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Discorso d’insediamento del capo dello Stato. Zaia: “Napolitano molto chiaro, ora ci vuole un governo. Si riconosca l’autonomia del Nord”

Zaia“Il Presidente Napolitano ha svolto un intervento assolutamente lineare, che non lascia alcun dubbio circa i ruoli e le funzioni rispettivi del Parlamento e del Quirinale”. Così il presidente della Giunta regionale del Veneto, Luca Zaia, ha commentato il discorso al Parlamento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

“Il Capo dello Stato è stato chiaro: bisogna dare un governo al Paese, al pari di altri paesi europei (come la Germana e l’Olanda) dove, per il bene primario dei cittadini e dello Stato, forze di diversa ispirazione politica e culturale collaborano in grandi coalizioni il cui collante è il programma delle cose da fare – ha detto Zaia –. Anche l’aut aut che il Presidente ha voluto lanciare sulla legge elettorale vigente va nel senso di restituire al paese la governabilità, valore che sembra essere smarrito. Così come trovo fondamentale il passaggio sull’antipolitica: l’opinione pubblica e la Rete devono continuare a costituire stimolo democratico per le riforme, straordinaria occasione di confronto di idee e opinioni, devono rappresentare una forma costante di controllo sull’attività dei partiti e delle Camere, ma non può essere la demagogia a governare”.

“Vorrei ringraziare infine il Presidente per aver riconosciuto pubblicamente che è stato l’appello dei governatori delle Regioni ad averlo convinto ad accettare un secondo incarico, e per le parole che ha voluto riservare agli enti territoriali identificandoli quelli maggiormente vicini ai cittadini”.

“Ora la palla passa al Parlamento – ha aggiunto Zaia –: dimostri di aver compreso, al di là degli applausi, che è ora di chiudere velocemente la partita delle riforme, con una seria e doverosa tutela dell’occupazione (in particolare di quella giovanile) e della promozione dell’economia. Un Parlamento, insomma, più vicino alle nostre partite Iva e ai nostri lavoratori, che consideri l’impresa come elemento fondante della vita della comunità e non come limone da spremere all’infinito”.

“Restano comunque ferme le istanze del Nord – ha concluso il presidente Zaia – che vuole riconosciuta la sua autonomia, nel rispetto di quanto i padri della Costituzione nel 1948 vollero già ben definire ma che mai ha avuto corso per colpa di una visione squisitamente centralista che ha legiferato in ogni istante contro ogni forma di federalismo”.

 

 

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