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lunedì, Giugno 1, 2020
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Il Movimento 5 Stelle rilancia la questione della cessione delle azioni di Dolomiti Ambiente da parte della Provincia

Il Movimento 5 Stelle bellunese interviene nuovamente con una serie di interrogativi sulla questione della cessione del pacchetto azionario di Dolomiti Ambiente spa da parte della Provincia.

vittorio capocelli 140x140Benché il commissario straordinario Vittorio Capocelli avesse già risposto qualche tempo fa: «L’alienazione della partecipazione azionaria nella società La Dolomiti Ambiente spa – ha spiegato Capocelli – è stata programmata sin dall’anno 2000 dal Consiglio provinciale, e decretata per la prima volta nel corso dell’anno 2009 con apposita deliberazione del Consiglio provinciale. L’alienazione di questa partecipazione risponde ad un preciso onere posto in capo alle pubbliche amministrazioni, di dismettere le partecipazioni societarie che non risultano indispensabili per il raggiungimento dei fini istituzionali dell’ente. Nel prossimo bando di gara, peraltro, saranno recepite molte delle indicazioni giunte al riguardo da alcuni Sindaci del territorio, volte a salvaguardare taluni aspetti di servizio pubblico dell’attività esercitata dalla società».

5-stelle-beppe-grillo-130x130«Parlare di “La Dolomiti Ambiente” significa parlare, di fatto, della gestione integrata del ciclo dei rifiuti, con particolare riguardo al trattamento secco/umido, relativa a tutto il territorio bellunese».

Lo afferma una nota del Movimento 5 Stelle Valbelluna-Cadore-Alpago.

«Infatti – prosegue la nota – al di la degli aspetti proprietari e tecnici, la Dolomiti Ambiente gestisce l’unico impianto di trattamento dei rifiuti esistente nel bellunese.

Questo significa, in pratica, determinare le scelte in materia di raccolta e trattamento dei rifiuti di tutti i comuni ,nonché i relativi costi di trattamento e smaltimento.

Pertanto il controllo di Dolomiti Ambiente ha una importanza strategica in questo campo, sia nell’immediato che per il futuro; tanto più che il “Piano Regionale per la gestione dei rifiuti urbani e speciali 2011/2020”,in corso di approvazione, conferma sia l’aspetto territoriale, unico ATO coincidente con l’attuale Bacino, che impiantistico, ritenuto più che adeguato e sufficiente alle esigenze bellunesi.

Inoltre la Dolomiti Ambiente, dopo diversi anni difficili e ingenti investimenti, gode di una buona salute, infatti:

–  ha raggiunto un buon livello impiantistico e di ottimizzazione dei processi di compostaggio, sia anaerobico col nuove biodigestore sia aerobico, e di trattamento del secco;

–  ha in atto dei progetti pilota per l’uso del compost e del digestato in agricoltura con interessanti prospettive sia in termini ambientali che economici;

–  ha una buona situazione economica considerato che ha chiuso il Bilancio 2011 sostanzialmente in pareggio(attivo di 2000 euro)e si accinge a chiudere il 2012 in attivo, anche in forza dei primi utili(1.200.000 euro) generati dalla vendita dell’energia elettrica prodotta col biogas del biodigestore.

 

Ora alla luce di queste prime, seppur non esaustive, considerazioni ci sorgono molti dubbi e altrettante domande alle quali ci piacerebbe venisse data una chiara e semplice risposta:

 

–  perché vendere proprio ora; ma, sopra tutto, perché vendere attivando una “Procedura Negoziata” (vedi deliberazione n° 27 del 7/3/2013), spalancando la porta ad una acquisizione di qualche società privata?

–  è coretto vendere Dolomiti Ambiente solo ed esclusivamente valutando gli aspetti ragionieristici finalizzati a equilibri, temporanei, di Bilancio dell’ente provinciale senza considerare i vantaggi futuri che potrebbero derivare dal mantenimento di questo “bene”?

–  è possibile che, dopo aver investito tanti soldi ed energie pubbliche, quando si possono iniziare a raccogliere i “frutti” a vantaggio della collettività, si ceda tutto a favore del privato? Questo è l’interesse dei bellunesi?

–  è giusto e ammissibile, al di là della legittimità amministrativa che non mettiamo in discussione, che una scelta di tale rilevanza sia presa senza il coinvolgimento, il confronto e la partecipazione, non solo, di tutte le Amministrazioni Comunali, ma di tutto il tessuto sociale e dei cittadini?

–  dove sono i sindaci e le forza politiche locali   e perché, tranne poche eccezioni, non fanno sentire chiara e forte la loro voce e il loro pensiero in merito a tale situazione?

–  è accettabile che ci si mobiliti sempre e solo quando c’è da difendere la mera esistenza dell’Ente Provincia in quanto organismo istituzionale, ma rimanere in silenzio di fronte allo smantellamento delle garanzie e dei servizi ai cittadini? È questo il senso e lo scopo dell’esistenza della Provincia, le poltrone e le rendite di posizione?

–  è vero che la maggior parte delle cariche sono scadute al 31/12/2012,ma che senso ha procedere al loro rinnovo in costanza di una procedura di vendita; perché non prorogarle, si devono creare delle condizioni precostituite e di vantaggio di qualche soggetto particolare?

–  che fondamento hanno i “rumors” che circolano in merito ad una possibile acquisizione da parte di Acegas-APS spa, già socio di minoranza; nonché della presenza di alcuni tecnici di tale società in posizioni, ufficiose, di responsabili tecnici degli impianti e/o in altri ruoli?

–  eventualmente è opportuno vendere Dolomiti Ambiente a Acegas-APS (proprietaria dell’inceneritore di Padova) o a società dello stesso tipo, considerato che, avendo necessità di rifornire il suo “INCENERITORE” padovano (attualmente una linea è inattiva per mancanza di rifiuti da “BRUCIARE”), possa condizionare ,anche agendo su costi e tariffe, le scelte e lo sviluppo della raccolta differenziata?

–  è vero che, sempre “rumors”, non  esistono contratti e/o convenzioni regolarmente negoziati quantomeno con parte dei comuni conferenti  che così si potrebbero vedere, specialmente da un gestore privato che volesse imporre un suo modello, respinti i suoi rifiuti?»

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