Monday, 24 September 2018 - 15:59

Basta rinvii e titubanze. Il Gruppo Coltivare condividendo dice NO agli Ogm

Mag 19th, 2013 | By | Category: Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina

ogm“Lo sconcerto è davvero grande. Ci lascia davvero molto perplessi la decisione del Senato di rinviare la decisione relativa all’adozione, anche da parte dell’ Italia della clausola di salvaguardia, l’unico modo davvero efficace di bloccare le semine del mais Ogm nel nostro Paese”.

Lo afferma in una nota il Gruppo Coltivare condividendo

“Nonostante la stragrande maggioranza dei cittadini e degli agricoltori sia decisamente contraria alle coltivazioni e al cibo OGM, nonostante i tantissimi appelli affinché si segua l’esempio degli altri paesi europei (che hanno detto No alle sementi franckenstein) per l’ennesima volta i politici italiani non hanno avvallato la volontà popolare.

Crediamo che ciò sia estremamente grave e pericoloso dato che rischia di spalancare le porte al famigerato mais Monsanto e di mettere in serio pericolo le nostre coltivazioni tradizionali e antiche..oltre alla salute di noi cittadini

Da alcuni mesi, come gruppo coltivare condividendo abbiamo promosso (in sinergia con altre realtà locali e nazionali) una serie di iniziative di informazione e sensibilizzazione su queste tematiche. Abbiamo riscontrato un ampio consenso a favore della biodiversità coltivata e del biologico.. pari a una netta opposizione agli OGM. Abbiamo raccolto alcune migliaia di firme per chiedere al Ministro dell’ Agricoltura l’adozione immediata della clausola di salvaguardia anche per impedire le semina di mais Ogm già “promesse” da alcune associazioni

Ci sconcerta e irrita la decisione del neo Ministro De Girolamo (pdl), avvallata del presidente della commissione agricoltura Formigoni (pdl), dagli esponenti del Pdl e del Pd.

Lanciamo pertanto un forte appello in primis a tutti i cittadini affinchè si mobilitino e facciano sentire la loro indignazione a esponenti politici, amministratori ecc.  Ma anche ai parlamentari affinché si ponga fine a questa interminabile e indegna “telenovala”, che si adotti quanto prima la clausola di salvaguardia.

Chiediamo a tutti loro la massima chiarezza e trasparenza!!!!!

Se per davvero vogliono che anche l’Italia sia contaminata dalle sementi OGM, che il nostra patrimonio di biodiversità e tipicità venga irrimediabilmente compromesso (contaminato), se vogliono che il nostro futuro agricolo e alimentare sia in mano ai brevetti e alle 4 – 5 multinazionali del biotech…

Lo dicano chiaramente e senza sotterfugi e intrallazzi!!!

Da parte nostra – conclude la nota – proseguiremo con forza la nostra battaglia di recupero, riproduzione, distribuzione (gratuita) di sementi antiche e conoscenze, tecniche di coltivazione sana e biologica.. ma anche di forte opposizione agli OGM e a tutte quelle leggi, normative e sentenze (ad esempio sulle sementi) che mirano a consegnare il nostro futuro agricolo.. e non solo.. alla lobby o alla multinazionale di turno”.

 

Gruppo Coltivare Condividendo

www.coltivarcondividendo.blogspot.com

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2 comments
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  1. Picoclo, Bellot, D’ Incà, De Menech..
    sono favorevoli o contrari alla coltivazione del mais OGM Monsanto in Italia?

