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mercoledì, Maggio 27, 2020
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I commenti aggressivi possono stravolgere la notizia. Un motivo in più per limitare i toni

urloBellunopress dal 2009, anno della sua nascita, ha sempre lasciato i commenti liberi. In un primo tempo previo verifica dei contenuti. Poi, quando la quantità dei messaggi è aumentata, con verifica successiva alla pubblicazione. Abbiamo sempre garantito, inoltre, ai nostri lettori l’assoluto anonimato, laddove richiesto, consentendo di postare commenti con pseudonimi di fantasia.

Solo in qualche rarissimo caso siamo intervenuti per cancellare attacchi personali, commenti palesemente lesivi o comunque denigratori e quindi suscettibili di querela per diffamazione. E se è pur vero che i “commenti automatici” all’articolo, in forza di una recente sentenza della Cassazione non coinvolgono la testata giornalistica, è altrettanto vero che cercheremo comunque di evitare che i nostri lettori finiscano in Tribunale per un aggettivo buttato lì in fretta, talvolta dopo mezzanotte nell’immediatezza della battuta.
Ciò premesso, ci permettiamo di rinnovare l’invito alla moderazione ai nostri lettori.
Ma questa volta – intendiamoci – non si tratta di una questione puramente formale, di semplici buone maniere. C’è un elemento in più che sembrerebbe pesare fortemente nella dinamica della comunicazione.
I commenti “cattivi” in rete, infatti, possono addirittura cambiare la notizia.
La circostanza emerge da un articolo pubblicato sul Corriere della Sera dello scorso 13 marzo nel quale Art Markman, docente di psicologia dell’Università del Texas sostiene che «I linguaggi troppo aggressivi andrebbero evitati, o censurati dagli amministratori dei siti perché danneggiano la società e anche la salute mentale».
Inoltre, accusa Markman, oltre al problema dell’anonimato, ci sarebbe una tendenza fisiologica ad essere più duri quando si reagisce per iscritto e si è fisicamente distanti dal proprio interlocutore. Nel web insomma, anche le colombe diventano falchi, in un crescendo verbale che anche qui, nel nostro piccolo, abbiamo avuto modo di verificare.
Concludo quindi con il doveroso invito alla moderazione dei toni unitamente all’avviso ai naviganti di non perdere di vista i fatti, la notizia, accecati dai termini duri di eventuali “commenti strategici”.
Roberto De Nart

 

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