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Sanità bellunese a un bivio: unificazione delle due Uls Belluno e Feltre, oppure diventare entrambi periferia di Treviso

Mar 9th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Sanità
Tomaso Zampieri

Tomaso Zampieri

Nel dibattito relativo all’ordine del giorno sull’unificazione delle due Ulss, intervengono i Consiglieri De Biasi, Lecis e Zampieri (InMovimento), firmatari della mozione sulla sanità bellunese presentata nello stesso Consiglio Comunale.

“Crediamo vada anzitutto precisato che l’ordine del giorno, presentato dal Movimento cinque stelle, è stato votato separatamente dalla mozione sulla sanità presentata da noi consiglieri del gruppo di maggioranza “In Movimento”. Non c’è stato alcun voto congiunto e dunque “obbligato” a quell’ordine del giorno, come sostenuto dal gruppo del Partito Democratico”, tanto è vero che alcuni consiglieri hanno votato diversamente i due documenti”.

Francesca De Biasi

Francesca De Biasi

“Il Consiglio Comunale di Belluno ha approvato all’unanimità sia la nostra mozione che quell’ordine del giorno che non ritireremo perché siamo convinti del suo significato e delle motivazioni che ci hanno portati a condividerlo.

Abbiamo ampiamente chiarito che il nostro intento era di indirizzare l’azione della Giunta Massaro verso un percorso che superasse le frammentazioni campanilistiche e portasse al miglior risultato per la sanità della montagna bellunese. L’idea di fomentare lotte intestine tra ospedali della provincia è quanto di più lontano ci sia dal nostro intento.

Pier Enrico Lecis

Pier Enrico Lecis

La strada dell’unificazione delle due Ulss non è solo un logico percorso di semplificazione, sul quale peraltro insiste e si concentra, nostro malgrado, l’azione della Regione Veneto; è anche e soprattutto la ricerca dell’unità di intenti e di azioni senza la quale qualsiasi prerogativa della montagna bellunese perde di credibilità.

Nella prima bozza del piano socio sanitario regionale era indicato Treviso come ospedale di riferimento per la nostra provincia e oggi che invece si torna a parlare di un riferimento sul territorio provinciale davvero non è il momento di dividersi.

Se davvero difendiamo il diritto alla salute dei cittadini di tutta la provincia non possiamo essere miopi nel non vedere come la dicotomia delle due Ulss che si fronteggiano nel primeggiare si tradurrà nella beffa di diventare la periferia sanitaria di Treviso.

Unire le forze non significa disperdere la qualità del servizio, dividersi in questa partita darà invece buon gioco a chi potrà dire no a un singolo comune piuttosto che a una intera provincia.

Il futuro non vede vincenti e perdenti, virtuosi e spendaccioni. Un corpo è sano se lo sono tutte le sue membra, e noi vogliamo pensare al nostro territorio provinciale come ad un corpo solo dove ogni parte contribuisce con la sua funzione unica e peculiare”.

 

 

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20 comments
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  1. E pensate che i risparmi restaranno qua? Non so se questi consiglieri ci sono o ci fanno…

  2. Come fanno a sostenere che l’ordine del giorno e la mozione sono stati votati “all’unanimità” e che, allo stesso tempo, “alcuni consiglieri hanno votato diversamente i due documenti”?

  3. @Francesco: l’ULSS ha diversi milioni di Euro di disavanzo, quindi i risparmi andrebbero a ripianare il buco creatosi negli anni da scelte politiche che hanno privilegiato il mantenimento delle “poltrone” anziché il buon andamento dei servizi. Il risultato che si otterrà senza l’unificazione è che il ripiano del “buco” di bilancio dovrà essere fatto in ogni caso. Quale altro modo c’è per eliminare un buco? Si “sotterrano” alcuni servizi o addirittura interi ospedali… Vedrete, con il “senno di poi” tutti i politici diranno che sarebbe stato meglio unificare e risparmiare, piuttosto che chiudere. Ma tanto la colpa la si darà sempre a qualcun altro.

  4. La politica come esercizio di velleitarismo.
    La politica degli ordini del giorno.
    La politica delle affermazioni, a prescindere dai contesti.
    La politica che impegna gli altri a fare e a disfare.
    La politica condannata all’irrilevanza.
    Ma si può essere governati da gente più incapace?

  5. De Ghetto: mi dia qualche numero, please.

    Quello che è certo è che l’ULS 2 ha in conti in ordine e l’ULS 1 no. Che volete fare, pianare i vostri casini?

  6. PS: la colpa va a chi sta gestendo ed ha gestito la partita in regione e nei comuni. Ne stia certo.

  7. Esmeraldo è uno che si impegna o polemico a prescindere?

  8. @Mario De Ghetto: l’ULSS 2 ha i conti in ordine, l’ULSS 1 no. Se l’ULSS 1 non ha i conti in ordine la colpa non è certo dell’ULSS 2! Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità!

  9. Per una volta concordo con Lino.

    L’ULS 1 risolva i suoi problemi. Se non ce la fa chieda l’annessione a Treviso, come vorrebbero alcuni nel profondo dei loro desideri.

