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direttore responsabile Roberto De Nart

Settimana di super lavoro per l’Ufficio immigrazione: espulsioni e allontanamenti di cittadini stranieri

Apr 19th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Questura di Belluno

Questura di Belluno

Giornate di intenso lavoro per l’Ufficio Immigrazione della Questura di Belluno.

In questa settimana, infatti, il questore ha emesso 3 ordini di lasciare il territorio nazionale, in esecuzione di espulsione prefettizia, 1 allontanamento nei confronti di un cittadino comunitario di nazionalità rumena, un provvedimento di rigetto avverso una richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno ed infine 1 accompagnamento alla frontiera aerea di Milano Malpensa, dove un tunisino è stato imbarcato per essere rimpatriato. Quest’ultimo era stato scarcerato martedì. Il cittadino tunisino di 24 anni era detenuto dal 2 maggio del 2011, in quanto resosi responsabile di numerosi reati riguardanti lo spaccio di sostanze stupefacenti, furti, lesioni personali aggravate, uso di atto falso, falsi in atto pubblico ed inosservanza delle norme sugli stranieri, commessi nella maggior parte dei casi nella zona del veronese.

Lo stesso risultava, inoltre essere stato oggetto di numerosi provvedimenti di espulsione e di ordini a lasciare il territorio nazionale. Pertanto il magistrato riteneva l’espulsione del tunisino la misura più idonea a salvaguardare la pubblica sicurezza. Nella giornata di mercoledì veniva scarcerato anche un cittadino brasiliano, detenuto dal 25 maggio 2010, nei cui confronti il Questore ha emesso l’ordine a lasciare il territorio dello Stato entro 7 giorni. Anche il brasiliano risultava annoverare diversi precedenti legati a violenza personale, lesioni, danneggiamento, resistenza, numerosi furti commessi utilizzando diversi alias che ne rendevano difficile l’identificazione. Stessa sorte per un camerunense e per un nigeriano, anch’essi muniti di ordine del Questore. Il camerunense veniva fermato dalla Polizia Ferroviaria nel comune di Ponte delle Alpi durante i servizi di controllo del territorio.

Grazie al controllo veniva appurato che il camerunense già aveva subito un’espulsione con contestuale ordine di lasciare il territorio dello Stato al quale non aveva ottemperato e per il quale era già stato denunciato. Anche il nigeriano, rintracciato nel centro di Belluno a seguito di un controllo effettuato dalla Volante, non aveva ottemperato ad una precedente espulsione. Lo stesso residente a Padova dichiarava di circolare clandestinamente in tutti i comuni veneti in cerca di fortuna, la quale, almeno in questa circostanza, non è stata trovata.

L’attività di controllo dell’Ufficio Immigrazione, finalizzata anche alla verifica delle posizioni di soggiorno regolare sull’intero territorio provinciale, sfociava nel rigetto di un’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno, presentata da un cittadino tunisino, lavoratore stagionale a Cortina del quale da più di un anno si erano perse le tracce e che risultava essere irreperibile presso il domicilio dichiarato.

 

 

 

 

 

 

L’attività dell’ufficio Immigrazione si concludeva nella giornata di venerdì con un provvedimento di allontanamento emesso nei confronti di un cittadino comunitario di nazionalità rumena, dal Prefetto di Belluno su proposta del Questore di Belluno. Il cittadino rumeno veniva scarcerato dalla casa circondariale di Belluno dopo aver scontato la pena inflittagli per un furto in abitazione commesso a Rovigo. Dalla motivazione della sentenza di convalida dell’arresto in flagranza si può leggere:”ritenuto che la professionalità della condotta e la capacità a delinquere del prevenuto unitamente alla mancanza di qualsivoglia occupazione e stabile dimora fanno apparire il rischio di reiterazione criminosa non solo elevato e concreto, ma altresì non altrimenti fronteggiabile se non con la misura carceraria richiesta…”. Tali premesse unitamente alla condotta mantenuta in carcere dal rumeno, oggetto di numerosi provvedimenti disciplinari e di una denuncia per danneggiamento, facevano presumere che lo stesso non è compatibile con la volontà di inserirsi nella comunità, costituendo invece una minaccia concreta per l’ordine e la sicurezza pubblica. Pertanto nei suoi confronti veniva emesso un provvedimento di allontanamento dal territorio nazionale con divieto di rientro per 5 anni.

 

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