  2. Buona sera a tutti
    rispondo ad Andrea . Già ad inizio mandato abbiamo cercato come M5S di spingere sul tema OGM in modo fortemente contrario e così continueremo a fare . Di seguito il link della nostra mozione in cui sono firmatario:

    http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=496&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27MOVIMENTO+5+STELLE%27+%7C+%27MOZIONE%27

    inoltre anche il testo:

    Atto Camera

    Mozione 1-00019
    presentato da
    ZACCAGNINI Adriano
    testo di
    Martedì 16 aprile 2013, seduta n. 9
    La Camera,
    premesso che:
    la Monsanto è una multinazionale americana che, grazie al pressoché indiscusso monopolio delle sementi geneticamente modificate, rappresenta oggi il sinonimo mondiale di organismi geneticamente modificati (OGM). Il 22 aprile 1998 la Monsanto Europe ha ricevuto l’autorizzazione dalla Commissione europea per l’immissione in commercio del mais MON810, che produce la proteina insetticida cryA per l’inclusione del gene del batterio bacillus thuringiensis, ai sensi della direttiva 90/220/CE;
    il MON810 non ha ancora ricevuto il rinnovo dell’autorizzazione ai sensi dalla direttiva CE90/220 abrogata dalla direttiva 18/2001;
    nel luglio del 2004 prima e nel maggio del 2007 poi, la Monsanto ha fatto richiesta di riconoscimento del MON810 come prodotto esistente al momento dell’entrata in vigore del regolamento 1829/2003 che ha sostituito parte della direttiva 2001/18 sull’immissione in commercio di OGM;
    il MON810 è attualmente sul mercato in applicazione dell’articolo 20.4 del suddetto regolamento;
    a tutt’oggi, le uniche piante transgeniche autorizzate alla coltivazione sono il suddetto mais ed una patata (varietà Amflora) prodotta dalla Basf e destinata prevalentemente all’industria cartaria;
    in Italia non esistono coltivazioni di piante transgeniche mentre la commercializzazione dei loro prodotti avviene nel rispetto delle regole che riguardano l’immissione sul mercato di alimenti e mangimi contenenti OGM;
    risulta sempre più evidente che le sollecitazioni delle società multinazionali favorevoli alla produzione di organismi geneticamente modificati (OGM), estranee all’interesse comune dei cittadini comunitari, sono in grado, molto spesso, di condizionare le scelte dell’Unione europea ad ogni livello, in particolare per quel che riguarda la produzione agricola, convenzionale e biologica;
    la stragrande maggioranza dei cittadini europei vuole mantenere integre, ossia non inquinate da organismi geneticamente modificati; le produzioni agricole di qualità che rappresentano il vero valore aggiunto sul mercato alimentare globale;
    nei Paesi sul cui territorio è stata autorizzata la coltivazione degli OGM, nonostante l’adozione dei piani di coesistenza non è stato possibile evitare la contaminazione con varietà tradizionali e colture biologiche;
    questo inquinamento, irreversibile, era previsto già nella direttiva 2001/18/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 marzo 2001, che per l’emissione deliberata nell’ambiente degli OGM, al 4 punto dei considerando riporta: «gli organismi viventi immessi nell’ambiente in grandi o piccole quantità per scopi sperimentali o come prodotti commerciali possono riprodursi e diffondersi oltre le frontiere nazionali, interessando così altri Stati membri; gli effetti di tali emissioni possono essere irreversibili»;
    la normativa comunitaria sull’emissione in ambiente di OGM è assai confusa come dimostrato dalla decisione del Consiglio di Stato di Francia ed Italia di ricorrere alla Corte di Giustizia europea per ottenere l’interpretazione su come dirimere cause nazionali riguardanti la coltivazione del summenzionato mais geneticamente modificato;
    nei diversi dossier tecnici prodotti dalle aziende biotech ai fini della loro valutazione da parte dell’Agenzia sulla Sicurezza Alimentare (EFSA) vengono evidenziate differenze statisticamente significative nella composizione biochimica degli OGM rispetto alle varietà di origine, nonché negli effetti sulla salute degli animali oggetto degli studi di tossicità, i quali presentano generalmente alterazioni del sistema enzimatico, epatico e renale;
    l’EFSA ha sin qui giustificato le differenze statisticamente significative di diversi OGM, incluso il MON810, come dovute alla variabilità naturale;
    il MON810 essere usato solo nei mangimi e non per l’alimentazione umana (in quanto autorizzato ai sensi dell’articolo 20 del Regolamento 1829/2003 che si trova nel capo III relativo ai mangimi geneticamente modificati laddove gli OGM per alimenti sono regolamentati al Capo II);
    diversi membri del panel di esperti sugli OGM dell’EFSA sono stati accusati di conflitto di interessi per la loro appartenenza ad aziende con chiari interessi economici nel mercato delle piante transgeniche;
    nonostante la normativa di riferimento si ispiri al principio di precauzione, l’articolo 34 del regolamento 1829/2003 carica la società civile dell’onere della prova definitiva circa la pericolosità degli OGM autorizzati;
    avendo valutato l’urgenza di riavviare con determinazione il percorso per mettere un freno alla possibilità di coltivazioni OGM nel nostro paese e con lo scopo di riportare l’attenzione del Governo sull’urgenza di emanare la cosiddetta clausola di salvaguardia, sancita dall’articolo 23 della direttiva 2001/18/CE (come già sollecitato nell’atto 4-00050) relativa al mais geneticamente modificato MON810 che consentirebbe di scongiurare l’eventuale semina da cui potrebbe derivare una contaminazione ambientale irreversibile, una delegazione del Gruppo Parlamentare «Movimento Cinque Stelle» ha incontrato il 28 marzo 2013 il Ministro delle politiche agricole e forestali, Mario Catania e il 3 aprile 2013, i Ministri dell’ambiente e della salute, Corrado Clini e Renato Balduzzi;
    dagli incontri suddetti, anche secondo quanto riportato da numerose agenzia stampa, è emersa la reale disponibilità dei Ministri ad un concreto intervento in questa direzione, in particolare il giorno 4 aprile 2013, il ministro Catania ha dichiarato: «Il ministero della Salute ha dato seguito alla nostra richiesta e al dossier predisposto dal Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA), chiedendo alla Commissione europea la sospensione d’urgenza dell’autorizzazione alla messa in coltura di sementi di mais Mon810 in Italia e nel resto dell’Unione europea»;
    è necessario ricordare che la Clausola di Salvaguardia è già stata attuata da Stati membri dell’UE quali Germania, Francia, Austria, Ungheria, Polonia, Grecia e Lussemburgo;

