Thursday, 14 November 2019 - 19:34
redazione@bellunopress.it direttore Roberto De Nart

Sanità bellunese. Scopel (5 Stelle Feltre): “Bene il passo avanti del consiglio comunale di Belluno. Unificare per avere garanzia dei servizi”

Mar 11th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore, Sanità

5 stelle feltre“La recente approvazione in consiglio comunale a Belluno dei due documenti sulla sanità bellunese ha suscitato sulla stampa locale un vespaio di polemiche fra i municipi di Belluno e Feltre. Quest’ultimo, con il sindaco Perenzin e la sua maggioranza in testa, preoccupato che un’eventuale unione delle due Usl rappresenti una minaccia per la sanità del territorio feltrino”.

Lo afferma Moreno Scopel, del Movimento 5 Stelle Feltre.

“Premesso che da un’attenta lettura dei due documenti approvati – prosegue Scopel –  emerge chiara la volontà di rafforzare il servizio ospedaliero ai cittadini ed ottenere il miglior risultato per l’intera sanità bellunese – e non certo quello di chiudere ospedali o smantellare servizi – riteniamo sia quanto mai necessario abbandonare inopportuni campanilismi fra Belluno e Feltre per concentrarci invece sui veri bisogni dei cittadini.

È indispensabile unire le forze e ragionare insieme per impedire che i nostri ospedali subiscano ulteriori tagli ed è fondamentale che – all’interno dell’evoluzione normativa più recente e in un’ottica futura – sia messo in discussione l’assetto organizzativo della sanità provinciale, partendo da un presupposto fondamentale che è quello di garantire a tutti i bellunesi il miglior servizio sanitario possibile senza alcun deleterio campanilismo, e certamente tenendo conto anche delle particolarità territoriali.

In questo senso l’unificazione delle due Usl è la strada verso cui dovremo necessariamente indirizzarci, attuandola attraverso il mantenimento delle strutture sanitarie ed ospedaliere esistenti sul territorio, evitando inutili doppioni e rafforzando i reparti di eccellenza dei due ospedali. Unire le forze non significa perdere la qualità del servizio, ma avere garanzia dei servizi oggi presenti con la possibilità di un miglioramento e di una riorganizzazione gestionale dei singoli reparti (che implica, di conseguenza, l’avere più persone capaci per nuclei stabili). Non dimentichiamo che la qualità del servizio è essenziale anche allo stesso mantenimento delle strutture che, altrimenti, sono destinate a scomparire costringendo l’utenza ad “emigrare” verso altre realtà fuori provincia.

Il nostro gruppo si sente quindi in dovere, dopo le polemiche emerse, di rassicurare tutti i cittadini feltrini: non vi è assolutamente la volontà di chiudere l’ospedale di Feltre, tantomeno di mettere a repentaglio i servizi, bensì quella di guardare con lungimiranza ad un nuovo assetto sanitario provinciale che prediliga la rinuncia a qualche “carèga” politico-dirigenziale piuttosto che la perdita delle prestazioni sanitarie che altrimenti graverebbero pesantemente sulle esigenze della popolazione.

La scelta operata dal consiglio comunale di Belluno – conclude Scopel – con l’ordine del giorno accompagnatorio proposto dal consigliere 5 Stelle Marchese, va proprio in questo senso e, come Movimento 5 Stelle Belluno-Feltre-Cadore-Alpago, continueremo a proseguire su questa strada”.

Share

46 comments
Leave a comment »

  1. Scherzare con la sanità è rischioso.

    Capisco che il M5S sia in delirio di onnipotenza, ma non hanno la minima idea di cosa voglia dire amministrare.

  2. concordo con Mauro ed aggiungo che il M5S dovrebbe come minimo prima di presentare unilateralmente mozioni o emendamenti, giusti o sbagliati, almeno condividere con il territorio e i cittadini queste posizioni e scelte, troppo semplice correre a fare precisazioni una settimana dopo il voto, non è questione di campanilismo ma di democrazia

  3. A me pare, invece, che M5S, non solo abbia centrato il problema ma dimostri grande equilibrio e capacità di contribuire su questioni specifiche del territorio meglio di tanti altri malati di troppo campanilismo o preoccupati solo di prendere qualche voto.

