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lunedì, Giugno 1, 2020
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Interviene il Bard: “Bortolo Mainardi – Ommini. Omminicchi e Quaquaraquà”

Bortolo Mainardi su “Il Gazzettino” del 23 aprile 2013, interviene a proposito dei referendum. Dopo aver invitato i Bellunesi a svendere anima e orgoglio per mettersi al servizio dei Trevigiani. Ad abbandonare ogni velleità di sviluppo economico accontentandosi di diventare il giardino della grassa pianura, ora Mainardi distilla qualche altra perla di saggezza: ‘basta coi piagnistei ‘ ordina dalle pagine de “Il Gazzettino”. Forse ha visto il film sbagliato. Si fa fatica a commentare l’intervento di  Mainardi che evidentemente non si è preso la briga, prima di sproloquiare, di informarsi sulle molteplici proposte e attività del BARD, Belluno Autonoma Regione Dolomiti. Peccato vedere un Cadorino asservito agli interessi molto distanti dal nostro territorio, il suo intervento suona  infatti stonato e supponente. Cosa ha fatto Mainardi per il Cadore? Quali sono le sue proposte per la montagna?  Venga ad una delle prossime serate del BARD o chieda di incontrarci e vedrà che lo seppelliremo di proposte e di lavoro già fatto che incontra ostacoli solo in quel mondo Veneto così familiare a Mainardi. Ridurre il fenomeno referendario e autonomista bellunese entro i confini del risultato di Pieve di Cadore è indicatore di scarsissima intelligenza politica accompagnata dai malafede come solo un professionista della cattiva politica può fare. Mainardi  dovrebbe dare un’occhiata a tutti gli indicatori economici e sociali che fotografano impietosamente, con la forza dei numeri, la differenza tra i territori alpini amministrati con politiche adeguate, e il disastro di una montagna Veneta che muore.
Chiedere l’Autonomia non è autocommiserazione e del resto migliaia di pagine riempite da innumerevoli studiosi della montagna alpina certificano che vi è elemento ricorrente: la montagna non muore perché è il suo destino, come Bortolo Mainardi vuole far credere. La montagna muore perché le sue risorse, tutte le ricchezze, sono state RUBATE e lo sono anche ora che si continua solo a prendere. A prendere l’acqua per pochi millesimi al metro cubo, l’energia a botte di miliardi di euro (il 5% dell’energia nazionale), il territorio con la proliferazione della speculazione edilizia, che solo la crisi ha in parte tamponato. E le analisi che lo stralunato Mainardi chiede di fare,  noi del BARD e non certo da soli,  le abbiamo già fatte duecentocinquanta volte e abbiamo girato la provincia palmo a palmo, in tutte le stagioni, confrontandoci con i cittadini che vivono in montagna, tutti i giorni,  e non solo per qualche comodo fine settimana.
Se davvero Bortolo Mainardi vuole bene alla sua terra allora la smetta di denigrare e insultare chi resiste sul territorio cercando di fare qualcosa. La smetta di distruggere con cattive parole il sogno di un futuro migliore che noi del BARD vediamo nella Regione Dolomiti. Il destino delle terre alte non sarà quello di diventare uno spazio effimero perché abbiamo un’idea precisa di quello che la nostra terra dovrà essere, se non vuole morire.  Abbiamo già cominciato a ricostruire quel tessuto di relazioni sociali ed economiche che tiene insieme la parte più viva delle alpi e ne abbiamo appena parlato con Luis Durnwalder  presente nel Feltrino da dove, con un piccolo e molto pratico progetto agricolo, inizia la storia della Regione Dolomiti. La battaglia per l’Autonomia richiede l’aiuto di tutti e c’è bisogno di quanti credono in questa terra e sono disposti a lavorare duramente. Nulla ci sarà regalato ma verrà presto un tempo in cui raccoglieremo il frutto del nostro lavoro. Sciascia, ne “Il Giorno della Civetta” dice che ci sono Ommini. Omminicchi e Quaquaraquà.   A noi serve solo la prima categoria.
Moreno Broccon
Presidente BARD
Belluno Autonoma Regione Dolomiti

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