    impegna il Governo:

    a mettere in atto tutte le azioni possibili al fine di procedere all’attuazione della clausola di salvaguardia così come previsto dall’articolo 23 della direttiva 2001/18/CE;
    a richiedere la sospensione dell’uso del MON810 sino al rilascio di una nuova autorizzazione che risponda pienamente ai requisiti richiesti di dimostrata innocuità nella coltivazione e nell’uso come alimento o mangime;
    a promuovere la ridefinizione, in particolare nelle competenti sedi europee in maniera precisa e puntuale, il concetto di «rilascio in ambiente» per gli OGM che differisce in maniera sostanziale dal concetto di commercializzazione immissione in commercio» e che da questo deve essere efficacemente separato.
    (1-00019) «Zaccagnini, Lombardi, Parentela, Benedetti, Gagnarli, Massimiliano Bernini, Zolezzi, Gallinella, D’Uva, L’Abbate, Brescia, Dieni, Liuzzi, Cozzolino, Villarosa, Cristian Iannuzzi, D’Incà, Segoni, Mannino, Sorial, Spessotto, Fico, Caso, Baldassarre, Cariello, Dadone, Battelli, D’Ambrosio, Tofalo, Terzoni, Del Grosso, Lorefice, Marzana, Crippa, Brugnerotto, Toninelli, Mantero, Micillo, Nesci, Carinelli, Grillo, Cancelleri, Colonnese, Nuti, Di Battista, Sibilia, Grande, Spadoni, Manlio Di Stefano, Ciprini, Cominardi».