  4. Mi pare di poter affermare, pur non facendo parte del M5S, che sia un intervento sicuramente condivisibile e centrato! Un caro saluto all’amico Piero…..

  5. Chissà come mai Riccardo Sartor, consigliere comunale feltrino del M5S, non è ancora intervenuto nella discussione! Non sa come spiegare ai suoi concittadini che è favorevole alla soppressione dell’ULSS 2?

  6. Con la soppressione dell’ULSS 2 l’ULSS 1 si troverebbe ancora in maggiori difficoltà (già adesso non ha i conti in ordine) e l’ospedale di Feltre farebbe la fine di quelli di Pieve di Cadore (ex ULSS 1) e di Agordo (ex ULSS 2).

  7. Come no. Abbiamo visto che fine hanno fatto gli ospedali dopo la chiusura delle ULS del Cadore e di Agordo.

    Basta ciacole e basta essere noi a risparmiare per poi sprecare i soldi in pianura.

    Il veneto ci chiude gli ospedali? allora via tutti dal Veneto.

  8. Lo stato in cui versano gli ospedali di Pieve di Cadore (ex ULSS 1) e di Agordo (ex ULSS 2) è sotto gli occhi di tutti, mi auguro anche degli attivisti del M5S…

  9. Se passa una roba del genere può far la valigia nell’ordine:

    1. Bond
    2. Perenzin
    3 Sarton

    per tornare a casa.

  10. verrebbe da chiedere se in tutto il veneto viene avanzata analoga proposta ( 7 ulss) una per provincia
    come mi pare sostenuto da pettenò. Nel caso contrario oggi, tralaltro senza una discussione con feltre il suo consiglio, i cittadini del feltrino, perchè cominciare dalla provincia più in difficoltà e non laddove si concentrano grandi spese (ulss, ospedali ecc.) Resta il fatto che i governi berlusconi e monti hanno disastrato la sanità ed i servizi sociali. Prima di ogni valutazione occorre dunque ragionare sul fondo sanitario nazionale, sui tagli operati in questi anni e sui servizi territoriali anch’essi fortemente indeboliti. Qui sta il punto di partenza.

  11. Se ti viene un infarto devono farti la coronarografia con liquido di contrasto ecc..a Feltre non te la fanno, a BL te la fanno nei feriali orario diurno, per il resto vai a Vicenza…siamo già alla frutta. Con 2 ULSS hai bisogno di 2 dirigenti sanitari,2 primari per reparto …meglio un unica ULSS con due ospedali che si ripartiscono i reparti (ma con reparti che funzionano) che due ULSS con due ospedali che van avanti per inerzia…

  12. @tessarolo vedo che nel delirio di onnipotenza da risultato elettorale oltre a rompere le balle in tutte le sedi possibili é diventato anche esperto di organizzazione dei servizi sanitari riguardo ai quali occorre sicuramente trovare una via che contemperi le esigenze di mantenere un livello di assistenza adeguato e rispettoso dei territori con l’esigenza di porre un freno all’aumento della spesa sanitaria complessiva.
    Se stiamo alla volontà del movimento 5 stelle di eliminare tutti i livelli di governo intermedi tra stato e cittadini saccheggiando la storia millenaria delle nostre comunità allora tanto varrebbe deportare tutta la popolazione bellunese nella pianura intorno a Treviso in grandi palazzi dove i cittadini diverranno una massa indistinta e senza storia alla quale, a poco prezzo, distribuire la sbobba quotidiana .
    Tessarolo vai a quel paese finiscila di scocciare con la tua supponenza e pensa a impegare il tuo tempo per far bene il tuo lavoro invece che stare su FB da mane a sera…che è meglio per tutti.
    È inutile continuare a tagliare sanità in montagna dove da un pezzo siamo alla frutta se prima non si prende atto che ci sono in molte parti del Veneto come ad esempio il veronese, dove non per caso sta il potere che governa la sanità veneta, tante di quelle strutture sanitarie in eccesso che basterebbe chiuderne un paio per rimettere in ordine i conti della sanità di tutta la montagna veneta. Sentire gente che disquisisce di sanità senza rendersi conto di quel che dice fa venire prurito alle mani… Con gente come questa stiamo freschi ….

