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Commercio: la Regione predispone il nuovo regolamento. Dopo l’approvazione i Comuni avranno 180 giorni per adeguare i piani urbanistici

Mag 7th, 2013 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina

regione veneto turismo tavolo sinergieIl regolamento che contiene gli indirizzi per lo sviluppo del sistema commerciale, in attuazione della recente legge sulle Politiche per lo sviluppo del sistema commerciale nella Regione del Veneto (L.R. n. 50/2012), è stato adottato nella odierna seduta di giunta, su proposta dell’assessore all’economia e al commercio Isi Coppola. Sarà approvato in via definitiva una volta ottenuto il parere della competente commissione consiliare.

“C’era l’impegno a predisporre in tempi brevi – ha detto l’assessore – questo regolamento che dà attuazione ai principi innovativi della legge sul commercio, primi fra tutti la valorizzazione del commercio all’interno dei centri urbani e storici come fattore di sviluppo dell’intero tessuto della città e la garanzia del principio del risparmio del consumo di suolo attraverso la priorità data agli interventi di riqualificazione urbana di aree e strutture degradate”.

“Il regolamento – ha aggiunto – adotta quello che viene chiamato un approccio sequenziale, che è una metodologia di matrice anglosassone, e consiste proprio nel consentire gli insediamenti delle grandi strutture in ambito extraurbano unicamente se non vi siano spazi all’interno della città e che comunque, riqualifichino l’esistente. Il regolamento ha la particolarità di mettere l’accento non solo su aspetti urbanistico-ambientali, ma anche di Responsabilità Sociale, il che significa attenzione ai temi di occupazione, politiche attive di rilancio del settore commercio, distretti, valorizzazione dei prodotti locali, consumatore, welfare aziendale”.

“Quando sarà approvato definitivamente – ha concluso l’assessore Coppola – i comuni avranno 180 giorni di tempo per adeguare i piani urbanistici ai nuovi criteri regionali. Con questo regolamento, che consta di poche pagine, possiamo dire che l’iter all’insegna dell’innovazione tracciato da questa legge è completato”.

 

(Regolamento regionale recante gli indirizzi per lo sviluppo del sistema commerciale, Art. 4, comma 1 della L.R. n.50 del 28/12/2012 “Politiche per lo sviluppo del sistema commerciale nella Regione del Veneto”).

 Valutazione integrata degli impatti

  1. La domanda di autorizzazione commerciale relativa agli interventi di cui all’articolo 3 consegue la sostenibilità e quindi è accoglibile dalla conferenza di servizi a condizione che siano ridotti a zero gli impatti generati dall’insediamento.

2. Gli interventi di cui all’articolo 3 sono soggetti alla valutazione integrata degli impatti, volta ad esaminare in concreto gli impatti generati dalla struttura commerciale, attraverso le verifiche di compatibilità e sostenibilità e le eventuali misure compensative e di mitigazione.

3. La valutazione integrata degli impatti si articola attraverso le seguenti verifiche:

a) verifica di compatibilità;

b) verifica di sostenibilità.

4. Verifica di compatibilità

La verifica di compatibilità tiene conto delle seguenti componenti alle quali viene attribuito un punteggio minimo di ammissibilità pari a punti su, come di seguito ripartiti:

A) componente urbanistico – territoriale: punteggio minimo punti , massimo punti ;

B) componente ambientale: punteggio minimo punti , massimo punti ;

C) componente di responsabilità sociale: punteggio minimo punti , massimo punti ;

A) La componente urbanistico territoriale tiene conto della valutazione dei seguenti fattori:

A.1

coerenza della previsione urbanistica dell’area con l’approccio sequenziale di cui all’articolo 2:

A.1.1.

interventi coerenti con apporti migliorativi :

fino a punti

rientrano, a titolo esemplificativo, le seguenti fattispecie:

  1. interventi in centro urbano con riqualificazione urbanistica di aree o strutture dimesse e degradate

  2. interventi fuori centro urbano (sul presupposto che sia stata accertata la condizione di indisponibilità di aree adeguate all’interno del centro storico-urbano) con riqualificazione urbanistica di aree o strutture dismesse e degradate e consolidamento delle polarità commerciali esistenti;

A.1.2.

interventi coerenti:

fino a punti

rientrano, a titolo esemplificativo, le seguenti fattispecie:

  1. interventi in centro urbano;

  2. interventi fuori dal centro urbano (sul presupposto che sia stata accertata la condizione di indisponibilità di aree adeguate all’interno del centro storico-urbano) con riqualificazione urbanistica di aree o strutture dismesse e degradate;

  3. interventi fuori dal centro urbano (sul presupposto che sia stata accertata la condizione di indisponibilità di aree adeguate all’interno del centro storico-urbano) con consolidamento delle polarità commerciali esistenti.

A.1.3

interventi non coerenti

punti

A.2.

