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8^ edizione del Festival Nazionale di Teatro Amatoriale “Paolo Dego” al Piccolo Teatro “Pierobon” di Paiane, Ponte nelle Alpi

Mar 10th, 2013 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

8^ edizione del Festival Nazionale di Teatro Amatoriale “Paolo Dego” organizzata dal Comune di ponte nelle Alpi in collaborazione con l’Associazione culturale Bretelle Lasche.

Torna per l’8° anno consecutivo il Festival Nazionale di Teatro Amatoriale “Paolo Dego” – Premio Città di Ponte nelle Alpi.

La manifestazione è organizzata dal Comune di Ponte nelle Alpi – Biblioteca civica con la collaborazione della Compagnia teatrale “Bretelle lasche” di Belluno, operante nel nostro territorio ormai da trent’anni, che quest’anno aprirà il Festival con la nuova produzione dal titolo “Si fa ma non si dice”, dando così una sorta di ideale benvenuto all’affezionato pubblico della rassegna.

 

IL PROGETTO

Si tratta di un progetto nato nell’ottica di offrire un panorama, a livello nazionale, degli allestimenti più interessanti in campo amatoriale e di realizzare un proficuo e socializzante scambio culturale con diverse realtà presenti in tutta Italia, offrendo l’opportunità di un costruttivo confronto e di crescita per chi si esibisce per pura passione e divertimento, ma spesso con alti livelli di professionalità.

 

LE DATE

Il Festival inizierà venerdì 15 e sabato 16 marzo con il nuovo spettacolo delle Bretelle Lasche “Si fa ma non si dice”, fuori concorso, una sorta di benvenuto in apertura della rassegna; proseguirà il 23 marzo, il 6, 13, 20 e 27 aprile, e chiuderà il 4 maggio, data destinata alle premiazioni.

Questi i premi: miglior spettacolo, migliore attrice, migliore attore, premio del pubblico per lo spettacolo di maggior gradimento e un premio “jolly” che la giuria assegna a un particolare aspetto della messa in scena che può variare di anno in anno.

Durante la serata di premiazione viene proposto al pubblico anche uno spettacolo che funge da corollario alla consegna delle targhe ai vincitori.

 

QUALCHE NUMERO

Sono stati ben 56 i video visionati dalla commissione che per un mese e mezzo si è dedicata alla selezione che ha portato alla scelta delle cinque compagnie finaliste.

Un migliaio gli spettatori che hanno partecipato attivamente al Festival nella passata edizione, con il voto dato alla fine di ogni spettacolo, chiacchierando e scambiandosi opinioni sugli spettacoli durante il rinfresco che l’organizzazione offre al termine di ogni rappresentazione in gara, in un clima amichevole e di partecipazione che denota come il Festival sia divenuto un appuntamento atteso e una piacevole consuetudine per molte persone che hanno individuato nel teatro – anche in quanto struttura fisica – un baricentro della propria vita culturale e sociale, un prezioso contenuto/contenitore che fa parte integrante del tessuto connettivo della comunità di Ponte nelle Alpi e della provincia.

 

ENTI PATROCINATORI

Il Festival ha preso avvio nel 2006 sotto il patrocinio della Regione Veneto e della Provincia di Belluno, e dall’edizione 2008 si è potuto fregiare anche del Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività culturali.

 

UN PO’ DI STORIA

Il Festival, nato nel 2006, con il tempo è divenuto una iniziativa avente i modi ed il carattere di una consolidata tradizione. Ha riscosso da subito un notevole successo sia in merito alle adesioni delle compagnie, arrivate da ogni parte d’Italia, sia in merito al gradimento del pubblico, che ha sempre aderito numeroso, attento, partecipe e proveniente non solo da Ponte nelle Alpi ma da tutto il territorio provinciale.

In questi anni si sono esibite sul palcoscenico del Piccolo teatro “Pierobon” di Paiane compagnie provenienti da tutte le regioni d’Italia, (ricordiamo, tra le altre, compagnie di Terracina (LT), Sarzana (SP), Giugliano (NA), Jesi (AN), Milano, Torino), ma il festival ha dato modo di esibirsi anche a nuovi talenti locali nelle serate di premiazione.

Nel 2007 il Festival è stato intitolato dall’Amministrazione comunale di Ponte nelle Alpi a Paolo Dego, compianto fondatore delle “Bretelle Lasche”, l’associazione che collabora alla realizzazione del Festival.

