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Guardia di Finanza del Veneto: ecco il bilancio del 2012

Mar 26th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

guardia di finanzaIl Comandante Regionale della Guardia di Finanza del Veneto, Generale di Brigata Marcello Ravaioli, presenta il bilancio di un anno di attività delle Fiamme Gialle del Veneto particolarmente intenso nella lotta alla criminalità economica, un fenomeno insidioso nelle cui pieghe si celano spesso gravi reati: il riciclaggio, la corruzione, le fatture false per beneficiare indebitamente di fondi pubblici, l’illecito trasferimento di capitali all’estero, solo per citarne alcuni.

Di grande rilievo ai fini delle indagini si è rivelata l’attività di analisi svolta dalla Sala Situazioni, Analisi Investigative e Progetti Operativi del Comando Regionale Veneto della Guardia di Finanza che, avvalendosi anche delle più moderne tecnologie, cura l’approfondimento degli elementi conoscitivi, al fine di meglio orientare l’azione di servizio dei finanzieri sul territorio.

Supportata da informazioni da fonti Osint e Humint, la Guardia di Finanza del Veneto ha realizzato così, prima in Italia, un innovativo centro d’eccellenza, a livello locale e nazionale, per la raccolta e la gestione delle informazioni, capace di rilevare, dall’elaborazione di enormi masse di dati eterogenei, anomalie di contesto ed indici di pericolosità, partecipati poi ai Reparti territoriali, per il conseguente sviluppo di merito, attraverso mirate azioni ispettive.

L’analisi assicurata dalla struttura denominata “Sala Situazioni, Analisi Investigative e Progetti Operativi” è effettuata in chiave di polizia economico-finanziaria, per garantire l’ottimale selezione degli obiettivi operativi e permettere, quindi, ai finanzieri di tutto il Veneto, di andare “a colpo sicuro”. Assicura, inoltre, l’esecuzione di un’azione di servizio omogenea su tutto il territorio regionale, coordinando il più proficuo impiego di unità navali, aeree e terrestri, nel più ampio presidio di legalità contro ogni traffico illecito.

Anche nell’anno 2012 la “Sala Situazioni” ha permesso alle Fiamme Gialle di portare a termine importanti operazioni nei settori di servizio più sensibili: quello della lotta al lavoro nero ed all’“economia sommersa”, dell’evasione fiscale nazionale ed internazionale, della contrasto agli abusi ed agli sprechi in materia di spesa pubblica comunitaria, nazionale e locale, della lotta alla criminalità organizzata ed economica.

 

 

1. TUTELA ENTRATE

Frodi fiscali, evasione internazionale, economia sommersa: questi i fenomeni al centro dell’attività dei finanzieri del Veneto nel 2012, per i danni che producono al bilancio dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali, distorcendo la concorrenza tra imprese.

In particolare, con circa 50.000 interventi (tra verifiche e controlli fiscali), nel 2012:

− sono stati accertati ricavi/compensi non dichiarati e costi non deducibili per oltre 2,2 miliardi di euro; sono stati 671 gli evasori totali scoperti che hanno occultato redditi al fisco per oltre 1,1 miliardi di euro;

− l’attività di contrasto all’evasione fiscale ha permesso di individuare circa 300 milioni di IVA evasa, di cui circa 58 milioni riconducibili a “frodi carosello”, basate su fittizie transazioni commerciali con l’estero;

− sul fronte dell’evasione fiscale internazionale, i risultati ottenuti dalle Fiamme Gialle del Veneto sono particolarmente rilevanti: i ricavi non dichiarati ed i costi indeducibili scoperti ammontano a oltre 1,8 miliardi di euro. L’attività ispettiva della Guardia di Finanza si è concentrata principalmente sui trasferimenti “di comodo” delle residenze di persone e società nei paradisi fiscali, lo spostamento all’estero di capitali per non pagare le tasse in Italia mediante atti negoziali ed operazioni di ristrutturazione societaria formalmente ineccepibili o operazioni di transfer pricing;

− irregolare il 22,5 % degli oltre 27 mila controlli sul rilascio di scontrini e ricevute fiscali;

− sono stati denunciati 870 responsabili di frodi e reati fiscali, di cui 14 in stato di arresto, principalmente per aver utilizzato o emesso fatture false (179 violazioni), per aver omesso di presentare la dichiarazione dei redditi (171 violazioni), per aver presentato dichiarazione dei redditi fraudolenta (304 violazioni) o per aver distrutto/occultato la contabilità (213 casi);

− sono stati individuati 803 lavoratori completamente “in nero” e 1.690 irregolari, impiegati da 535 datori di lavoro.

