Friday, 21 September 2018 - 18:14

Via al 16mo Maggio teatrale zumellese, dal 25 maggio all’8 giugno

Mag 19th, 2013 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con il Maggio Teatrale Zumellese, rassegna di spettacoli teatrali giunta alla XXVI edizione e organizzata ogni anno con dedizione dal Gruppo Teatrale Zumellese, con la preziosa collaborazione della Pro Loco di Mel e con il patrocinio del Comune di Mel.

gruppo teatrale zumelleseDopo la positiva esperienza della passata edizione, si ripete l’iniziativa di far aprire la rassegna ad una compagnia locale: sabato 25 maggio sarà la volta delle Pubbliche Bugie, compagnia teatrale di Castion, che presenta “TRANS-GENICO Amleto”, libera rivisitazione del testo di Nicolaj “Amleto in salsa piccante”. Il secondo appuntamento, sabato 1 giugno, vedrà in scena la compagnia T.I.C. – Teatro Instabile di Creazzo (Vicenza) con la commedia “Non ti conosco più, ovvero: scusi, me la presta sua moglie?”, testo brillante di Aldo De Benedetti in cui l’insolita malattia che colpisce la protagonista crea una serie di situazioni surreali ed esilaranti. A chiusura della rassegna (sabato 8 giugno) la nuova fatica della compagnia di teatro popolare Pantakin di Venezia, “VILLAN PEOPLE. La solita malastoria”, di Andrea Pennacchi per la regia di Michele Modesto Casarin. La compagnia veneziana, nota per i suoi lavori teatrali nei generi della Commedia dell’Arte e del Circo Teatro, presenterà un affresco di umanità feroce, invidiosa, affamata nel deserto della pianura padana, storie di individui che desiderano ferocemente quello che non hanno e che non hanno mai quello che desiderano. Anche per questa edizione l’offerta è variegata e all’insegna del divertimento, con la possibilità di assistere a spettacoli teatrali messi in piedi da compagnie che si dedicano al teatro con passione, energia e dedizione. Gli spettacoli avranno luogo presso la Palestra delle Scuole Medie di Mel alle ore 21.00. Parte dell’incasso sarà devoluto per il restauro del dipinto di Lucrezia Zorzi nella villa municipale.

SABATO 25 MAGGIO Compagnia teatrale Le Pubbliche Bugie (Castion – BL) “TRANS – GENICO Amleto”, liberamente tratto da “Amleto in salsa piccante ” di Aldo Nicolaj Regia di Paolo Martinazzo

Partiti dal testo di Nicolaj, “Amleto in salsa piccante” che ricrea l’”Amleto” di Shakespeare visto dai cuochi del castello in cui vive, siamo giunti ad una surreale e piccante visione dell’oggi. Cuochi, sguatteri e camerieri fanno rivivere il testo classico al punto di spostare il dramma in commedia. La cucina come scena unica in cui i reali incontrano la servitù e da cui parte l’acceso confronto di classe. Da lì l’idea del cuoco Froggy di fare uno scherzo al depresso Amleto per convincerlo ad apprezzare la sua cucina. Con l’armatura del padre morto si fingerà lo spettro che gli parla sconvolgendo tutto l’impianto di Shakespeare. In scena poche cose, un tavolo come altare e una televisione messa al centro come grande protagonista, unica finestra da cui guardare ciò che accade fuori. Dalla televisione la servitù apprende cosa accade ai reali. I reali si auto riprendono spinti dal narcisismo che li riempie. Si crea così un circolo vizioso che porta tutto all’eccesso e alla degenerazione. Il tema centrale dell’Amleto si sposta dal “essere o non essere” al “essere o apparire”.

Gruppo Teatrale Zumellese P.zza Papa Luciani, 7 32026 Mel (Belluno) info@teatrozumellese.it www.teatrozumellese.it

SABATO 1 GIUGNO T.I.C. – Teatro Instabile di Creazzo (Creazzo – VI) “Non ti conosco più, ovvero: scusi, me la presta sua moglie?”, di Aldo De Benedetti Regia di Tommaso Carrara

La vicenda si svolge a Roma all’interno di una rispettabile famiglia borghese. Paolo, professionista di successo, ha l’amara sorpresa di non essere riconosciuto dalla moglie Luisa. La donna, viceversa, riconosce quale legittimo marito Alberto, lo psichiatra che è stato chiamato urgentemente per curarla. La malattia insolita e la terapia suggerita dal medico, spingono i due uomini ad assecondare Luisa la quale, per altro, non offre altri segni di squilibrio mentale. La situazione, già abbastanza complessa, viene a questo punto ulteriormente vivacizzata da De Benedetti con l’introduzione di due nuovi personaggi: l’impicciona zia inglese di Luisa, Clotilde Lawrence, e la figlia di costei, Evelina, per non svelare alle nuove arrivate la penosa situazione di Luisa, Alberto e Paolo decidono di tenere nascosta la verità, recitando il primo il ruolo del finto marito e il secondo quello dell’amico scapolo. Inevitabile, quindi, l’insorgere di nuove confusioni.

SABATO 8 GIUGNO Compagnia Pantakin (Venezia) “VILLAN PEOPLE. La solita malastoria”, di Andrea Pennacchi Regia di Michele Modesto Casarin

Tempi schiodati, i nostri: le esondazioni e i terremoti distruggono i fieri capannoni che avevamo innalzato a sfidare gli dèi, il nostro fugace benessere, ci può essere tolto in ogni momento. Abbiamo osservato con cura il panorama del nostro Veneto, per non restare accecati abbiamo indossato le lenti fabbricate, secoli fa, da Angelo Beolco, detto Ruzante. Grazie a questo filtro siamo riusciti a scoprire una rete di storie, forse non rassicuranti, ma vive. Nel deserto globalizzato della grande pianura padana si aggirano scampoli di umanità feroce, invidiosa, affamata anche quando è sazia. Uomini che invidiano chi ha più di loro, che desiderano ferocemente quello che non hanno, che non hanno mai quello che desiderano, che sia amore, sicurezza, denaro o roba. Il crimine non li spaventa, le regole sociali non li fermano, sono Villani: brutti, sporchi e cattivi. I nostri protagonisti vengono dalla cronaca nera quotidiana, ma non sono mostri, le storie che ci raccontano sono terribilmente semplici, anche se non banali. I nostri eroi parlano una lingua mista, una koinè di dialetto veneto e inglese scolastico da canzoni pop. Potrebbero essere felici, in fondo, ma sono macinati nella grande macchina del desiderio che prende tutti e sbatacchia qua e là la gente, come in preda a un gran vento: ognuno può essere ciò che vuole, ma nessuno più sa cosa vuole. Lo sguardo che gettiamo sui protagonisti non è di superiorità: ci riconosciamo in loro, vediamo nei loro motori quelli che muovono anche noi, la bestia che li muove è la stessa che si agita in noi, ancora in catene, per il momento. Li riconosciamo come fratelli, nella vulnerabilità e nella capacità di assorbire i colpi della sorte, nel desiderio di vita che li muove costantemente, nell’ansia disperata di essere felici, e nella grande confusione.

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