Importante figura del teatro e del panorama culturale della provincia di Belluno, è stato sempre un convinto sostenitore del teatro amatoriale quale garanzia di vitalità, purezza delle proposte e di teatro fatto con passione.

 

GLI SPONSOR

Un grande ringraziamento va agli sponsor del Festival che ci consentono una ottimale organizzazione dell’evento: il Credito Cooperativo – Cassa rurale ed artigiana di Cortina d’Ampezzo e delle Dolomiti, alla Gioielleria Pasa di Lentiai, e la Famiglia Dego.

CURIOSITA’

Una curiosità: la ragazza a cui nel 2010 andò il premio per la migliore attrice con lo spettacolo “D – Ovvero la figura della donna nell’Italia del ‘900” (Compagnia Tedacà di Torino) è quella stessa Celeste Gugliandolo cantante de “I moderni”, il gruppo arrivato secondo nell’ultima edizione di X-Factor, e il premio le era stato assegnato, tra l’altro, anche per le sue doti canore…

 

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Interi € 10,00

Ridotti (fino ai 18 anni) € 5,00

Abbonamento a 5 sere:

Interi € 40,00

Ridotti (fino ai 18 anni) € 20,00

Gli spettacoli del 15 e 16 marzo e del 4 maggio, non essendo in concorso, sono fuori abbonamento.

 

PRENOTAZIONI

Biblioteca civica

di Ponte nelle Alpi

(Il ritiro dei biglietti prenotati dovrà avvenire mezz’ora

prima dell’inizio

dello spettacolo)

INFO:

Biblioteca civica

0437 99214 – biblioteca@pna.bl.it

www.comune.pontenellealpi.bl.it

U.R.P.

0437 986724 – urp@pna.bl.it

www.comune.pontenellealpi.bl.it

Ass. culturale Bretelle Lasche

329 3676945 – info@bretellelasche.it

www.bretellelasche.it

Programma degli spettacoli

Venerdì 15 e Sabato 16 marzo – ore 20.45

Benvenuti al Festival!

In scena, fuori concorso, il nuovo spettacolo delle Bretelle Lasche

Si fa ma non si dice

Testo Silvia De Min

Regia Francesco Portunato

Prendendo spunto da personaggi realmente esistiti, Le Bretelle Lasche mettono in scena il loro nuovo spettacolo, che rappresenta con allegria la nostra “salda e “ciara” Belluno alla stregua di una Babilonia lussuriosa, disonesta e decadente e che a volte relega ai margini.

Le ipocrisie e i vizi che ci accomunano ai simpatici personaggi, visti in scena, sembrano amplificarsi: fare scandalo, amare lo scandalo, coprire lo scandalo.

Ma la piazza è spesso cattiva e isola i propri matti (e le proprie matte!), che finiscono per avere una zona d’osservazione ai margini, esterna e forse privilegiata, di chi non ha nulla da perdere e può permettersi di parlare. “Si fa, ma non si dice” è uno spettacolo brillante: speriamo che il pubblico si diverta e rida…anche un po’ di sé.

Nella speranza che l’immobilismo a cui ci condanniamo possa un giorno essere spazzato via da una nuova aria, anche qui, sulle nostre amate montagne.

 

Sabato 23 marzo – 20.45

La costruzione

Compagnia Luna nova – LATINA (LT)

Testo Roberto Russo

Regia Sara Pane

“Racchiusa in 35 pagine di copione una vicenda storica, per certi versi inquietante, sicuramente emblematica, il cui epilogo colpisce da una parte l’autore, Roberto Russo, che ne scrive; dall’altra noi che la scopriamo, la leggiamo e proviamo a metterla in scena. Sensibili, come siamo da tempo, alla tematica, e nel tentativo di rendere più intimamente comprensibili le difficoltà, le contraddizioni e le ingiustizie che costellano l’esistenza di alcuni, sebbene di nulla siano colpevoli, affrontiamo a viso aperto l’argomento dell’omosessualità con una commedia di ‘parola’ che, attraverso il processo a De Barbieri, mette in realtà sotto accusa la “manipolazione” continua e senza tregua alla quale siamo — tutti — sottoposti. Chi sono De Barbieri Luigi e Marchese Antonio? Due amici? Due compagni? Due amanti? Sicuramente due persone, due innamorati che, un giorno del 1883 prendono una stanza nell’Albergo del Sole a Genova e vi si rifugiano. Accade che un vicino di stanza sente qualcosa attraverso la parete confinante e la interpreta a suo modo … esagerando? Chissà!? Certo é che la sua testimonianza sarà sufficiente a far condannare De Barbieri e Marchese per atti contrari alla pubblica decenza e a macchiare per sempre la loro esistenza. Russo riporta questa vicenda ai giorni nostri e la sottopone al parere del pubblico, che diventa cosi una giuria ideale.” (dalle note di regia)

