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Confcommercio Belluno dichiara guerra agli agriturismi: “sono una casta”. Ma risparmia le strutture ecclesiastiche

Apr 19th, 2013 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Riflettore

confcommercio bellunoQuando una categoria attacca violentemente un’altra, è un pessimo segnale. Perché realizza la condizione auspicata dalla classe dominante che la saggezza dei latini aveva sintetizzato in “divide et impera”.

E’ quello che succede oggi, con la dichiarazione di guerra agli agriturismi (che non fa cenno però alle strutture ecclesiastiche che operano in regime agevolato), consegnata alla stampa da Confcommercio Belluno.

“Brava Coldiretti nel declinare i dati dell’agriturismo – recita la nota stampa di Confcommercio Belluno – , ma la verità sta nei numeri. Gli arrivi nelle strutture agrituristiche sono passati da 4.955 del 2011 a 5.145 del 2012 e le presenze crescono rispettivamente da 16.485 a 18.788.

Per dare al lettore l’esatta misura delle cifre – prosegue il comunicato di Confcommercio Belluno – si tenga conto che nella nostra provincia gli arrivi di turisti sono stati 837.852 nel 2011 per passare a 847.478 nel 2012 e le presenze, in lieve calo per i problemi della domanda interna, sono passate da 4.253.432 a 4.175.847.

Pare logico dunque chiedersi se i finanziamenti profusi dalla Regione Veneto alle imprese agrituristiche abbiano raggiunto i ritorni sperati per l’economia provinciale nel suo complesso, nonostante i contributi siano di gran lunga superiore a quelli garantiti alle imprese turistiche alberghiere ed extra alberghiere.

Creatività a spese degli altri. Infatti gli agriturismi, pur non partecipando ai costi, godono indirettamente della promozione fatta dalla struttura associata della nostra provincia.

Possono offrire servizi solo nei fine settimana, mente le strutture alberghiere ed extra alberghiere debbono garantirli sette giorni su sette, accollandosi anche i giorni di scarsa redditività, per non parlare poi del confezionamento dei pacchetti turistici, attività che spetterebbe alle agenzie di viaggio o ai tour operator. L’agriturismo pare se li confezioni in casa, eludendo la direttiva comunitaria e la normativa italiana che li regola; costi quindi che qualcuno deve sostenere ed altri no.

Da tempo diciamo che l’agriturismo gode di una situazione di privilegio in merito ai regimi fiscali che in uno stato normale sarebbero valutati aiuti di stato selettivi ed in quanto tale proibiti.

I dati reali sulla ricettività lasciano poco spazio alla paventata creatività.

Diciamo la verità: l’agriturismo nella nostra provincia, salvo qualche sparuta mosca bianca, si basa sopratutto sulla ristorazione in contrapposizione con la somministrazione dei ristoranti, ai quali poi si chiede di porre in essere la filiera corta.

Il sistema agrituristico, che non contestiamo quando opera in maniera corretta, – conclude la nota di Confcommercio Belluno – assomiglia sempre più ad una vera e propria casta che gode di una ingiustificata sopravvalutazione e conseguentemente di privilegi fiscali e contributivi che falsano la diretta concorrenza con le altre altre attività professionali del settore turistico”.

 

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3 comments
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  1. Non voglio giudicare chi abbia ragione. Voglio però sottolineare come ci abbia ridotti l’Italia e la sua politica. Settori che potrebbero convivere ed, addirittura, essere complementari, sinergici …e benestanti, si trovano oggi a combattere una guerra tra poveri. (ottima la sottolineatura della mancanza di rilievo circa le strutture agevolate del clero).

  2. Visto che già la Provincia muore di suo, ecco ancora qualche bella polemica per aizzare gli animi e mettere uno contro l’altro…… personalmente io sono dell’idea che chi andrebbe cancellato sono tutti i vari organismi ASCOM, CONFARTIGIANTO, ASSOCIAZIONI VARIE SINDACATI IN PRIMIS, che da decenni nulla fanno per risolvere i problemi di chi lavora e produce ricchezza, anzi aiutano a crearli (vedi tutti i corsi obbligatori ed inutili ma che sono una delle fonti principali delle entrate di questi organismi)… ed a conferma di ciò pongo una semplice domanda :
    possibile che tutte le imprese stiano chiudendo e non sappiano più che pesci pigliare ed il FEINAR investe 7MILIONI di euro in una struttura nuova?

  3. Una classe dirigente bellunese di livello bassissimo. Non è un caso se siamo ridotti come siamo.

    Serve profondo rinnovamento, gente giovane e culturalmente preparate (anche senza dottorato se i risultati sono quelli dell’ormai bruciato sindaco di Feltre).

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