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“Aspettando il Giro” Oggi a Longarone la presentazione degli eventi rosa legati al Giro d’Italia e l’opera commemorativa di Valentino Moro

Apr 26th, 2013 | By | Category: Eventi, sport, tempo libero, Prima Pagina, Società, Istituzioni

aspettando il giroLongarone (Belluno), 26 aprile 2013 – Nella splendida cornice offerta dalla sala del consiglio del Comune di Longarone, si è svolta questa mattina l’attesa conferenza stampa di presentazione degli eventi collaterali che coinvolgeranno i Comuni di Longarone e di Erto-Casso in occasione dell’arrivo dell’11 tappa del Giro d’Italia sulla diga del Vajont e della partenza da Longarone il giorno successivo.

Molte le autorità e gli sportivi che hanno partecipato alla conferenza stampa, segno di un vivo interesse per le attività che i Comuni stanno organizzando. Erano infatti presenti il campione paralimpico Oscar De Pellegrin e il ciclista del Team Cannondale Tiziano Dall’Antonia per quanto riguarda lo sport, mentre tra le autorità erano seduti al tavolo il sindaco di Longarone Roberto Padrin e quello di Erto-Casso Luciano Pezzin, il vice sindaco di Castellavazzo Franco Losso, per la Regione Veneto il consigliere Dario Bond e l’assessore Isi Coppola, la Dottoressa Milan, vice commissario provinciale, l’assessore di Ponte nelle Alpi Enrico De Bona e la dottoressa Alessandra Cinti, servizio cultura Provincia di Belluno. Giovanni Viel, Renzo Minella e Marco Sartori hanno invece commentato e spiegato nel dettaglio al numeroso pubblico presente in sala, le iniziative collaterali legate al passaggio del Giro d’Italia.

Luciano Pezzin e Roberto Padrin, i due sindaci che ospiteranno l’arrivo e la partenza delle due tappe del Giro il 15 e 16 maggio sono concordi nel definire “storico” questa passaggio della carovana rosa nel territorio che 50 anni fa fu colpito dalla tragedia del Vajont.

“Abbiamo voluto fortemente portare nei nostri territori il Giro d’Italia,” dichiarano i due sindaci. “Per tutta la nostra comunità è sicuramente un’iniziativa molto importante e infatti abbiamo deciso di puntare molto su attività collaterali legate a questa manifestazione che lascino un segno concreto sul territorio.”

Si inizierà già domenica 28 aprile con la cicloturistica “Sul Vajont.. Pedalando”, continuando il 3 maggio con la “serata con Marco Paolini”. Per tutto il mese di maggio continueranno le manifestazioni e per i sindaci coinvolti sarà un modo anche di mettere in risalto la parte“sociale” legata all’evento rosa.

Il 12-13 maggio saranno presenti a Longarone Oscar De Pellegrin e Luca Pancalli, presidente del Comitato Nazionale Paralimpico che interagiranno insieme ai ragazzi di alcune scuole del bellunese sul tema della disabilità.

“Il sindaco Padrin mi ha chiesto di coinvolgere i ragazzi spiegando loro il tema della disabilità e ho accettato molto volentieri,” dice il campione paralimpico Oscar De Pellegrin. “Siamo riusciti a coinvolgere in questo progetto 75 classi delle scuole bellunesi, con più di 1500 ragazzi e gli abbiamo chiesto di sviluppare dei progetti sul tema della disabilità e il 12 e 13 maggio avremo la possibilità di scoprire quello che è stato prodotto.”