 

Sabato 6 aprile – 20.45

23 giugno ‘44: visita a Terezin

Compagnia La cattiva compagnia – LUCCA (LU)

Testo Giovanni Fedeli

Regia Giovanni Fedeli

E’ la storia dell’Olocausto raccontata attraverso la rivisitazione di un fatto realmente accaduto nel ghetto di Terezin, a circa 60 chilometri da Praga.

Il 23 giugno 1944, un delegato della Croce Rossa Internazionale si reca in visita a Terezin per verificare il rispetto dei trattati internazionali e l’esistenza di buone condizioni di vita. Ma quello che i nazisti attuano, e che il delegato vede, è una vera e propria “farsa” ad uso e consumo della propaganda interna finalizzata, per ordine di Himmler, a far tacere la “cattiva coscienza occidentale. Dinanzi a lui, infatti, le persone fingono di vivere la normalità: una coppia discute seduta su una panchina, due ragazzi si contendono una corda, una bambina gioca con il suo pupazzo. Tutto sembra ma non è. I deportati, selezionati con cura, sono costretti a recitare una parte stabilita da un copione scritto dal Comandante Karl Rahm che sceglie come suo assistente un ebreo, calato nella parte di Sindaco del luogo. Per volere dell’austero soldato-regista la composizione viene suddivisa in tre atti, corrispondenti ad altrettanti luoghi – la città, il bosco e la stazione – che il funzionario deve osservare e giudicare. Sulla carta è costretto a presentare Terezin come un luogo “normale”, quasi perfetto, eppure la sua coscienza si tormenta per aver visto quella rappresentazione senza capirne il senso nascosto.

Sabato 13 aprile – 20.45

I 39 scalini

Compagnia La colonna infame – CONEGLIANO (TV)

Testo adattamento di P. Barlow, dal romanzo di J. Buchan,

dal film di A. Hitchcock

Regia Gianni Della Libera

Una divertente storia di spionaggio, piena di avventure e inseguimenti spettacolari.

Londra. Durante uno spettacolo teatrale in cui si esibisce Mister Memory, Richard Hannay, un giovane canadese, incontra una donna – Annabella Smith. La donna confessa a Richard di essere una spia a servizio dell’Inghilterra, e di essere vicino alla scoperta di un grosso intrigo internazionale, ma la notte stessa verrà assassinata. Prima di morire parla anche dei “39 scalini”, una congrega di pericolose e spietate spie, di uno strano personaggio che vive in Scozia che conosce la verità. Richard si sente in pericolo di vita, e decide di raggiungere la Scozia quando la polizia inglese, subito dopo la scoperta del cadavere nella sua abitazione, comincia a dargli una caccia spietata. Comincerà una lunga fuga, costellata da molti tradimenti, ed in compagnia di Pamela, un’avvenente bionda, precedentemente incontrata. La fuga porterà Richard in un convegno politico, in una casa abitata da un vecchio piuttosto avido e manesco, nella brughiera scozzese, in un albergo gestito da una coppia di anziani scozzesi e nella casa del nemico e si concluderà nuovamente nel teatro durante l’esibizione di Mister Memory dove la verità finalmente verrà a galla.

