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Provincia, l’ente più discusso. di Daniele Trabucco (*)

Mar 11th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Prima Pagina
Daniele Trabucco

Daniele Trabucco

L’abolizione delle Province torna in auge: uno degli otto punti inseriti dal Pierluigi Bersani (ma su cui hanno insistito anche altre formazioni come il Movimento 5 Stelle), in vista della formazione del nuovo Governo, va in questa direzione. Non più l’ipotesi di riordino/riduzione, che tanti problemi ha creato sul piano costituzionale per poi insabbiarsi al Senato della Repubblica, ma una legge di revisione della Costituzione, giacché le Province hanno “copertura costituzionale” ai sensi dell’art. 114 (e non solo) della Carta. Sulle ragioni politiche di una prospettiva di questo tipo, non è compito mio entrarvi. Tuttavia, alcuni concetti generali credo possano aiutare a inquadrare i termini del problema.

In primo luogo, non è vero, com’è stato superficialmente affermato, che la pluralità dei livelli istituzionali sia una caratteristica tutta e sola italiana. In Germania, al di sotto dei Länder, vi sono Comuni e Circondari; in Francia, al di sopra delle Municipalità (oltre trentamila) e dei Dipartimenti, vi sono le Regioni; in Spagna, troviamo Comuni, Province e Comunità autonome. In secondo luogo, non ritengo che il problema sia l’ente territoriale in sé, ma le funzioni che questo svolge, evitando, ad esempio, che sulla stessa materia intervengano più livelli di governo territoriale (principio già inserito nella I legge Bassanini). La razionalizzazione, pertanto, in attesa di una sistematica riformulazione dell’intero Titolo V, dovrà concentrarsi sull’individuazione delle funzioni proprie e conferite che spettano o sono attribuite alle Province, poiché qui sono incentrati i veri costi. Lavorando su questi aspetti, è possibile, a mio avviso, esaltare quelle funzioni di coordinamento dei Comuni, specie montani, sui quali si gioca la rivitalizzazione del ruolo delle Province. Coordinamento che è cosa ben diversa dall’esercizio associato di funzioni. In terzo luogo, anche per rispondere efficacemente ai problemi della montagna, si potrebbe lavorare sul principio di differenziazione delle funzioni amministrative di cui all’art. 118, comma 1, Cost. che consente di distribuirle in maniera diversa proprio secondo le realtà territoriali comprese in ciascuna circoscrizione provinciale. Infine, sull’idea che l’abolizione delle Province dovrebbe determinare anche una riduzione degli uffici statali con rappresentanza sul territorio (esempio le Prefetture-Uffici territoriali del Governo), è opportuno ricordare, l’ha precisato bene la Corte costituzionale con la sentenza n. 230/2001, come, soprattutto alla luce della riforma costituzionale del Titolo V, non esiste più un nesso tra circoscrizioni provinciali e uffici decentrati dello Stato, avendo l’ente provinciale perduto la prevalente matrice di circoscrizione dell’amministrazione decentrata del Ministero dell’Interno, per assumere la natura essenziale di ente espressivo di una delle dimensioni del sistema delle autonomie locali.

 

(*) Università degli Studi di Padova

 

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3 comments
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  1. Vogliamo una volta dire quanto si risparmia? La Sicialia, tanto cara ai grillini, ha assunto circa, soltanto nell’ultima tornata, 3500 persone. lasciamo perdere i 50000 mila forestali che sennò i sindacati si incazzano. Orbene, la provincia di Belluno ha al soldo 300 dipendenti? In pratica, solo nell’ultima tornata di assunzioni, La Sicilia ha assunto 10 Provincie. Quindi noi possiamo riscaldare gli animi però sono solo strumentalizzazioni che di volta in volta fanno i partiti, compreso quel M5S che tanto si prodiga nel spararla più grossa ma che, come Sicilia insegna, allo stato attuale ancora non ha espresso una se pur minima proposta sul da farsi.

  2. Non conosco cifre sull’eventuale risparmio abolendo le province.
    Condivido sul fatto che bisogna vedere le funzioni ad esse attribuite, nel caso di Belluno trovo che non ci siano mezze misure: o ci riconoscono nei fatti la famosa “specificità” e ci danno vere funzioni di autogoverno e di autonomia andando oltre la regione, oppure se l’ente rimane ordinario con un bilancio all’osso e tutto ormai in svendita tanto vale l’abolizione che non è detto sia un male perchè

  3. oppss………continua……paradossalmente senza vincoli provinciali un eventuale nuovo ente autonomo o il passaggio con altra regione di tutto o parte del bellunese potrebbe essere più agevole