  13. Beh ! che il ns consigliere comunale non si sia ancora espresso sulla questione è normale , rientra nel suo modo di gestire la politica ……comunque sia l’idea del movimento 5 Stelle è unicamente quella di ottimizzare la risorse in campo . Credo, da ignorante in materia sia plausibile in tempi di crisi pretendere soluzioni che ci facciano almeno risparmiare lo stipendio di un Direttore sanitario…un direttore amministrativo …ecc ..ecc… ma sopratutto tengano lontano dalle ” careghe ” nella sanità pubblica i politici TUTTI ! di qualsiasi colore esso siano…mettiamo a gestire il bene comune individui preparati e del ” mestiere ” ! In poche parole vorremmo una sola ULSS ma teniamoci i due presidi Ospedalieri, evitiamo solo doppioni di reparti e potenziamo creando eccellenza quelli che abbiamo . E’ forse chiedere troppo ?!?! non credo .

  14. @tessarolo serenamente pacatamente … Gente come te non fa onore alle moltissime brave e preparate persone che in tutti i campi danno lustro al paese e sono presenti ovviamente anche nel movimento 5 stelle. Purtroppo in ogni cassetta di mele, anche le più buone, può trovarsi qualche mela marcia…
    🙂

  15. silvano martini dal 01/07/2009 al 31/10/2011 Consigliere Consiglio Provinciale Belluno (Lista elettorale: PdL) VISTE LE DICHIARAZIONE DEL PDL NEL 2010 E VISTO CHE è COSI UN GRANDUOMO è STATO BEN INCOLLATO ALLA POLTRONA NONOSTANTE IL SUO PARTITO AUSPICASSE L UNIONE DELLE 2 USL QUESTO è SILVANO MARTINI RIPETO A BUON RENDERE ALTRO CHE MELA MARCIA SVEGLIA VA

  16. @tessarolo
    Poveretto
    🙂

  17. @Giovanni Tessarolo: ti ringrazio per avermi dato del ridicolo. Ricambio.

  18. Chi ti credi di essere?

  19. Presentati! Quanti anni hai? Che lavoro fai? Che titolo di studio hai?

  20. Non capisco tutto questo casino. Quì non si tratta di chiudere sedi ospedaliere ma di razionalizzare il sistema per spendere meno e, si auspica, per renderlo più efficiente. Si tratta di avere un consiglio di amministrazione invece che due e non un ospedale invece che due. Seguendo il ragionamento di Martini parrebbe che senza la relativa ULS un ospedale o un presidio non potrebbe sopravvivere, ma allora cosa facciamo? Facciamo una ULS ed un consiglio di amministrazione per ogni sito ospedaliero? Ripeto, non trovo niente che non vada nel ragionamento di M5S.

  21. Ritornando al tema della discussione, da sempre ho auspicato l’Ulss unica bellunese, con ciò intendendo quanto auspicato da Alberto Molin e Piero Balzan. Cioè razionalizzare al massimo l’apparato amministrativo per destinare quante più risorse agli ospedali e ai presidi sul territorio. Infatti è chiaro che il paziente non può essere spedito via Fax , attraverso il cavo telefonico o utilizzando internet come i dati che sono trattati dagli impiegati, ma deve essere trasportato su ruota o con l’elicottero, che però di notte e con il maltempo non vola.
    Ciò detto, ha ragione anche Martini quando afferma che in molte parti del Veneto gli sprechi sono più che evidenti e là prima di tutto deve essere usata la mannaia dei tagli.