  

Sabato 20 aprile – 20.45

Ferdinando

Compagnia Vulimm’ Vulà – POZZUOLI (NA)

Testo di Annibale Ruccello

Regia Roberta Principe

L’azione si svolge nel 1870, un anno prima della presa di Roma: in una villa vesuviana vivono, in esilio volontario, due donne. L’una, la baronessa Donna Clotilde, chiusa nella sua ipocondria e in una simulata infermità a letto, rifiuta culturalmente e storicamente la modernità, non solo ripudiando la nuova situazione politica e il re sabaudo, ma anche l’italiano “lengua straniera… barbara!”. L’altra, Donna Gesualda, sua cugina povera e zitella, che la accudisce e la sorveglia, intreccia una relazione clandestina con l’unico uomo che frequenta la casa: Don Catellino, curato dotto e vizioso. L’improvviso arrivo di Ferdinando, lontano nipote della baronessa del quale si ignorava l’esistenza, porterà scompiglio nella casa, facendo emergere passioni sopite, vizi e rancori. Ferdinando è l’amore, è l’odio, è il seme del cambiamento. E’ lo specchio di ognuno, è la soluzione, è la reazione chimica che permette di trovare il coraggio di affrontare ciò che sembra inesorabilmente più forte. Ferdinando è l’inganno, è la fiducia, lascia tutti sconfitti, eppure, in qualche modo, ognuno ha vinto le proprie battaglie grazie a lui. Questo testo è pieno di passione, ed è un pugno nello stomaco, perché non ha gabbie costruite attorno alle battute, che arrivano, dirette, alla testa ed al cuore dello spettatore. E’ irriverente, ma vero, spontaneo, e soprattutto attuale! Andate oltre le parole e… aspettate… aspettate prima di scegliere il personaggio che “vince”… e quello che “perde”…

Sabato 27 aprile – 20.45

America

Compagnia Teatro Impiria – VERONA (VR)

Testo di Raffaello Canteri

Regia Andrea Castelletti

E’ questa la vera storia di una famiglia che dalla Lessinia emigra in California, in una landa desolata chiamata Hollywood, per lavorare come cowboy e divenire infine miliardari.

Uno spaccato di 100 anni di storia americana attraverso tre generazioni, dai pionieri all’antiproibizionismo, dai contestatori figli dei fiori alla superpotenza mondiale di oggi. Un mondo che cambia nel corso del secolo, dalla realtà bucolica dell’inizio alla megalopoli attuale, dalla semplicità della vita alla complessità e alle finzioni hollywoodiane.

Tutto il viaggio nel tempo è accompagnato da una antologia musicale eseguita dal vivo. Ne scaturisce una narrazione intensa, costruita con le parole e con la musica che accompagna i personaggi, dalle semplici sonorità country al complesso e raffinato mondo della West Coast e della contemporaneità. Musiche tratte dall’Anthology of American Folk Music di Harry Smith, oltre a brani dei Maddox Brothers and Rose, The Coaster, Dick Dale, Chet Baker e Gerry Mulligan, Jefferson Airplane, Birds, Doors, Grateful Dead, CSNY.

 

Sabato 4 maggio – 20.45

Serata di premiazione con lo spettacolo

musicale de “Le cardamomò”

Antonia Harper – voce e violino

Marta Vitalini – racconti e organetto

Gioia Di Biagio- organetto

Le Cardamomò nascono a Roma nel dicembre 2009 da un’esigenza e una curiosità, quella di proporre un repertorio musicale antico e ricercato, rigorosamente acustico, in una dimensione quotidiana come quella delle strade e delle piazze di Roma. Dagli esordi del 2009 il gruppo ha percorso molta strada, ha partecipato a trasmissioni radiofoniche come RadioRock, a vari festival e ha pubblicato un album.

L’utilizzo di organetto e violino, strumenti tipici della tradizione popolare, ha lo scopo di evocare, attraverso melodie antiche e raffinati incastri armonici, atmosfere dal gusto nostalgico e retrò; queste atmosfere avvolgono gli ascoltatori portandoli in un viaggio metaforico nei porti e nelle piazze, nelle osterie e nelle sale da ballo di un’Europa ormai dimenticata. “…Dal 2009 le Cardamomò stanno incantando la Roma musicale (…) e stanno via via diventando un “caso” di più ampia risonanza. Armate di due organetti e un violino propongono un repertorio aggraziato ma ricco di pathos, fatto di brani rigorosamente acustici strumentali o in francese, che attingono spunti e arie dalla chanson popolare d’oltralpe e dall’Est Europa e li rielaborano dividendosi fra momenti più accesi sotto il profilo ritmico e dolci malinconie” (recensione apparsa nel numero di dicembre 2012 della rivista Il mucchio selvaggio).

 

 

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