Alla conferenza stampa era presente anche un ciclista del Team Cannondale, Tiziano Dall’Antonia. “Innanzitutto credo sia d’obbligo complimentarsi con tutti coloro i quali hanno organizzato queste due tappe e tutti gli eventi collaterali legati al passaggio del Giro d’Italia,” spiega il ciclista trevigiano di Follina ma con radici bellunesi. “La tappa del 15 maggio che arriverà sulla diga del Vajont è impegnativa anche se forse gli uomini di classifica rimarranno coperti e per questo potrebbe essere una frazione adatta alle fughe da lontano da parte di corridori fuori classifica. Il mio compito sarà quello di restare vicino e aiutare il più possibile il mio capitano Ivan Basso. Il giorno seguente invece credo che i velocisti, nonostante alcune salite nella parte iniziale della corsa come la Val Cantuna, non si lasceranno scappare la volata, visto che ce ne saranno poche in questo Giro.”

Dopo la conferenza stampa ospiti e relatori si sono spostati sulla diga del Vajont dove è stata scoperta la statua commemorativa per il 50° anniversario della tragedia realizzata dal maestro Valentino Moro.

 Questi nel dettaglio gli eventi collaterali legati al Giro d’Italia:

– 28 aprile, Sul Vajont.. Pedalando

– 3 maggio, serata con marco Paolini

– 4 maggio, aspettando il Giro

– 5 maggio, aspettando il Giro in Val Cantuna

– 9-22 maggio, biciclette nel tempo

– 12-13 maggio, integralmente: sport e cultura

– 14 maggio, 80 anni di ciclismo a Longarone

– 15 maggio, notte rosa

– 16 maggio, pedalata in rosa

– 18-19 maggio, zattere, zattieri e dintorni

 

L'opera di Valentino Moro che commemora il 50mo del Vajont

L’opera di Valentino Moro che commemora il 50mo del Vajont

OPERA COMMEMORATIVA TRAGEDIA DEL VAJONT 09/10/1963

Nel 2013 si commemorano i 50 anni dalla tragedia del Vajont, avvenuta il 9 ottobre 1963 alle ore 22.39. La Fondazione Vajont ha perciò deciso di commissionare al maestro Valentino Moro, noto fabbro artistico trevigiano, un’opera che potesse ricordare solennemente la tragedia, fatta di dolore, sofferenza e ingiustizie ma anche di solidarietà, orgoglio e rinascita. La scultura è stata posizionata in località zona industriale Frasein, località bivio per Casso ed è stata scoperta questa mattina alla presenza delle autorità locali, della cittadinanza e del maestro Valentino Moro La scultura, realizzata in lamiera piena forgiata, viene caratterizzata per la presenza di un tronco di un albero e di due rami. Quest’immagine raffigura un uomo, dove i due rami rappresentano le gambe, mentre lo zero del 50 (50 anni dalla tragedia) rappresenta la testa. La forma è stilizzata e la scelta di mettere l’uomo a testa in giù vuol significare che l’essere umano, quando realizzò la diga, non pensò alle possibile conseguenze, proprio come un uomo che ragiona senza avere i piedi per terra. A testimonianza di tutto ciò ricordiamo che nel febbraio 2008, nel corso della  presentazione dell’Anno internazionale del pianeta Terra (International Year of Planet Earth) dichiarato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per il 2008, il disastro del Vajont fu citato come un caso esemplare di “disastro evitabile” causato dalla scarsa comprensione delle scienze della terra e dal «fallimento di ingegneri e geologi nel comprendere la natura del problema che stavano cercando di affrontare». L’albero rappresentato è sofferente, come la drammatica tragedia del Vajont ma le piccole foglioline su un ramo vogliono testimoniare la rinascita delle comunità locali coinvolte nella tragedia. Nella parte vuota della scultura si mette in luce la diga del Vajont e sotto di essa sono rappresentati i numeri che purtroppo l’hanno resa famosa, 910632239, il 9 ottobre 1963 alle ore 22.39.

Valentino Moro: “Per me è stato un grande onore aver avuto l’incarico di realizzare quest’opera. Sono felice per la scultura che ho realizzato, usando una tecnica di incisione diversa da quella che impiego normalmente. Anche se ero bambino quando si verificò la tragedia mi ricordo molto bene le immagini drammatiche di quei giorni e aver avuto la possibilità

 

 

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