  22. Buongiorno. Non sono assolutamente avezzo ad intervenire ai dibattiti in rete ma vorrei dire la mia sulla questione. Sono un’operatore del settore e ho conoscenze dirette per poter intervenire. Faccio però degli esempi (alcuni hanno già provveduto) senza toccare questioni prettamente politiche con lo scopo di far capire cosa c’è in ballo.
    1) Ho un’incidente in auto. Mi fratturo il bacino (le ossa fratturate spesso ledono i vasi interni). Perdo sangue in tempi rapidi. Lo standard del trattamento prevede l’esecuzione di un’angiotac ( è una tac con mezzo di contrasto: vedo il decorso dei vasi e quindi vedo il vaso leso e dove avviene la perdita) . A questo punto non serve intervenire quasi mai chirurgicamente ma serve fare una angioembolizzazione ( un catetere in una arteria e si raggiunge il vaso leso e lo si chiude con un materiale opportuno). Questa è la medicina moderna che salva le vite. A Belluno il servizio è a singhiozzo e non h 24 ; non esiste una reperibilità. Se ti succede una cosa del genere (il campo d’intervento è ampio) si spera nel buon cuore degli operatori che spesso vengono gratis da casa e fanno a loro rischio il lavoro. I macchinari sono datati e i materiali non sempre disponibili.
    2) Come ricordato sopra : se si deve “aprire” una coronaria (angioplastica primaria) in un infartuato c’è da sperare di avere un’infarto dalle 8 alle 20 e non nel fine settimana.
    Sono cose che avvengono di frequente , non sono rare. Funzionano….salvano la vita delle persone.
    Dietro il cartello “OSPEDALE” ci deve essere un’ospedale vero non per finta. Cosa serve arrivare all’OSPEDALE e poi quando sei dentro le possibilità di sopravvivere sono scarse perchè non si può fare quello che si dovrebbe ? Per farlo servono investimenti e personale adeguato.
    Quindi per far si che le cose vengano fatte bene servono : 1) soldi 2) Personale competente , con esperienza e motivato 3) un bacino di utenza adeguato. Serve avere una popolazione che afferisce ad un servizio di adeguate dimensioni altrimenti la terapia che viene erogata sarà sempre di qualità ridotta ( non si può fare un’angioplastica all’anno altrimenti la qualità dell’intervento sarà bassa e la mortalità alta). E’ una regola arcinota che deve valere per tutti. Anche per l’Ospedale di Belluno: non ha senso fare a Bl la chirurgia pediatrica oncologica come non ha senso fare la neurochirurgia all’ospedale di Pieve di Cadore.
    Mi permetto di far notare che le rivendicazioni del Cadore e dell’Agordino spesso servono a mantenere in funzione alcune strutture che non sono al top e che sono sottoutilizzate. Nel contempo , a mio avviso , queste rivendicazioni sono mal indirizzate. Quello che vorrei mi fosse garantito se fossi un’abitante di quelle zone sarebbe un’assistenza domiciliare con i controfiocchi ; un servizio di emergenza efficiente ecc. ecc. ma poi vorrei essere trasferito in un’ospedale che mi eroghi un’assistenza basata sulle caratteristiche che ho cercato di spiegare sopra.
    Se ciò che ho esposto è valido lo deve essere anche per l’Ospedale di Feltre.
    Infine voglio solo aggiungere che il sistema spoke and hub (fare bene quello che si deve fare e poi trasferire) si dovrebbe realizzare perchè è razionale farlo ed è un bene in se stesso e non perchè ci si è costretti dalla congiuntura economica.
    Scusate non volevo essere ne saccente ne prolisso ma ……. Saluti

  23. Fra tanti insulti e cazzate solo Roberto ha centrato appieno il problema, lasciare da parte i campanilismi e seguire quanto espresso con competenza da Roberto no eh?

  24. a si? allora perchè non togliamo tutti gli ospedali (compreso belluno) e facciamo assistenza efficiente a casa?

    poi quelli gravi li mandiamo a Treviso: perchè no?

  25. Un altro ottimo esempio di “copia e incolla” da parte del mo/vi/mento.
    Fanno esattamente le stesse proposte di PD e PDL.
    Differenze che cominciano a farsi notare.

  26. Certo che noi bellunesi siamo proprio masochisti! Siamo gli unici a chiedere a Venezia un’ulss unica per il nostro territorio! Vogliamo proprio farci del male con le nostre mani!

  27. Concordo con Lino: Bellunesi masochisti

    Che taglino gli sprechi immondi della pianura!

  28. Concordo al 100% anche con Roberto.

  29. Non credo siano tanti i bellunesi che vogliono veder peggiorare ancora la situazione della sanita’ in provincia.
    Questa e’ una proposta della politica, una bella mozione unitaria.
    Cercano di convincerci che continuando a fare un passo indietro dopo l’altro si potranno migliorare le cose.
    Che fantasia…

  30. Il M5S ci vuol far credere che se saremo noi stessi a fare un passo indietro le cose miglioreranno… Perché dobbiamo farci del male con le nostre stesse mani?

