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Salvataggio Acc di Mel. L’onorevole Roger De Menech presenta un’interrogazione alla Camera

Mar 21st, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Lavoro, Economia, Turismo, Riflettore

roger de menech 1Il neo deputato del Partito Democratico Roger De Menech, prendendo spunto dalla delibera del Comune di Mel e condividendola con il sindaco Cesa, interviene insieme ai deputati Bressa e Baretta sul caso dell’ACC, con una interrogazione alla Camera indirizzata ai ministri dello Sviluppo economico e del lavoro e delle Politiche sociali.

“ACC Compressors S.p.a di Mel, assieme ad ACC-Austria localizzata costituisce la parte produttiva della Business Unit Household Europe di ACC – scive in una nota De Menech – Nello stabilimento di Mel sono oggi impiegate circa 620 persone, delle quali circa 200 zumellesi, mentre le altre provengono principalmente dai Comuni limitrofi.

Se non sarà predisposto un piano finanziario e produttivo credibile, il rischio concreto è la separazione dei due insediamenti, con il salvataggio di quello carinziano e la desertificazione di quello veneto.

Questo rappresenterebbe una lesione gravissima ed irrimediabile – prosegue l’onorevole De Menech – non solo del tessuto produttivo ed occupazionale del Comune di Mel, della provincia di Belluno e della Regione Veneto, ma dell’intero Paese, che perderebbe una parte rilevantissima della piattaforma tecnologica per il settore dell’elettrodomestico.

È necessario superare le opacità e le reticenze della proprietà, per verificare la praticabilità e le condizioni di un intervento di salvataggio industriale dell’ACC di Mel che faccia capo ad un progetto strategico efficace le cui soluzioni, sostenute da un intervento ponte di carattere finanziario, potrebbero essere individuate sia in una integrazione orizzontale da parte di primari player internazionali della componentistica, sia in una prospettiva di integrazione verticale del processo in funzione dei produttori nazionali di elettrodomestici;

L’Italia non si può permettere – prosegue De Menech – di perdere un altro pezzo del tessuto produttivo d’eccellenza, a rischio c’è un modello industriale, ma soprattutto un possibile polo del freddo che potrebbe vedere nello stabilimento zumellese il perno per concentrare la ricerca e l’innovazione su un settore che proprio nella Valbelluna vede concentrate aziende leader nella climatizzazione e nella refrigerazione.

Nello stabilimento ACC Compressors si sono attuati tutti i regimi d’orario e da diversi anni si sta utilizzando – con motivazioni diverse – la Cassa Integrazione, i lavoratori e i sindacati si sono sempre assunti le proprie responsabilità non trovando parimenti riscontro negli impegni aziendali; le organizzazioni sindacali hanno sempre segnalato la sotterranea intenzione di depauperare lentamente le lavorazioni di Mel in favore dello stabilimento austriaco di Fürstenfeld, ed è dunque necessario trovare soluzioni per salvaguardare l’integrità industriale del gruppo e l’occupazione; diversamente in Italia rimarrebbero solo i costi sociali ed economici.

É necessario capire quali misure urgenti assumere, – conclude De Menech – per indurre la proprietà a predisporre un piano finanziario e produttivo credibile, tale da evitare il rischio della separazione dei due insediamenti e se il Governo intende impegnarsi in un finanziamento ponte di carattere, nella prospettiva di un intervento di salvataggio industriale dello stabilimento ACC Compressors S.p.a di Mel”.

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6 comments
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  1. ma a chi la rivolge l’interrogazione?

  2. “…Interrogazione alla Camera indirizzata ai ministri dello Sviluppo economico e del lavoro e delle Politiche sociali.” Come scritto all’inizio dell’articolo.

  3. Parlamentari nuovi, politica vecchia?
    Speriamo di no!
    E però l’on. Roger De Menech dovrebbe sapere che l’Unione europea vieta gli aiuti di stato alle aziende private in difficoltà, per non ledere il principio della libera concorrenza. Quindi è inutile chiedere “se il Governo intende impegnarsi in un finanziamento ponte di carattere, nella prospettiva di un intervento di salvataggio industriale dello stabilimento ACC Compressors S.p.a di Mel”.

    Occorrerebbe che la politica, siccome la struttura industriale del bellunese è vecchia e produce roba vecchia – perché questa è la nuda e cruda verità: le ultime crisi industriali sono crisi di prodotto, ed è inutile sovvenzionare la loro agonia con soldi pubblici – bisognerebbe che la politica, dicevo, ricostruisse un progetto di sviluppo nuovo, compatibile con questo territorio, tecnologicamente avanzato. Insomma, una nuova idea di sviluppo: progetti di integrazione del primario con il terziario, innovazione tecnologica, un progetto di autosufficienza energetica del bellunese…
    L’on De Menech non vada dunque in cerca di un titolo sul giornale o di una finestra su Bellunopress. Se va al Governo, faccia politica, non interrogazioni, ché già ne abbiamo lette tante, in questi anni, tutte regolarmente archiviate …

  4. Grazie Mario, avevo letto.
    la domanda voleva essere ironica (gli attuali ministri sono in “modalità provvisoria”).
    Teatrino.
    Serve solo a far vedere, anche se si sa che è inutile, che si fa qualcosa.

  5. intanto ha fatto un gesto d’interesse molto importante verso la propria terra che i parlamentari precedenti non avevano fatto.
    Inoltre @esmeraldo, la crisi dell ACC non è una crisi di prodotto, che infatti va abbastanza, ma di liquidità ed indebitamento aziendale, dovuto ad una gestione aziendale che ha fatt del tirare a campare la parola d’ordine degli ultimi dieci anni.

  6. Marco, prendi nota delle decine di interrogazioni di Fistarol, su quasi ogni argomento dello scibile umano. Il risultato? Quanto alle ragioni della crisi, confermo che si tratta di una crisi di prodotto. Lo confermi anche tu, mi pare, quando dici che va “abbastanza bene”. Nulla dici, peraltro, sullo svarione amministrativo che contiene l’interrogazione.
    Come al solito, ed e’ giusto che sia così, saranno i fatti a dire quanto e’ servita la presa di posizione di Roger De Menech. Ho messo un appunto in agenda. Ne riparliamo il 22 marzo 2014.