Sempre molto elevato lo standard della qualità dei controlli: l’adesione integrale da parte dei contribuenti ai verbali di constatazione della Guardia di Finanza ha comportato proposte di recupero a tassazione per circa 51 milioni di euro; sono, inoltre, stati sottoposti a sequestro preventivo, anche per equivalente, beni mobili, immobili, valuta e conti correnti per oltre 27 milioni di euro ai responsabili di reati anche fiscali.

Nel settore della tutela delle entrate si ricorda l’attività di servizio eseguita dalla Tenenza di Arzignano (VI) che ha scoperto un raffinato sistema di frode fiscale che permetteva a 8 aziende di beneficiare di fittizi costi per sponsorizzazione di un’associazione sportiva (per un importo di 723.720 euro). Inoltre, la stessa associazione beneficiava indebitamente del regime fiscale agevolato previsto per le associazioni dilettantistiche, pur non avendone i requisiti di legge ed occultando così materia imponibile per 3,6 milioni di euro ai fini delle imposte sui redditi e per 836.399 di euro ai fini IVA.

In tema di evasione fiscale internazionale, di particolare rilievo è stata l’attività svolta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Vicenza nei confronti di un primario gruppo nazionale operante nel settore metallurgico, apparentemente controllato da una tanto variegata quanto improbabile compagine societaria estera, sita in Lussemburgo ed in Portogallo, più esattamente nella Free Trade Zone di Madeira. L’attività ha permesso di svelare che il panorama societario estero, frutto di una sapiente architettura fiscale, era riconducibile ad un’unica famiglia d’imprenditori italiani e serviva solo a trasferire base imponibile in Paesi a fiscalità privilegiata. Le Fiamme Gialle hanno ricondotto in Italia la fittizia sede estera delle 7 società, recuperando a tassazione oltre 232 milioni di euro (Operazione Efesto).

Sempre in tema di evasione fiscale internazionale, il Nucleo di Polizia Tributaria di Venezia, nel corso di una verifica fiscale ad una società operante nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti ittici, ha constatato, oltre all’evasione di 3,5 milioni di euro, la disponibilità, in capo ai soci, di occulte attività patrimoniali all’estero (Bahamas, Ontario, Svizzera, Irlanda, Lussemburgo) per 25 milioni di euro (Operazione Sampei).

 

2. TUTELA SPESA PUBBLICA

La tutela della spesa pubblica rappresenta l’altra faccia della salvaguardia delle entrate dei bilanci dell’Unione Europea, dello Stato delle Regioni e degli Enti Locali.

Dall’inizio dello scorso anno, infatti, la Guardia di Finanza ha avviato azioni mirate tanto alla repressione dei più gravi episodi di frode e mala gestione, quanto al contrasto di fenomeni come l’irregolare accesso a prestazioni sociali agevolate ed all’esenzione dal ticket sanitario, che si sono tradotte:

− nell’esecuzione di indagini contro le frodi al bilancio nazionale e dell’Unione Europea, scoprendo indebite percezioni e richieste di fondi pubblici per circa 5 milioni di euro;

− nella denuncia di 63 truffatori del Servizio Sanitario Nazionale, con un danno accertato di oltre 900 mila euro;

− nell’individuazione di oltre 20 milioni di euro di danni erariali a seguito di controlli effettuati d’iniziativa o su delega della Corte dei Conti.

 

Nello specifico settore, il Nucleo di Polizia Tributaria di Treviso ha concluso una complessa indagine che ha accertato un danno erariale di 1,9 milioni di euro, cagionato da 4 persone che operavano, a vario titolo, all’interno di un ente di formazione.

 

3. LOTTA ALLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA

Il contrasto all’economia criminale, ai patrimoni illeciti e all’infiltrazione dei capitali mafiosi è tra le priorità della Guardia di Finanza a tutela della legalità economico – finanziaria, quale condizione essenziale per la crescita e lo sviluppo del Paese.

Il Veneto, con il sequestro di beni e capitali illeciti, è sempre più al centro degli interessi finanziari dei clan: grandi opere ed edilizia, ciclo del cemento e smaltimento dei rifiuti speciali, vendita all’ingrosso ed al dettaglio, ristorazione ed attività ricettive, oltre a settori particolarmente “sensibili”, come le sale gioco ed i compro oro, sono gli strumenti preferiti dalle mafie per il reinvestimento delle ingenti liquidità di cui dispongono.