  31. Buongiorno.
    Scusate ma sento di dover ulteriormente intervenire.
    1) In risposta al Sig. Hofer h 10.42 che diceva :”a si? allora perchè non togliamo tutti gli ospedali (compreso belluno) e facciamo assistenza efficiente a casa? poi quelli gravi li mandiamo a Treviso: perchè no?”. Sebbene provocatoria potrei dire che, in parte ,il Sig. Hofer ha ragione. Si è capito che le cose in sanità hanno luoghi e competenze specifici: se devo assitere a domicilio un pz. diabetico e iperteso posso farlo a domicilio controllandogli la pressione e facendogli la glicemia ecc. . Se devo assistere un Pz. oncologico in fase avanzata e terminale posso farlo adeguatamente a domicilio se c’è una organizzazione adeguata migliorando la sua qualità di vita. Non lo dico io , ovviamente, che non sono nessuno, ma i dati della letteratura internazionale (che pur qualcosa conteranno). Da anni si parla di de-ospedalizzazione e recupero dell’assistenza domiciliare. Questo,ovviamente non vuol dire come dice il Sig. hofer “togliamo gli ospedali” ma bisogerà pur riorganizzarli facendogli fare le cose che devono e possono fare e facendo fare ad altre strutture altre cose a cui sono meglio attrezzate .
    2) Io sono bellunese e come gli altri bellunesi non voglio essere prevaricato da altri interessi magari più potenti dei nostri. Questo perchè credo nella sanità pubblica e nel diritto a un livello sanitario di tipo egualitario. Però penso che si debba rivendicare ciò che è giusto (avere una sanità efficiente ed efficace) e non quello che nella realtà non lo è (una sanità sotto casa che rimane solo sulla carta ma che è come una scatola vuota o quasi).
    Se i rapporti di forza fanno pensare ai politici che vi possa essere una discriminazione nei nostri confronti (diamo solo e non riceviamo nulla in rapporto a ciò che danno e ricevono le altre provincie del veneto) penso che sarebbe possibile proporre uno “scambio” equo e conveniente. ” Diamo” la riorganizzazione degli ospedali periferici e “prendiamo ” un’assistenza domiciliare come si deve. “Diamo” la riunificazione delle USSL e “prendiamo” dei centri di ecellenza provinciali .
    saluti

  32. @Roberto: io, sinceramente, nel tuo “scambio” non vedo nulla di “equo e conveniente”.

  33. @Roberto: e se hai bisogno della radioterapia, che fai, te la vengono a fare a casa o devi andare a treviso tutti i giorni?

  34. @Andreas Hofer i ragionamenti del signor Roberto sono molto ben argomentati. Se, ragionando per assurdo, si potessero avere tutti i servizi ospedalieri a parità di costo a casa propria non pensa sarebbe molto meglio? l’unico problema è che è un sistema impossibile in quanto troppo oneroso. Bisogna trovare una via di mezzo, non solo per una questione di costi (efficienza), ma anche e soprattutto di efficacia. per fare questo bisogna dibattere senza pregiudizi aprioristici.. anche sul disagio della lontananza di CERTI (e immagino ben definiti in base a criteri di importanza) servizi ospedalieri, per assurdo se dovessi fare 20 km in più per raggiungere l’ospedale, ma il risparmio di efficienza mi consentisse di ottenere il servizio con un’ora e mezza in meno rispetto a prima, avrei comunque guadagnato tempo. Però ribadisco la necessità, a mio modo di vedere, di dibattere non sull’aria o per partito preso, ma su un progetto/proposta con dati e numeri reali. Il cambiamento non sempre è negativo, ma se si preclude a priori ogni possibilità, come si può migliorarsi?

