Wednesday, 21 November 2018 - 17:58

Provincia speciale montana: Bressa e De Menech presentano il ddl in Parlamento * di Silvano Martini

Mag 4th, 2013 | By | Category: Prima Pagina
Gianclaudio Bressa

Gianclaudio Bressa

E’ stato presentato in parlamento, a firma Bressa e De Menech, un disegno di legge costituzionale per l’istituzione della provincia speciale montana di Belluno. Non se ne conosce il contenuto ne è dato sapere su quali appoggi politici conti per il suo difficile cammino.

L’azione per ottenere l’Autonomia del Bellunese dovrebbe essere corale e condivisa invece si va, come l’armata Brancaleone, in ordine sparso.

Lorenzo Dellai e Luis Durnwalder hanno capito benissimo che Belluno non può più aspettare e deve ottenere subito l’Autonomia mentre la classe politica bellunese appare appare afasica e sempre più interessata a perpetuare la sua permanenza al potere piuttosto che a lavorare davvero per risolvere i problemi pratici delle persone.

Roger De Menech

Roger De Menech

Il territorio bellunese é una miniera d’oro e possiede risorse sufficienti per garantirsi un futuro tranquillo, ma l’oro prodotto nelle viscere della terra bellunese finisce nelle tasche degli azionisti dell’Enel, nei bilanci dei grassi consorzi irrigui della pianura veneta o nelle tasche di speculatori senza scrupoli che trattano la terra bellunese come una mucca da mungere.

Domenica prossima ci produrremo in una manifestazione pubblica sul ponte Cadore per difendere servizi pubblici che in montagna sono più a rischio che altrove. Lodevole iniziativa ma ho l’impressione che i tempi difficili che viviamo richiedano altri strumenti.

La politica non può limitarsi a difendere l’esistente ma deve proporre soluzioni adeguate al periodo storico e a un quadro sociale ed economico in rapido cambiamento.

La nostra provincia, Belluno – Dolomiti, é un luogo dov’è urgente, oggi più che mai, produrre una rivoluzione che valorizzi il territorio e dove, proprio con l’acqua e la terra che sono la nostra ricchezza, dovremo costruire un nuovo modello di gestione delle Dolomiti Bellunesi.

Per fare questo non serve nemmeno attendere il riconoscimento di entità politiche esterne al territorio quanto attuare praticamente l’autonomia attraverso atti concreti di cui é buon esempio il progetto di recupero agricolo e turistico della Val di Seren, appena visitato dal presidente Durnwalder, che é testimonianza utile per capire il senso di quanto affermo.

Affrontare i problemi in chiave autonomista significa assumere su di se piena responsabilità di quel che accade nel territorio, ovviamente nei limiti delle capacità umane e delle risorse disponibili.

Leggo sulla stampa locale che per la ACC di Mel c’é una cordata che si dibatte tra mille difficoltà e quella del credito che manca resta uno delle questioni principali. Praticamente tutto il sistema del credito operante nel bellunese non appartiene al territorio. É un fatto che mina la tenuta del sistema economico bellunese a cui dovremo porre rimedio.

Occorre pensare a forme di economia partecipata partendo dal sistema delle cooperative e delle reti d’impresa per “ricomprare” la nostra economia.

Perché allora non costruire un modello cooperativistico e solidale che parta proprio da uno dei punti di forza del nostro territorio che é la enorme disponibilità di spazio rispetto all’esiguo numero di abitanti?

Perché non investire su di un grande distretto biologico che potrebbe contare anche sul know how e sulla capacità di trovare mercati di sbocco che il Sud Tirolo, attraverso le sue strutture, ci offre gratuitamente ?

Perché non provare a lavorare insieme invece di dividerci stupidamente, scimmiottando in piccolo un quadro politico nazionale del tutto inadatto ai nostri piccoli numeri ? Non insegna nulla la formula politica che é il segreto del successo Tirolese ? Saremo capaci di mettere ai primi posti nella nostra scala dei valori l’onore, la disciplina, il lavoro, la responsabilità ?

Potremmo dare un segnale forte al territorio cominciando, ad esempio, a dare una soluzione definitiva alla questione BIM-GSP, che gestisce “in house” il servizio idrico integrato del nostro territorio. La storia di questa società e del modo in cui essa é stata concepita e amministrata, lo stato in cui si trovano i suoi conti, tutto ciò é uno scandalo che getta il disonore su tutto il bellunese.

