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Fusione Ulss bellunesi: le preoccupazioni del Bard

Mar 29th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Sanità

belluno-provincia-autonomaApprendiamo dalla stampa quotidiana della Delibera, assunta all’unanimità dal Consiglio Comunale di Belluno, che impegna il Sindaco Jacopo Massaro a sostenere, presso la Regione Veneto, l’unificazione delle due U.L.S.S. in Provincia e dunque il ridimensionamento, di quella di Feltre.

Considerata la sintonia politica esistente tra i Sindaci delle due città della Provincia è improbabile che tale decisione non sia stata preventivamente concordata.

Ci saremmo invece aspettati che Jacopo Massaro si recasse a Venezia per perorare la causa dell’autonomia della Provincia di Belluno e dell’attuazione dell’art.n°15 dello Statuto visto l’impegno solenne che hanno preso i Sindaci di Belluno e Feltre, insieme al Consigliere regionale Sergio Reolon, con l’appello ai “bellunesi di buona volontà”, sottoscritto il 3 gennaio di quest’anno.

L’unico esito pratico di quell’appello è stato di aver impedito il raggiungimento del quorum ai referendum comunali, sostenendo che l’autonomia all’interno della regione era a “portata di mano” e che i referendum disgregavano il territorio, togliendo così ogni strumento di difesa alle nostre Comunità.

Cosa hanno fatto, nel frattempo, i Sindaci Massaro e Perenzin per l’attuazione dello Statuto regionale?

Quali accordi ci sono stati perché il Sindaco di Feltre sostenesse l’opposizione al referendum? Perché dopo il mancato raggiungimento del quorum nel referendum, il Consiglio Comunale di Belluno chiede l’unificazione delle U.L.S.S. di Feltre e Belluno? Sapendo bene che l’accorpamento delle U.L.S.S. significa ridimensionare l’Ospedale di Feltre e la sua importanza economica per la città?

Il Coordinamento della Vallata Feltrina del Movimento BARD (Belluno Autonoma – Regione Dolomiti) chiede al Sindaco di Feltre di chiarire cosa è stato fatto, fino ad ora, per l’attuazione dell’articolo 15 dello Statuto e quale sia la sua posizione in merito all’unificazione delle U.L.S.S.

Le difficoltà in cui si trova la nostra città, l’assenza di iniziative politiche e ora la proposta di unificazione delle U.L.S.S. e il ridimensionamento dell’Ospedale non consentono di perdere altro tempo.

Fanno però nascere un sospetto ovvero che ci sia uno scambio tra l’opposizione al referendum e le recenti iniziative di unificazione dei servizi socio sanitari.

Il modo per evitare che questo sospetto diventi una certezza è chiarire quali siano le strategie che s’intendono praticare per consolidare le comunità del feltrino e per fornire loro i servizi e le opportunità di cui godono i cittadini del Veneto.

 

Movimento BARD

Coordinamento Vallata Feltrina

 

 

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3 comments
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  1. Ormai il pd è impazzito, dovremo salvarci con le nostre mani temo.

  2. Dispiace sentire il BARD impeganto nel pollaio degli annunci a sorpresa, delle polemiche, delle conto polemiche, dei complotti, delle tattiche e tutte le altre balle della “pollittica” di cui ormai non frega più niente a nessuno.
    Sarebbe stata più utile una analisi e una proposta su come si può fare al meglio sanità in montagna. Ad esempio se è possibile distriburire servizi sanitari (e lavoro) su TUTTA la Provincia; su come dare una copertura di servizi a chi abita comunque lontano dagli ospedali ecc.
    Delle baruffe secolari tra Belluno e Feltre siamo stufi. Se poi qualcuno come al solito “porterà la questione a venezia” la risposta in logica veneta non potrà che essere prolunghimo l’A27 cosi in 20 minuti i bellunesi possono farsi curare a treviso o mestre…
    Sani (forse…) e grazie.

  3. Penso che fare una ulss bellunese unica non debba significare per forza tagli a feltre ma potrebbe essere una strategia utile per unire le forze ed evitare di venire assorbiti nelle ulss di treviso che sarebbe peggio.
    L’importante è fare lobbies tra tutti i bellunesi per opporsi alle probabili “razionalizzazioni” provenienti da venezia e mantenere tutti i servizi attuali.
    Quella famosa “specificità” deve essere applicata e non rimanere solo una bella parola vuota dentro lo statuto veneto.
    Riguardo ai mancati quorum nei referendum forse che la gente non ha fiducia nello strumento referendario, tantomeno dopo che Lamon sta lì ancora in attesa.
    Non penso che la contrarietà di importanti politici locali abbia fatto fallire i referendum, direi magari che a parte certi luoghi specifici della provincia dove le consultazioni sono andate a buon esito forse perchè ci sono affinità storiche sociali e culturali con il trentino, al resto della provincia sono convinto che non gli freghi poi molto e questo è un peccato.