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Acc Mel. Giovanni Piccoli: “Le industrie bellunesi sono state e sono laboratori di idee. Necessario trattenere in loco i brevetti”

Mag 7th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore
Giovanni Piccoli, senatore Pdl

Giovanni Piccoli, senatore Pdl

“La questione dell’Acc ci deve fare indignare e preoccupare ma soprattutto ci deve far riflettere su come il “cervello” di un’azienda non possa prescindere dal territorio”.

Lo afferma in una nota il senatore Giovanni Piccoli (Pdl), che così prosegue:

“In questo ultimo decennio il tessuto imprenditoriale bellunese ha modificato pesantemente il suo Dna. In particolare, abbiamo assistito a un progressivo allontanamento degli imprenditori originari, quelli nati e cresciuti nel e con il territorio.

Un processo inelubile forse, ma fino a che punto?

Penso che nell’euforia della crescita – quando ancora la crisi non mordeva – nessuno si sia reso conto fino in fondo che un proprietario non valeva l’altro.

Finanziarie, grandi nomi dell’Industria e holding varie se da un lato hanno proiettato le nostre aziende in un ambito internazionale (e questo non è affatto un male), dall’altro lo hanno snaturato inserendole all’interno di un macrocosmo societario che le ha quasi inghiottite. Anche qui è prevalsa la logica dei numeri con buona pace di alcuni fattori “caratterizzanti”, a cominciare dall’estrema specializzazione della nostra manodopera.

Tornare indietro ora è quasi impossibile e forse non servirebbe a nulla: il mondo è cambiato e le logiche che governano l’economia, volenti o nolenti, sono diverse da quelle che avevano governato il “miracolo Nordest”.

Ma se dei margini ci sono dobbiamo percorrerli con determinazione.

A mio avviso – afferma il senatore Piccoli – , qualcosa si può fare.

Innanzitutto serve un governo politico forte capace di approntare una politica industriale seria. Penso che nel caso Acc un soggetto di riferimento autorevole avrebbe agevolato le trattative e forse non ci troveremo a questo punto.

Da tempo poi sostengo la necessità di trattenere in loco alcuni brevetti. Le industrie del Bellunese sono state – e lo sono ancora – dei laboratori di idee. Non dimentichiamoci l’eccellenza rappresentata dall’occhialeria ma anche dallo stesso polo tecnologico del freddo. Quante idee nate qui sono “emigrate” contribuendo alla ricchezza di altri? Lo stesso stabilimento austriaco dell’Acc è cresciuto in questi ultimi anni grazie alle conquiste di quello zummellese.

Servono nuove regole improntate a quella che da più parti viene definita “responsabilità sociale” dell’azienda. Non è protezionismo, bensì la semplice constatazione che di fronte a un mercato sempre più aggressivo servono dei meccanismi di salvaguardia.

Su questo penso debba essere avviato un confronto su tutti i livelli: dalla Camera di Commercio al Governo nazionale.

Nessuno vuole rinchiudersi a riccio, ma dobbiamo valorizzare quello che abbiamo. Questa crisi ha cambiato le regole del gioco e noi dobbiamo aggiornarci. Altrimenti non torneremo più a vincere.

Ho visto con soddisfazione che questi temi sono diventati un “sentire comune”. Ho trascorso il Primo maggio all’Acc di Mel e ho toccato con mano quanto forte sia la simbiosi tra questo stabilimento e il territorio che lo circonda. Da questo legame – conclude il senatore Giovanni Piccoli –  bisogna ripartire”.

 

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2 comments
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  1. Che senso ha tenersi i brevetti quando i 10 minuti un cinese fa il reverse enginering di qualunque cosa? La verità è che chi sa fare fa, chi invece è sempre stato un terzista ha vissuto all’ombra delle grandi e adesso ne è stato inghiottito. Esistono molte piccole società specializzate in nicchie di mercato che fanno numeri, ma sono specializzate.

    La verità è che in Italia bisognerebbe puntare su cose differenti dall’industria perchè viviamo in un paese storicamente incredibile, con scenari mozzafiato, eppure cosa si fa per il turismo? Si vive di luce riflessa, di quel Belpaese che il mondo veniva a vedere nel dopoguerra. La dolcevita che non c’è più. Il vero motore per ripartire è quello del tursimo e tutti i settori ad esso correlati.

    Molti dicono che è l’edilizia il motore. Ok, ma invece di fare su case nuove iniziamo a recuperare i vecchi edifici. Riprogettiamo le città, le strade in un ottica di turismo e vedrete che una parte dei lavoratori potrà essere riassorbita. Ovviamente gli orari del turismo non sono 8-17 e sabato e domenica a casa.

    altra cosa. ACC, ceramica ecc. sono anni che hanno operai che vivono in cassa integrazione e che regolarmente hanno un secondo lavoro in nero. Vi pare giusto questo? Un commerciante viene costantemente fottuto, mentre questi si sbaffano cassa integrazione + un secondo lavoro. Non voglio generalizzare, ma tutti noi ne conosciamo almeno 10 di persone così e non dite che non è vero perchè sareste ipocriti.

  2. Più che i brevetti sarebbero da non far scappare i giovani, spesso laureati che se ne vanno tutto perchè non ci sono le condizioni per un lavoro o una vita decente in montagna. Spesso vanno verso il Trentino, che pure è montagna.