiderio di un Ente Provincia sia solo dato dal fatto che così qualcuno si prende un bel posto sicuro e garantito senza troppi impegni ed oneri, permettendosi così di vivere felice e tranquillo e continuando a non risolvere i veri problemi della gente? …..Perchè in questa provincia si parla sempre dei difetti degli altri e dell’assistenzialismo al Sud, ma se proprio andiamo a vedere quanta gente vive di un “lavoro pubblico” anche quì da noi, magari qualche riflessione ci sarebbe da fare.

  17. Terribile, da noi a Dresda non andava cosi’. E una domanda, quanti Partiti Democratici ci sono sul mercato? Perche’ mi viene in mente che furono Reolon e il PD, in piena (e profetica) sintonia con la destra, a decidere la fine della provincia. Pero’ forse la risposta sta nel fatto che De Menech non appartiene alla corrente di Reolon ma a quella di Silvio Renzi. Che casino pero’, prima cancellano l’ente e poi una bella crisi di coscienza. Accompagnata da un’interrogazione che sembra fatta in casa davanti allo specchio del bagno. Senza dimenticare che la causa vera del prepensionamento di Bottaccin fu sicuramente l’aver un po’ scoperchiato il pentolone maleodorante di Bim-Gsp. Mentre quello che vediamo oggi e’ l’intero arco costituzionale fermamente deciso a far si che Gsp possa continuare a fare quello che faceva prima, una mano di bianco e si risolve tutto. Proprio un bel minestrone.

  18. Quante idiozie escono a profusione dalla bocca dei M5S ?? …sempre una di troppo…
    Giusto per ricordarvi ciò che non serve internet per sapere:

    1. Dove sono i costi delle provincie? Nel personale che vi lavora
    2. Di cosa si occupa il personale? Di gestire i servizi del territorio (dove possibile, perchè se ci sono i commissari si svende tutto all’arraffatore di turno…)
    3. Come si fa a risparmiare abolendole? Eliminando il personale (quindi licenziandolo o pagandolo con ammortizzatori sociali?? Dove sta il fantomatico risparmio??)

    M5S: ma la testa la usate o vi serve per tenere divise le orecchie?
    Ah già, ma voi non sapete cosa significa difendere il proprio territorio, perchè vi preoccupate degli scontrini del caffè…

  19. Dobbiamo avere una provincia elettiva ed autonoma!

  20. Come al solito polemiche fango e critiche sono facili da erogare aboliamo tutto a casa tutti ecc.
    Rendetevi conto che questo agevola solo chi nel fango ci sguazza per i suoi interessi.
    Una patrecipazione costuttiva é disturba molto di piú gli affaristi della politica.
    Se non condivido la politica del PD e se anche in questo partito di porcherie se ne fanno tante non é un buon motivo per non condividere e sostenere questa proposta.
    Stare pigramente seduti al pc a sputare fango é un compotamento qunto meno vile.
    Possono non piacere i politici ma sono l’espessione di chi li vota vanno continuamente sorvegliati sostenuti o criticati dove serve.
    L’ interrogazione é la sintesi di quello che i Bellunesi pensano, gli tagliani generici e la popolazione del web dediti alla produzione di fango hanno argomenti nazionali molto piú inutili e succulenti con cui riempire i blog
    Sani e grazie

  21. Ma le polemiche sono solo dei M5S (spesso non bellunesi) che non hanno nulla da fare, non sanno amministrare e prendono ordini da un comico.

    Per noi un ente che governa la montagna è FONDAMENTALE.

  22. Non mi risulta che i grillini (chiamiamoli pure così perché, come ha scritto poc’anzi Mauro, “prendono ordini” da Grillo) finora abbiano fatto una proposta per la montagna bellunese che vada oltre l’abolizione della provincia di Belluno. Per loro l’abolizione delle province è la panacea di tutti i mali dell’Italia!

  23. Forse vi è scappato un particolare: che le province finalmente spariranno.
    E finalmente che una cosa buona insieme, forse, il PD e il PDL e Area Monti (e M5S ?) la faranno.
    Con buona pace di Bard & C. che la provincia la vogliono (hanno indetto anche i comizi elettorali fai da te!!) e che però hanno fatto campagna elettorale per Monti che le province le voleva e le vuole abolire.
    Quando si dice classe politica!
    E’ dunque inutile che Roger De Menech faccia il movimentista. E’ fuori tempo minimo e anche tempo massimo! Vale la posizione del PD e non certo una sua interrogazione che oramai non si nega a nessuno.

  24. Bepi è comunista o del M5S

  25. Secondo me Bepi è grillino!

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