L’acqua è il bene collettivo per eccellenza ma i bellunesi sono costretti da norme di legge deleterie e scelte politico-gestionali tragiche, a pagarla come fosse oro.

Occorre chiudere subito la stagione disastrosa del BIM GSP riconsegnando alla gestione in economia delle comunità bellunesi l’acqua che é già loro. Per fare questo non servono soldi ma solo una piccola rivoluzione culturale che deve diventare politica. La legge Galli non lo permette? Credo che di fronte alla disobbedienza civile di 210.000 bellunesi invece di mandare l’esercito si dovrebbe provvedere con una revisione della legge. Credo anche che finché il problema sarà nascondere responsabilità e coprire comportamenti che hanno portato la società al fallimento allora é certo che i bellunesi dovranno pagare e tacere. Fino a quando ?

La politica bellunese deve smettere le scarpine di vernice, buone per i parquet dei palazzi veneziani e romani, per indossare stivali da contadino e tute da operaio cominciando a occuparsi davvero dei problemi della gente. Fino a che fare politica vorrà dire semplicemente costruire carriere e piccole ricchezze personali allora é chiaro che l’avversione dei cittadini per la politica non potrà che aumentare e con essa anche la distanza, ormai siderale, tra la società e chi dovrebbe rappresentarla nelle istituzioni.

Domenica prossima , sul ponte Cadore, avremo un’occasione per parlare dei nostri problemi e discutere di quello che assieme vogliamo e possiamo fare per risolvere i nostri problemi concreti. La grande manifestazione del 24 ottobre a Belluno ha reso visibile e tangibile la presenza di un popolo bellunese che non si arrende ma serve una guida sicura e credibile, serve una leadership che interpreti un momento straordinariamente difficile ma interessante.

Silvano Martini

Silvano Martini

Ora che tutto sta per essere perduto é il momento giusto per gettare il cuore oltre l’ostacolo e mettere in moto la piccola rivoluzione bellunese!

Silvano Martini

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9 comments
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  1. PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE BRESSA e DE MENECH: “Istituzione della provincia speciale montana di Belluno” (379) “Non ci sono testi disponibili” questo è quello che riporta il sito della camera.

    Questo è un solo titolo?; ivito i due deputati a condividere e discutere il testo con la gente.

  2. La proposta sarà già stata cestinata… Tutte le forze politiche che siedono in Parlamento sono ormai favorevoli all’abolizione di tutte le province…

  3. La legge non c’è. Roba da Zelig.

    @Lino: e chi se ne frega. Belluno andrà in area alpina con chi ci sta.

  4. @Andreas: e chi ci sta se Trento e Bolzano non ci stanno?!

  5. @Lino chi te lo dice che TN e BZ non ci stanno, gli articoli di stampa guidati? I soliti soloni del nulla fare che pontificano da anni in questi territori? Certo che le manie di protagonismo di alcuni, come sempre, dividono il bellunese, giovano solo a chi le produce e ci condannano all’immobilismo, in attesa che l’ennesima proposta di legge produca risultati. Invito tutti ad andare a vedere dove sono i precedenti progetti di legge a firma dell’onorevole di turno. Annunciati in pompa magna e MAI portati in discussione in parlamento dagli stessi estensori e presentatori. E poi si presenta un progetto di legge senza nemmeno un confronto od una semplice presentazione sul territorio? Questi signori invece hanno la firma di TN e BZ con il loro ok? Semplici presuntuosi? O pensano che la popolazione bellunese sia un accessorio, necessario come contorno, alle loro ambizioni di apparire?

  6. @Gianfranco: hai mai sentito una dichiarazione da Trento e Bolzano a favore della Regione Dolomitica?

  7. @Lino

    Dellai e Durni hanno detto chiaramente la settimana scorsa che lavoreranno per l’autonomia della provincia di Belluno e che poi inizieranno le collaborazioni a 360 gradi.

    ora il problema sono i bellunesi, non loro.

    Tu sei d’accordo a mollare il veneto e diventare autonomo?

  8. @Andreas Hofer: ovvero non lavoreranno per la Regione Dolomitica!

  9. Lavoreranno per una provincia che, ancor prima di diventare autonoma, sarà abolita contestualmente a tutte le altre province!