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Afghanistan: l’8° Reggimento Alpini impegnato nella Provincia di Farah

Apr 12th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Bandiera di Guerra 7 Rgt. Alp. di Belluno in afghanistan - CopiaFarah, 12 aprile 2013 – A due settimane dall’assunzione del comando della Transition Support Unit South (TSU-South), di stanza a Farah, l’8 Reggimento Alpini sta supportando le autorità locali consegnando nelle loro mani sempre più responsabilità e autonomia. Ad oggi la transizione è a buon punto e attualmente sei degli 11 distretti della provincia di Farah sono già passati sotto la totale responsabilità degli afghani.

Un esempio tangibile dell’autonomia afghana lo si ha avuto anche durante l’attacco avvenuto il 3 aprile nel centro di Farah: le forze di sicurezza locali hanno infatti condotto in completa autonomia l’azione per la liberazione degli ostaggi. Questo denota la capacità delle forze di sicurezza afghane nel condurre unilateralmente attività operative di sicurezza anche complesse grazie all’addestramento ricevuto dagli uomini del contingente italiano.

Dall’assunzione del comando sono state effettuate oltre 50 scorte, 30 tra pattuglie e ricognizioni e, molto importante, più di trenta incontri con autorità locali e rappresentanti di organizzazioni governative presenti nell’area. La maggior parte di queste attività vengono svolte a fianco dei comandanti delle forze di sicurezza locali dove ormai già esiste un ottimo rapporto di collaborazione e fiducia reciproca.

Sono state inoltre portate a termine svariate attività a favore della popolazione più bisognosa con particolare attenzione nei confronti dell’orfanotrofio, centro che ospita oltre 200 bambini.

Il Colonnello Michele Merola, comandante della Transition Support Unit South, si dice soddisfatto di quanto fatto sinora dalle sue compagnie e dagli assetti sotto il suo comando ma ribadisce che la missione è ancora lunga e sono ancora tanti gli obbiettivi da perseguire.

 

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One comment
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  1. occorre uscire subito dalla “missione” in afganistan, anche dopo le uccisioni di donne e bambini di questi giorni. spese non solo inutili ma gravi, a malapena coperte da atti umanitari.