Saturday, 18 November 2017 - 02:51

Ecco le 1386 aziende che faranno resistere il Veneto. Giovanni Giorgetti (ESG89) “Dall’analisi delle top aziende regionali, 1.386 risultano avere le carte in regola per essere considerate Best Companies L’Italia che intraprende, come il Veneto, è però vessata da troppe tasse e burocrazia”

Apr 3rd, 2013 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Riflettore
Giovanni Giorgetti Esg89

Giovanni Giorgetti Esg89

Regione laboriosa e sempre più orientata ad un’economia che punta fortemente all’export, il Veneto che anche nel 2013 vedrà comunque registrare un Pil negativo (previsioni recenti dell’Unioncamere regionale dello 0,4%) si caratterizza dalla presenza rilevantissima di società operanti nel comparto manifatturiero della Meccanica che annovera ben 556 Best companies, seguito dal comparto della Gomma-plastica con 88 compagini e dal Tessile-abbigliamento con 66 società.

Secondo ESG89 Group Vicenza è la provincia più performante con 502 Best, seguita da Padova con 358 e da Treviso con 342. Volkswagen Group Italia spa è la società in testa per fatturato in regione fra le Best companies con un volume d’affari di 5.292.404.000 euro e utile netto a quota 38.269.000. A seguire il colosso della Grande distribuzione Eurospin Italia spa con 3.129.160.000 euro di fatturato.

E poi altri grandi nomi come Burgo Group, Aia, Benetton Group, Gruppo Coin, Luxottica, De’ Longhi, Calzedonia, Safilo Group, Glaxosmithkline spa, Geox, Acqua minerale Acqua minerale San benedetto spa, Saint Gobain vetri spa, Riello, Bauli… (vedi elenco completo su www.esg89.it).

Luxottica Group rileva la quota di utile più rilevante fra le Best con 254.804.961 euro, seguita dalla multinazionale del comparto della meccanica Applied Materials Baccini spa con 155.510.201 euro e da De’ Longhi spa con 90.527.000 euro.

“In questo momento di particolare incertezza politica in Italia sarà importante decidere di intraprendere azioni di supporto per questo nucleo di aziende con vere politiche industriali e di export – afferma Giovanni Giorgetti Ceo di ESG89 Group – se si vorrà porre le basi sia per il rafforzamento dei tanti distretti industriali costituiti prevalentemente da piccole e medie imprese, che per la crescita futura del Paese.

Investire sul ‘Made in Italy’ di qualità, intelligente e sostenibile dovrà essere la priorità di qualsiasi azione politica di rilancio dell’economia, unitamente ad un ritrovato interesse per l’innovazione, l’istruzione, l’integrazione sociale e le politiche energetiche e ambientali.

L’Italia è il secondo paese manifatturiero d’Europa dietro la Germania, ha un’economia reale, forte e competitiva e queste eccellenze rappresenteranno il miglior investimento per il futuro.

Amiamo definirle l’Orgoglio Italiano”.

‘The Italian Best Companies’, sono quelle società che hanno evidenziato un’elevata redditività, una buona patrimonializzazione, un basso indebitamento bancario ed una tenuta e/o crescita del volume del valore della produzione (non vengono analizzati i comparti Bancario, Finanziario ed Immobiliare).

In sostanza rappresentano la ‘spina dorsale’ dell’economia del Bel Paese!

Sono stati esaminati i bilanci di oltre 300.000 società con fatturato superiore a 3milioni di euro.

La più alta percentuale di Best Companies risiede nella fascia di fatturato 10-50 milioni, la cosiddetta media-impresa. Campioni di innovazione, di fantasia, di caparbietà che hanno saputo resistere al perdurare della crisi prima finanziaria, iniziata nel 2008, e poi divenuta congiunturale nel Vecchio continente.

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3 comments
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  1. Peccato che la maggior parte di queste aziende NON producano in Italia….

  2. Infatti sono solamente delle grandi cazzate. Ormai noi abbiamo imprenditori come Marchionne, come De Benedetti. Sparano cazzate sul come dovrebbe essere governato il paese però dopo sono residenti chi in Svizzera, chi a Montecarlo, con buona pace per i coglioni che si devono alzare alle 5 della mattina e fare ritorno a acasa alle 7 di sera per 1000 euro al mese. E pensare che siamo anche fortunati.
    Non cambia nulla; i medici si pigliano 8000 euro al mese ed una ULSS come Rovigo ne spende 2.800.000 di assicurazioni. I dirigenti (non i dipendenti) si pigliano 5-6000 euro al mese. Il BIM ha 65 lavoratori per le strade e 150 in ufficio. Come volete che cambino le cose.

  3. Bell’articolo… e sono sempre più convinto che per sopravvivere a questra trasfarmazione economica bisogna trasformarsi e seguirla. Secondo me siamo giunti ad una sorta punto di non ritorno. Da adesso in poi tutto quello che conoscevamo prima a livello di commercio, comunicazioni coi clienti e tutto quello che vi è dietro la vendita è da dimenticare.

    Forza tutta !

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