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Tares, una dilazione che non risolve. Debortoli: “Sarà il terziario a pagare il prezzo più salato”

Apr 11th, 2013 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina
Franco Debortoli presidente Ascom

Franco Debortoli presidente Ascom

Il Governo ha rimandato a dicembre l’applicazione degli aumenti alla “tassa sui rifiuti”, la Tares, dilazionando, in pratica, l’applicazione della parte più gravosa della nuova gabella, quella riservata alle attività produttive e destinata a finanziare le cosiddette spese generali.

Come tutti i rinvii, però, l’escamotage non costituisce la soluzione ad una problematica reale, grave e fortemente impattante su negozi, ristoranti, alberghi e attività del terziario in genere.

“Come dimostrano le simulazioni prodotte da Confcommercio, come spesso avviene saremo noi del terziario a pagare il prezzo più salato di questa nuova tassa” dice Franco Debortoli, presidente di Confcommercio Belluno. “E’ assolutamente necessario rivedere l’impostazione della TARES. Adesso, infatti, la TARES mette insieme gli aspetti della tariffa (per cui paga chi sporca e smaltisce indifferenziatamente) e la tassazione generale (volta a coprire costi generali non riferibili al sistema di smaltimento dei rifiuti): pertanto sorgono anche dubbi sulla legittimità. Inoltre anche gli enti locali, a quanto ne so, rilevano parecchie criticità nell’applicazione della norma, tanto che diverse decine di sindaci veneti hanno protestato energicamente minacciando persino l’obiezione fiscale!”

“Quanto alla decisione del governo di non prendere soluzioni più nette, non sono sorpreso: già quand’era in pienezza di poteri il governo Monti ha saputo solo costruire tasse e non demolire alcun ostacolo per le imprese, non mi aspetto che lo faccia ora, già dimissionario…”

Un motivo di più, per Confcommercio Belluno, per riuscire a formare un nuovo esecutivo capace di mettere mano alle tante contraddizioni del Paese che si traducono in continui ed allucinanti ostacoli per le imprese: soldi per il pagamento dei crediti delle imprese nei confronti della PA ottenibili solo con meccanismi degni di un girone dantesco, ministeri che , a distanza di una settimana, si contraddicono sulla sussistenza di una norma che impone tempi assurdi per il pagamento delle forniture alimentari tra imprese.

“È chiaro che questi sono dettagli, sono gli effetti della profonda confusione e della mancanza di guida di cui soffre il Paese, ma questi poi diventano gli scogli che tormentano la vita – già dura di suo – degli imprenditori.” Conclude Debortoli. “E’ ora di fare qualcosa di concreto, magari cominciando dalle cose semplici che diano un minimo segnale di attenzione a chi rischia del suo in un momento come questo.”

 

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