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Tempo scaduto. Cappellaro: “Sono quasi quindici anni che il nostro Pil arranca e le imprese sono state sempre più esposte alla concorrenza internazionale e alla depressione del mercato interno”

Apr 23rd, 2013 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Riflettore

“Il tempo è davvero scaduto e la fiducia degli imprenditori italiani è agli sgoccioli! Non ne possiamo più degli inconcludenti balletti della politica nostrana, nessuno crede più alle dichiarazioni d’intenti, agli slogan vuoti, alle formule ripetute decine di volte ma pressoché mai attuate per veti incrociati, interessi particolari di partito o di matrice meramente corporativa. Basta”!

Gian Domenico Cappellaro presidente Confindustria Belluno Dolomiti

Gian Domenico Cappellaro presidente Confindustria Belluno Dolomiti

Lo afferma il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti Gian Domenico Cappellaro.

“Servono fatti, serve una terapia d’urto immediata per invertire un trend di decrescita che sconcerta. – prosegue Cappellaro –  Se la rielezione di Napolitano al Quirinale è indice di quanto la politica nazionale sia in una fase di profondo e drammatico stallo, allo stesso tempo salutiamo con grande favore la conferma alla Presidenza della Repubblica di un uomo che ha dimostrato di possedere quelle doti di lucidità, determinazione e alto senso di responsabilità largamente assenti in buona parte dei partiti italiani.

E’ vero che gli ultimi cinque anni sono stati terribili per buona parte dell’economia mondiale ma l’Italia ha smesso di crescere da ben prima. Sono quasi quindici anni che il nostro PIL arranca e le imprese sono state sempre più esposte alla concorrenza internazionale e alla depressione del mercato interno.

Serve subito un governo e un parlamento che attui senza sconti o tentennamenti l’agenda delle riforme più importanti per ridare al “sistema Italia” ossigeno immediato e una prospettiva credibile.

Confindustria tre mesi fa ha presentato la propria agenda di ciò che può e deve essere fatto subito per dare una svolta concreta alla nostra economia, pochissimi per non dire quasi nessuno ne ha criticato l’efficacia o smentito la praticabilità.

E’ inutile ripetere le voci del lungo elenco di cose da fare (da nuove e urgentissime politiche sul credito allo sblocco dei debiti della pubblica amministrazione, dalla riforma della giustizia che abbrevi i tempi allucinanti per ottenere ogni sentenza definitiva alla lotta alla burocrazia asfissiante, alla riduzione della pressione fiscale con una razionale gestione dei relativi adempimenti), l’importante è farle subito!

Quello dell’economia e della società italiana è un insostenibile bollettino di guerra fatto migliaia di aziende che chiudono, di milioni di disoccupati e di famiglie allo stremo, di centinaia e centinaia di suicidi causati dalla crisi che non ammette più scuse, fughe dalla realtà o distinguo inutili nella sostanza.

Ma se la necessità di coesione, responsabilità e determinazione vale per affrontare seriamente le politiche e le scelte che devono essere praticate a livello nazionale, non nascondiamo che gli stessi elementi sono indispensabili per superare le debolezze, le contraddizioni e le insidie presenti anche a livello locale.

L’economia bellunese soffre della stessa crisi che ha colpito duramente la nazione negli ultimi anni – conclude il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti –   ma ai problemi generali qui da noi si sommano difficoltà e incertezze ulteriori che da troppo tempo sono sotto gli occhi di tutti senza avere adeguate risposte.

E non sempre per la loro mancanza la responsabilità va cercata a Roma”.

 

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4 comments
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  1. Quando l’associazione cambierà nome da “Belluno Dolomiti” a “Marca Trevisana e quei montaner da Belun”?

  2. Da questa analisi sembra che Belluno non abbia necessità di politiche diverse ma solo di un riconoscimento alla sua “specifica” lamentosità.
    Anche in questo caso si dimostra che le orgazzazzazioni di categoria non rappresentano gli associati e la loro Provincia ma sono degli uffici periferici che diffondono in loco le “veline” romane.

  3. Bravo BL.frei, analisi perfetta.

  4. E la soluzione sarebbe far centraline? Per far guadagnare privati da roma a spese delle nostre risorse?

    Me vien da rider.