Ambito di intervento all’interno di aree a destinazione commerciale per grandi strutture di vendita o parco commerciale alla data di entrata in vigore della legge regionale

In caso di interventi in aree già a destinazione commerciale per grandi strutture di vendita o parco commerciale sulla base delle previsioni del Piano degli Interventi o del Piano Regolatore Generale vigenti alla data di entrata in vigore della legge regionale, la coerenza della previsione urbanistica dell’area verrà valutata in base ai seguenti criteri, che devono sussistere alla data di entrata in vigore della legge regionale:

A.2.1.

in presenza di tutte le seguenti condizioni:

  1. intervento di riqualificazione urbanistica di aree o strutture dismesse e degradate;

  2. la presenza di permesso di costruire rilasciato;

  3. la presenza di convenzioni urbanistiche e/o accordi di programma approvati e sottoscritti;

punti

A.2.2.

in presenza di almeno due delle condizioni di cui alla lettera A.2.1., con la sussistenza della condizione di cui al punto 1) della medesima lettera

punti

A.2.3.

in presenza della condizione di cui al punto 1) della lettera A.2.1. oppure in presenza delle condizioni di cui ai punti2) e 3) della medesima lettera e tenuto conto degli impegni assunti dal proponente nell’ambito della convenzione urbanistica e/o dell’accordo di programma, nonché dell’eventuale trasformazione urbanistica della destinazione d’uso dell’area da agricola a commerciale;

fino apunti

A.2.4.

in presenza della condizione di cui al punto 3) della lettera A.2.1. e tenuto conto degli impegni assunti dal proponente nell’ambito della convenzione urbanistica e/o dell’accordo di programma, nonché dell’eventuale trasformazione urbanistica della destinazione d’uso dell’area da agricola a commerciale;

fino a punti

A.2.5.

in caso di intervento di ampliamento, anche per accorpamento, o in caso di trasformazione di tipologia o in caso di trasferimento di sede;

fino a punti

A.2.6.

in assenza delle condizioni precedenti

punti

A.3.

area d’intervento localizzata attraverso strumenti di pianificazione urbanistica di livello intercomunale non prevista come obbligatoria ai sensi della vigente normativa:

punti

A.4.

area d’intervento compresa all’interno di accordi di programma tra enti locali e/o con la partecipazione della regione (qualora non già computato all’interno del punto A.2)

punti

A.5.

rapporto con il sistema della viabilità e dei trasporti, anche con riferimento all’integrazione con la rete di trasporto pubblico ::

fino a punti così ripartiti

A.5.1

presenza di percorsi ciclabili e pedonali che colleghino l’area con il centro urbano o il centro storico

punti

A.5.2

attivazione di misure di integrazione con le previsioni del Piano Urbano del Traffico

punti

A.5.3

presenza di alternative di accessibilità esistenti o realizzate a carico del proponente

punti

B) La componente ambientale è costituita dai seguenti fattori di valutazione:

B.1.

sistema di raccolta di rifiuti differenziata e su aree coperte e/o impermeabilizzate

fino a punti

B.2.

riduzione imballaggi

fino a punti

B.3.

utilizzo di materiali eco-compatibili (in particolare dimostrare l’utilizzo di tecniche di bioedilizia)

fino a punti

B.4.

capacità di risparmio energetico e produzione di energia alternativa

fino a punti

B.5.

riduzione dell’inquinamento acustico

fino a punti

B.6.

riduzione dell’inquinamento atmosferico

fino a punti

Ferma restando la necessità che siano rispettate le normative vigenti in tema di tutela dell’ambiente e del paesaggio, i predetti fattori di valutazione devono emergere da una relazione del proponente, nonché dai provvedimenti ambientali richiesti.

C) La componente di responsabilità sociale è costituita dai seguenti fattori di valutazione:

C.1.

sviluppo dell’occupazione:

fino a punti come di seguito ripartiti

C.1.1.

impegno del proponente ad assumere lavoratori in mobilità e/o in cassa integrazione nel comune interessato o in quelli contermini

fino a punti

C.1.2.

impegno del proponente ad assumere lavoratori con contratti a tempo indeterminato in percentuale superiore al 30% rispetto alla totalità dei lavoratori assunti e comunque nel rispetto dei contratti nazionale e locale di riferimento

fino a punti

C.2

valorizzazione delle produzioni locali (in particolare impegno alla realizzazione di iniziative di promozione dei prodotti veneti)

fino a punti

C.3.

erogazione di servizi qualitativi al consumatore

fino a punti

Nella determinazione del punteggio relativo alla componente di responsabilità sociale devono essere conseguiti almeno punti nella voce relativa allo sviluppo dell’occupazione (punto C.1).

 

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2 comments
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  1. Per Sergio Reolon: e dove sarebbe la specificità per la Montagna?

    Non dovrebbe essere materia dello statuto da dare alla provincia?

    BASTA BALE!

  2. @Mauro

    te ha reson: reolon onde elo sto articolo 15?