In proposito, si ricorda l’operazione di servizio eseguita dal Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Tributaria di Venezia che ha sgominato un’organizzazione criminale italo-cinese, operante a Mestre. Sono stati arrestati 11 soggetti responsabili, a vario titolo, dei reati associativi di tipo mafioso, di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e alla prostituzione, di usura e di riciclaggio. I beni sequestrati, costituiti anche da immobili, un esercizio alberghiero, centri massaggi e beni di lusso, superano il valore di 20 milioni di euro.

Le 81 indagini patrimoniali della Guardia di Finanza, hanno riguardato 83 posizioni, 68 persone fisiche e 15 imprese, ed hanno permesso di sottrarre alle organizzazioni criminali beni per circa 24 milioni di euro, segno evidente di una strategia investigativa vincente e capace di cogliere in modo penetrante e capillare le più diversificate manifestazioni di illegalità sul territorio.

Altro dato positivo è il valore delle confische, che ha raggiunto quota 1,5 milioni di euro: si tratta di provvedimenti che si fondano sulle risultanze del lavoro svolto dagli investigatori del Corpo e che rendono definitiva l’acquisizione al patrimonio dello Stato di beni precedentemente sequestrati, a conferma della valenza delle indagini condotte.

Sempre nel 2012 sono stati denunciati 17 usurai, di cui 5 in stato di arresto, ai quali sono stati sequestrati beni e disponibilità per oltre 187 mila euro.

Sul fronte della lotta alla droga, nel 2012 i controlli terrestri, marittimi ed aerei, le indagini, estese in ambito internazionale in collaborazione con le polizie estere e con il coordinamento della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, hanno permesso di sequestrare circa 510 kg. di stupefacenti (hashish e marijuana kg. 444,6, cocaina kg. 30,5, eroina kg. 29,5, altre sostanze kg. 4,2), con la denuncia di 99 responsabili e l’arresto di 104 narcotrafficanti. Sequestrati, inoltre, 17 mezzi adibiti al trasporto di sostanze stupefacenti.

Per quanto riguarda il contrabbando di sigarette, l’Italia non è soltanto mercato di consumo, ma anche area di transito in direzione di paesi ove le specifiche imposte sono più elevate, come testimoniano le tonnellate di sigarette bloccate, principalmente nel porto di Venezia, ove i tabacchi giungono in grandi quantitativi nascosti nei “doppifondi” dei mezzi di trasporto o occultati in container scortati da documentazione doganale fittizia.

Nel 2012 sono state sequestrate oltre 21 tonnellate di tabacchi lavorati esteri, con la denuncia di 99 responsabili, di cui 10 in arresto; sequestrati, altresì, 10 mezzi.

 

4. LOTTA LA RICICLAGGIO E TUTELA DEI MERCATI FINANZIARI

Significativi i risultati ottenuti dai finanzieri nel contrasto al riciclaggio, al traffico di valuta e alla tutela dei mercati finanziari.

Sono state sviluppate 327 indagini antiriciclaggio che hanno portato alla denuncia di 547 responsabili ed al sequestro di beni e disponibilità finanziarie per oltre 22 mila euro; l’esame dei flussi finanziari ha permesso di accertare il reimpiego di denaro proveniente da altri reati per oltre 61 milioni di euro, importo quasi triplicato rispetto all’anno precedente.

Sempre nel 2012, le Fiamme Gialle del Veneto hanno approfondito 643 segnalazioni di operazioni sospette ed eseguito complessivamente 31 tra ispezioni e controlli antiriciclaggio per verificare il rispetto degli obblighi di identificazione e verifica della clientela, archiviazione dei dati e segnalazioni dei casi anomali.

Per quanto riguarda i controlli valutari, anche grazie ad un sistema sanzionatorio più severo ed efficace entrato in vigore nel 2012, la Guardia di Finanza ha intercettato, in uscita dal territorio nazionale, contanti e titoli illecitamente trasportati per quasi 7 milioni euro (destinazione principale la Cina) contestando 672 violazioni e sequestrando valori per oltre 302 mila euro, a titolo di sanzione (più del doppio rispetto all’anno precedente).