  10. @Lino e @Francesco: i numeri ci sono e sono usciti sui giornali non molto tempo fa.
    In quanto al fatto che l’ULSS 2 abbia i conti in ordine non mi meraviglia, visto che deve gestire un territorio limitato (18 comuni su 69), un unico Distretto Socio Sanitario, un unico Ospedale “generale” (più Lamon).
    L’ULSS di Belluno, oltre a dover gestire 3 Distretti Socio Sanitari con 51 comuni con un territorio enorme, derivanti dalle 3 vecchie ULSS Cadore, Agordo e Belluno, ha in carico l’elisoccorso e il SUEM a livello provinciale (anche per l’ULSS 2), il CUP a livello provinciale (anche per l’ULSS 2), alcuni dipartimenti a livello provinciale (anche per l’ULSS 2) e altro.
    Facile fare i campanilisti quando le cose vanno bene, ma vedremo poi se le promesse di Bond saranno veritiere e se corrisponderanno a quanto la Regione farà.

  11. @Francesco: in quanto al commento “PS: la colpa va a chi sta gestendo ed ha gestito la partita in regione e nei comuni. Ne stia certo.”, sono sicuro che è vero come afferma lei. Mettiamo gli amministratori di fronte alle loro responsabilità, ma NON a scapito della gente. Alla fine chissà perché chi ci rimette è sempre la gente che ha bisogno e non chi ha male amministrato.

  12. @Mario De Ghetto: chi ha votato l’ordine del giorno e la mozione non si è reso conto che non spetta al comune di Belluno decidere cosa fare della sanità provinciale! È una cosa gravissima che il comune di Belluno si sia arrogato il diritto di decidere per tutti gli altri comuni della provincia!

  13. Questa discussione è il solito bla bla della politichetta nostrana.
    Per quanto mi riguarda, non ho dubbi sul fatto che il Consiglio Comunale di Belluno ha fatto un errore gravissimo. La politica – soprattutto la politica intelligente – non va avanti per strappi che poi non si sa come ricucire. Si è trattato di una decisione che, come ho già scritto, non decide alcunché e che ha isolato il Comune di Belluno.
    Brava, l’Amministrazione Massaro, non c’è che dire.
    Da buon ultimo, mi faccio un nodo sul fazzoletto e tra un anno voglio vedere quanto di questo ordine del giorno sarà stato attuato.
    Scommettiamo, con buona pace di utopia (nomen omen), che sarà pari a ZERO?

  14. Esmeraldo, i tuoi interventi sono i più vuoti di contenuti in assoluto: hai un’idea che sia una?

  15. Io credo invece che il Comune di Belluno abbia dato un giusto segnale di unificazione della Provincia.
    Ricordo anche che il Sindaco è Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’ULSS di Belluno e come tale è titolato a fare proposte sulla Sanità provinciale (o quanto meno a rappresentare la Sanità del territorio dell’ULSS di Belluno, con possibilità di dialogare con l’analogo Organo dell’ULSS di Feltre).
    Come sempre i bellunesi (in senso ampio, provinciale, non in senso cittadini di Belluno) sono e restano divisi per questioni di campanilismo. Poi arriva la “Repubblica di Venezia” e ci mangia fuori tutto.
    “Dividi et impera”.

  16. Ma che dice De Ghetto?

    Belluno vuole stare con Treviso? Ci stia!

    Il resto della provincia vuole stare fuori dal Veneto da cui riceve solo tagli e distruzione del territorio.

    Basta Veneto.

  17. @Mario De Ghetto: unificazione della provincia?! Di cosa stai parlando?!

  18. @Mario De Ghetto: a quando risale l’ultima convocazione della conferenza dei sindaci dell’ULSS 1?

  19. Se ci affidiamo a Perenzin, siamo fritti…

    A nome della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss n. 2 e del suo Esecutivo, intervengo a seguito dell’articolo pubblicato in data odierna dal Corriere delle Alpi.
    1. Respingiamo in maniera netta l’affermazione secondo cui i sindaci sarebbero in questo momento “alla finestra”. Vogliamo tranquillizzare i nostri cittadini sul fatto che, in un momento cruciale per la nostra sanità come il presente, stiamo quotidianamente lavorando per assicurare il ruolo del territorio nella determinazione delle scelte che riguardano la nostra Ulss e il nostro Ospedale. Certo, questo lavoro non fa notizia, e preferiamo rimandare qualsiasi comunicazione a tempo debito: a noi stanno a cuore i risultati e la sostanza.
    2. Non sappiamo bene che cosa voglia dire “cercare alternative credibili in nome della governance”. Noi stiamo lavorando, per quanto sta in capo a noi e in un costruttivo spirito di collaborazione, con un unico obiettivo: lavorare nell’interesse del nostro territorio, perché la nostra Ulss e il nostro Ospededale abbiano la miglior squadra possibile.
    3. Non ci risulta che sia stato nominato il Direttore amministrativo. Se così fosse stato, il Direttore ci avrebbe senz’altro informati ufficialmente, così come ha fatto in occasione della nomina del nuovo Direttore Sanitario. È appena il caso di ricordare che le nomine del Direttore Sanitario e Amministrativo sono di esclusiva competenza del Direttore Generale. La sola nomina che è sottoposta al parere della Conferenza dei Sindaci è quella del Direttore dei servizi sociali, sulla quale è in corso – come di prassi – una fase di approfondimento.

    Paolo Perenzin
    Presidente Conferenza dei Sindaci Ulss 2

  20. @Mauro : perché dici che “siamo fritti”?