  35. Non ci posso credere. Sono in sintonia con Martini. Tessarollo è uno di quelli che dice che da domani possono eliminare le provincie. Peccato che per eliminarle ci voglia una legge che modifichi la costituzione. Dopo l’eliminazione del finanziamento ai partiti, che risolve tutto (peccato che alla fine si racimolano solo pochi milioni di euro contro miliardi di buco) siamo all’unificazione delle ULSS. Bene. Una ULSS costa meno di due. Peccato è che se rimangono due ospedali il costo è uguale. Insegna l’ARPAV con i laboratori. Ma d’altro canto per tessarollo, chi non la pensa come lui, scrive soltanto puttanate e allora avanti democrazia 5 stelle. Tessarollo, non preoccuparti, quando sarete la maggioranza, prima toglierete il finanziamento ai giornali, dopo le due reti Rai, dopo, semmai, tutta la rete a parte il blog di Beppegrillo e allora si, non si scriveranno e diranno più puttanate. Auguri Italiani

  36. Come farsi male per puro protagonismo in consiglio comunale….

  37. Roberto mi sembra una persona competente, quindi gli pongo il quesito seguente. Una persona a Falcade ha bisogno di assistenza urgente (infarto, politrauma o altra patologia che richiede una pronta risposta); poniamo che sia inverno, nevichi o piova e la strada ai Castei è chiusa per slavina e pure per analogo pericolo alcuni Passi; l’elicottero non può alzarsi in volo. Tale situazione può verificarsi spesso d’inverno, ma pure d’estate, in presenza di frane o incideti stradali. Cosa succederebbe nel caso non ci fosse un presidio, anche non specifico, ad Agordo?
    Perché questa è un’evenienza che mette in risalto la peculiarità, in questo caso negativa, del nostro territorio; mentre ad esempio tra Castelfranco e Treviso o Padova vi sono decine di altre alternative.

  38. Pettazzi, l’evidenza.

  39. Helmut, col sarcasmo credo si facciano pochi passi. In questo caso sei come la mela marcia in un cesto dove si cerca di fare un sano confronto. Continua a far perdere tempo a tutti. Da parte mia non risponderò più a provocazioni.

  40. Helmut: la banalità.

  41. E se la frana anziché ai Castei è a Cencenighe come farebbe lo sventurato della Val Biois?, oppure se lo sventurato è di Arabba o del Comelico?
    Continuo a pensare che quelle di Roberto sono proposte di una persona molto competente; personalmente ritengo che la Sanità vada ristrutturata su scala nazionale con prestazioni e SPESE equivalenti su tutto il territorio, ci ricordiamo quando Cortina era il centro di eccellenza nazionale per la tubercolosi ossea e con la regionalizzazione l’eccellenza è sparita, qualcuno ha una risposta per la decadenza del Codivilla-Putti?
    Vanno inoltre ripensate le regioni, giganteschi gorghi che inghiottono miliardi gestiti in maniera clientelare e senza ricadute su tutto il territorio; ( perché Verona pullula di ospedali? Non è forse perché Tosi a suo tempo è stato assessore veneto alla Sanità ed ha dirottato la maggior parte delle risorse a Verona?)

  42. @Petazzi con i “se” e con i “ma” non si arriva da nessuna parte. piuttosto, quante persone all’anno nel nord del bellunese sono colti da infarto? mediamente, che tipo di infarto è? qual è il tempo minimo necessario per ricevere cure ospedaliere per evitare danni permanenti? quanto è distante il presidio più vicino? in caso di presenza di uno “spoke”, l’intervento dell’operatore potrebbe allungare questo tempo per renderlo sufficiente a raggiungere l’hub? in caso di condizioni atmosferiche pessime, questo tempo dilazionato sarebbe sufficiente? Queste, credo, sono domande da porsi per decidere se togliere o meno alcuni servizi di un presidio ospedaliero. non solo ragionamenti per assurdo, che devono essere presi in considerazione, ovviamente, ma giustamente ponderati con la probabilità che accadano. probabilità stimata non “a naso”, ma con il rigore scientifico necessario quando si parla della salute dei cittadini!!!!!!

  43. @Un bellunese e Vittorio Tison. E’ quello che dico io, siamo perfettamente d’accordo.

  44. @Roberto: unificando le due ulss anche la diagnostica e la chirurgia si farà a casa?

  45. Ma perché volete a tutti i costi far credere alla gente che unificazione delle ulss significhi chiusura dell’ospedale, quando sapete benissimo che non è così,
    gli sprechi non ci sono solo in pianura ed eliminare un direttore generale e un direttore amministrativo,
    significa risparmiare circa 250000 euro….vi fanno proprio schifo??

  46. @Andrea Fontanive: ti pare che a Pieve di Cadore e ad Agordo sia stato eliminato solo un direttore generale e un direttore amministrativo?