Tra i principali sistemi per aggirare la normativa, i finanzieri hanno rilevato: il frazionamento delle somme tra più passeggeri e l’occultamento della valuta sulla persona, nei vestiti o in doppifondi dei bagagli, degli oggetti trasportati o negli automezzi; queste le ragioni alla base dell’immissione in servizio di unità cinofile appositamente addestrate a riconoscere l’odore della carta filigranata e degli inchiostri impiegati per la stampa delle banconote (cash dog). Attualmente, presso l’aeroporto di Tessera, opera “Zebin”, una femmina di labrador, abilissima a fiutare “l’odore dei soldi”!

Significativi anche i numeri relativi a banconote e monete false sequestrate: oltre 3.600 pezzi, tra banconote e monete false sequestrate, che hanno portato alla denuncia di 52 responsabili di cui 3 tratti in arresto. In testa, nella classifica dei biglietti contraffatti, le banconote da 20 euro, seguite da quelle da 50 e 100 euro.

Nello specifico settore, il Nucleo di Polizia Tributaria di Treviso ha arrestato, in flagranza di reato, 2 persone per spendita di banconote false nel Padovano e nel Trevigiano, proprio nell’imminenza delle festività Natalizie. Sono state sequestrate banconote per un valore di 9.000 euro.

Sempre nel 2012, la Guardia di Finanza del Veneto ha denunciato 357 responsabili di reati bancari, finanziari, societari e fallimentari, con il sequestro di beni e disponibilità finanziarie per oltre 1,6 milioni di euro; 14 sono le persone tratte in arresto.

Ricordo in proposito l’azione di servizio svolta dal Nucleo PT di Vicenza in collaborazione con l’Autorità di vigilanza (CO.N.SO.B.) che ha portato alla denuncia di un gruppo imprenditoriale transnazionale che, attraverso l’esercizio abusivo di attività di promozione ed investimento finanziario nel mercato forex, ha raccolto oltre 1 milione di euro, truffando 2.565 risparmiatori.

 

5. CONTRAFFAZIONE, SICUREZZA DEI PRODOTTI E TUTELA DEL MADE IN ITALY

Un mercato, quello del falso, che non conosce crisi: quasi 25 milioni di prodotti contraffatti e pericolosi sono stati sequestrati nel 2012 dalle Fiamme Gialle del Veneto.

In oltre 940 interventi condotti nel 2012, i finanzieri hanno denunciato alle Procure della Repubblica 386 responsabili dediti alla contraffazione ed alla pirateria; sono i numeri “dell’esercito” che alimenta un sistema produttivo illegale, parallelo, sempre in cerca di profitti illeciti da riciclare nell’economia legale o per finanziare altre attività delinquenziali.

Anche il Veneto, ove si trovano alcuni dei principali poli manifatturieri ed industriali del Paese, è tra le aree preferite dalle imprese del falso per produrre ed assemblare merci di scarsa qualità, importate senza brand per eludere i controlli doganali e poi “confezionate” con i marchi contraffatti.

Tra le merci sequestrate nel 2012 non solo abbigliamento e moda (oltre 1,6 milioni di pezzi), ma beni di consumo (oltre 13 milioni) come articoli per la casa e per la scuola, cosmetici, farmaci, pezzi di ricambio, giocattoli (oltre 9 milioni) ed hi-tech (oltre 670 mila articoli).

In proposito, ricordo il servizio dei finanzieri della Compagnia di Padova che ha disarticolato un’intera filiera di distribuzione di materiale scolastico di vario genere, contraffatto, potenzialmente tossico e non conforme ai criteri di sicurezza dei prodotti. Proprio alla vigilia dell’avvio dell’anno scolastico, l’attività ha portato al sequestro di 1.664.657 prodotti, importati dalla Cina ed immessi irresponsabilmente in commercio.

Nessun prodotto è immune dal rischio di contraffazione: dai biglietti ferroviari alle figurine dei calciatori, dagli smart phones di ultima generazione alle lampade per la cosmesi, il mercato del falso offre di tutto e di più. Messi in sicurezza anche milioni di prodotti (il 48% del totale) non conformi agli standard di sicurezza comunitari.

Non solo containers. I falsi viaggiano anche in rete: i negozi virtuali in internet sono sempre più il veicolo per smerciare prodotti offerti spesso a prezzi vantaggiosi e spacciati come provenienti da mercati paralleli, truffando clienti inconsapevoli e convinti di aver concluso un buon affare.

A riguardo evidenzio che il Nucleo PT di Padova ha avviato nel 2012 una specifica ed innovativa sistematica vigilanza informatica della rete web, volta ad individuare e sequestrare siti di vendita on line di prodotti contraffatti. L’azione finora svolta ha permesso di denunciare 29 persone, per i reati di ricettazione e contraffazione, nonché di sequestrare 7 siti internet, specializzati nell’e-commerce di capi di abbigliamento, attraverso il loro oscuramento.

