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Venerdì sera a Bolzano bellunese si parla di cancro, prevenzione e terapie

ospedaleCos’è, come ci si difende, come ci si cura: sono i temi a cui è dedicato questo evento di venerdì 5 aprile in un incontro alla popolazione di Bolzano Bellunese e dintorni che si terrà alle ore 20,30 presso l’ex Asilo Dartora sala “Vescovo Savio”.

Dobbiamo prendere coscienza del fatto che che negli ultimi 50 anni i progressi della lotta al cancro sono stati straordinari. La mortalità ha iniziato a diminuire e certe forme di cancro, come il tumore del collo dell’utero, della mammella, del testicolo e alcuni tipi di linfoma e di leucemia infantile, possono essere curate e sconfitte in maniera definitiva.

Parallelamente alla crescita della percentuale delle guarigioni, aumentano anche i casi di pazienti che, grazie a nuove terapie, “convivono” con i tumori, riuscendo a condurre una vita di qualità accettabile. E’ in atto una sorta di rivoluzione culturale nell’approccio al cancro da parte della comunità scientifica: invece di puntare solo a vincere la guerra, molti scienziati ora pensano che sia possibile e auspicabile una forma di coesistenza pacifica.

Alla base di questa svolta stanno due cose essenziali.

Innanzitutto la maggiore informazione nei confronti della gente comune di cos’é questa malattia e come si muove. In un momento delicato come quello attuale, soprattutto con risorse sempre più limitate nella Sanità, conoscere sempre di più questa malattia diviene l’imperativo più pregnante non solo per chi studia la malattia ma anche per chi rischia di subirla: coloro che la studiano e la curano devono rendere consapevoli tutti delle potenzialità che si hanno per difendersi nel miglior modo possibile contro di essa: screening, prevenzione, diagnosi precoce, cure. Oggi in Veneto si calcolano oltre 20 mila nuovi casi ogni anno, più di 50 ogni giorno. I tumori più frequenti sono quelli gastroenterici (4500 nuovi casi/anno), del polmone (oltre 2500 nuovi casi /anno, la neoplasia più diffusa nel sesso maschile oltre i 40 anni di età e la più mortale), della mammella (4300 nuovi casi/anno) e della prostata. In Italia sono oltre i 270.000 i nuovi casi ogni anno e si calcola che nel 2015 saranno circa più di 2 milioni gli italiani che avranno avuto la malattia. Una realtà sempre più diffusa che coinvolge in totale circa 1 famiglia italiana su 20. Oggi sappiamo quasi tutto del genoma umano e questo ci aiuta a conoscere di più la malattia e quindi a combatterla meglio.

In secondo luogo i progressi ottenuti dalla ricerca scientifica. Innanzitutto la ricerca biomolecolare che, negli ultimi vent’anni, ha acceso le prime luci sulle origini genetiche del cancro. Proprio grazie alla conoscenza del genoma umano si moltiplicano le terapie mirate in grado di intervenire sui geni coinvolti nel processo tumorale, senza danneggiare la cellula. Di qui la nascita di una nuova generazione di farmaci meno tossici, a volte anche meno potenti ma sicuramente più selettivi, che contribuiscono a rendere il cancro più simile ad altre malattie croniche, per le quali ci si cura tutta la vita, come il diabete o l’ipertensione. Convertire la malattia mortale in malattia cronica è una tappa culturalmente importante nel cammino verso il controllo della malattia. Se si diffonde l’idea che il cancro può essere sì sconfitto, ma in alternativa può anche essere tollerato per anni, allora la sua diagnosi diventa meno sconvolgente e i pazienti possono affrontare le cure pragmatiche con più fiducia.

La conoscenza sempre più approfondita dei meccanismi molecolari che danno origine al processo di formazione del tumore, permettono oggi alla ricerca di raccogliere la sfida di curare il cancro agli esordi o addirittura ancora prima che esso si manifesti.

L’incontro è organizzato dal Comitato Frazionale degli Usi Civici di Bolzano e Vezzano, e dalle Associazioni della Frazione, Nuova Ricreativa , A.B.V.S. di Bolzano, Parrocchia di Bolzano, Circolo Culturale “25 Aprile”, Voci dai Cortivi e avrà luogo Venerdì 5 aprile ore 20,30 presso l’ex Asilo Dartora sala “Vescovo Savio”.

 

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