La collaborazione tra istituzioni, associazioni di categoria ed aziende costituisce uno degli strumenti messi in campo nell’azione di prevenzione e contrasto. Infatti, “uniti nella lotta alla contraffazione” è lo slogan degli Stati Generali dell’Anticontraffazione che, nel novembre 2012, hanno lanciato il piano nazionale di contrasto al fenomeno, che coinvolge tutti gli operatori pubblici e privati e vede la Guardia di Finanza al centro dell’azione di enforcement. Un modello organizzativo ed operativo che anche a livello europeo è stato indicato quale riferimento per l’azione di contrasto.

L’azione a tutela del mercato e dei consumatori è stata rafforzata con 1.262 rilevamenti dei prezzi esposti che hanno permesso di riscontrare 86 violazioni alla disciplina dei prezzi. Quasi il 7% degli esercizi controllati è risultato irregolare, principalmente nel settore del commercio al dettaglio di prodotti alimentari e nei servizi di ristorazione.

Il contrasto al gioco illegale ha portato al sequestro di 163 videogiochi ed apparecchi irregolari di intrattenimento. A fronte di 341 controlli, individuati 386 responsabili per violazioni ed irregolarità di varia natura (dai reati informatici alle truffe, all’esercizio abusivo di giochi e scommesse sino alla mancata applicazione del divieto di gioco ai minori).

Software ed hardware che alterano la trasmissione telematica dei dati, radiocomandi o combinazioni di tasti che attivano modalità di gioco illegali sono tra i sistemi di frode utilizzati.

Tutti casi in cui a rimetterci non è soltanto lo Stato, ma soprattutto i giocatori che non hanno alcuna garanzia sulla regolarità del gioco e sulle possibilità di vincita, a vantaggio esclusivo di soggetti che, in alcuni casi, le indagini hanno dimostrato essere legati alla criminalità organizzata.

L’azione a tutela della sicurezza collettiva ha visto la Guardia di Finanza impegnata anche nel contrasto all’immigrazione clandestina. 46 sono le persone clandestine individuate durante i controlli sia nei porti ed aeroporti che in mare mentre 2 soggetti sono stati arrestati.

In tale contesto, l’attenzione operativa è stata rivolta a coloro che sul territorio approfittano delle condizioni di clandestinità degli immigrati. Le Fiamme Gialle della Compagnia di Padova hanno sequestrato 6 appartamenti locati “in nero” ad immigrati clandestini, rilevando, tra l’altro, che il proprietario degli immobili ne possedeva ben 56, tra terreni e fabbricati. Pur avendo la disponibilità di titoli per 2,5 milioni di euro, risultava indigente, tanto da chiedere al Comune la fruizione di Prestazioni Sociali Agevolate.

Altro fondamentale contributo alla legalità è fornito dalle attività sviluppate dal “servizio navale”, dove sono stati svolti controlli di polizia marittima, ambientale, anticontrabbando e contro ogni forma di illegalità, nelle acque marittime e lagunari. Nel corso del 2012 sono state sequestrate oltre 6 tonnellate di prodotti della pesca e 41 imbarcazioni di vario tipo, sorprese a commettere il reato di pesca abusiva.

Inoltre, i finanzieri sono intervenuti a tutela della vita umana sia in mare che in montagna:

148 interventi, condotti dalla Stazione del Soccorso Alpino di Auronzo di Cadore e Cortina d’Ampezzo, che hanno permesso di salvare 170 persone in difficoltà e recuperare 9 salme, mentre le unità navali del Corpo, nel corso delle 4.541 missioni svolte per la vigilanza dei confini costieri, hanno effettuato 8 interventi di soccorso a beneficio di 20 persone in pericolo.

In proposito ho piacere nel ricordare la coraggiosa azione di salvataggio curata dai finanzieri della Stazione Navale di Venezia che, nel corso di un servizio notturno nella laguna di Venezia, individuavano una barca semiaffondata e, ormai distante, un naufrago, ferito alla testa, semicosciente ed in stato di grave ipotermia, trascinato dalla corrente. I finanzieri non esitavano a tuffarsi in acqua per raggiungere il malcapitato e caricarlo a bordo dell’unità navale, praticandogli le prime cure per salvargli la vita.

 

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