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Equazione Bersani 5 Stelle: soluzione impossibile

Mar 8th, 2013 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina

Mi sono “spolpettato”buona parte della Direzione Nazionale del PD del 6/3 u.s.; l’incontro, per quanto lungo ed articolato, si è concluso,a mio avviso,con un “nulla di fatto” nel senso che è stato ininfluente ai fini del risultato rispetto alle prese di posizione ed alla proposta politica prospettata nei giorni precedenti.

Anche se nel dibattito non sono mancati accenni critici, su tutti l’intervento di Soru :”omissis … Non diamo agli elettori un vero segnale di cambiamento……Non abbiamo ancora deciso profondamente se vogliamo essere un partito di cambiamento o un partito di conservazione. …… Vivere, testimoniare e difendere tutti i giorni i valori professati . …… Se non cambiamo qualcun altro ci sostituirà “; la conclusione finale è stata “assolutoria”.

RESPONSABILITA’ e CAMBIAMENTO, parole d’ordine di tutti gli oratori, sono risuonate più come uno slogan che come concetti profondamente acquisiti e condivisi ;parole che,comunque, sarebbe stato meglio e più efficace declinare in : RESPONSABILITA’ DEL CAMBIAMENTO e CAMBIAMENTO DELLA RESPONSABILITA’ che non è un semplice gioco di parole.

RESPONSABILITA’ del CAMBIAMENTO, la sostanza, nel senso della necessità ineludibile e non più rinviabile di dare corso ad una vera, profonda e innovativa proposta politica capace di segnare una forte discontinuità con il passato . In questo la proposta Bersani è apparsa troppo debole; gli otto punti,o meglio capitoli, sono risultati superficiali, generici, poco incisivi ed insufficienti nel dare una risposta alle istanze e critiche degli stessi delegati presenti( vedi Soru, Civati, Emiliano, Orfini, Scarfarotto ecc.), figuriamoci ai “grillini” che si vorrebbero cooptare. Inoltre alcuni punti,contrariamente a quanto affermato, non sono poi così in linea con quelli proposti dal M5S di cui si vorrebbe una fiducia a scatola chiusa (vedi posizioni su finanziamento ai partiti). Infine la cosi detta risoluzione A, sbandierata come unica e sola via di uscita ancorché votata all’unanimità, nonostante le critiche anche dai più dubbiosi, non è sembrata così monolitica; tant’è che non sono mancate,da parte della “migliore nomenclatura” ipotesi,neanche troppo velate, di riedizioni di grandi intese e governi di solidarietà nazionale .

CAMBIAMENTO delle RESPONSABILITA’, la forma, in quanto un vero rinnovamento, specialmente in politica, non può essere portato avanti dall’attuale “nomenclatura PD”, troppo compromessa dal ventennio trascorso; ma necessariamente ha bisogno di camminare su gambe e volti nuovi che,chiaramente,abbiano una loro storia e coerenza in sintonia coi valori e progetti di cambiamento professati. Per segnare il cambiamento non basta una diretta della Direzione Nazionale del partito,tra l’altro non partecipata da buona parte dei neoeletti; mentre da un lato si teorizza che devono essere gli eletti del MoVimento5Stelle a decidere in piena autonomia (nessuna interferenza di Grillo), Bersani può decidere insieme ai maggiorenti del partito programma e indirizzi politici. Non si vuole capire che la classe dirigente del PD che fino ad ieri ha sostenuto, facendosene anche vanto, il governo Monti non è credibile quando critica le scelte allora fatte e sostenute e che tanto hanno pesato su tutti noi cittadini precipitandoci nella peggiore recessione degli ultimi decenni;delle due l’una e la dice lunga a tale proposito l’affermazione della Finocchiaro; certamente non grillina,quando dice:”non abbiamo più alibi per quello che non siamo riusciti o non riusciremo a fare”; o le già citate critiche di Soru, Civati, Emiliano, Orfini ecc.,anche se poi non sono stati altrettanto coerenti e conseguenti nell’approvazione della relazione Bersani. Come è stato ignorato Scarfarotto :” Dobbiamo assomigliare alle cose che proponiamo” sostenendo anche che un vero cambiamento significa acquisire anche una nuova capacità di ascolto sottoponendo alla segreteria la petizione di AVAAZ che in poco meno di due giorni aveva raccolto circa 60.000 firme. Se questo è il concetto di partecipazione del nuovo PD mi sa che di responsabilità e cambiamento ne vedremo molto poco e non sarà certo per le mancanze di qualche altro.

Stefano Messinese

 

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9 comments
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  1. Mi piacerebbe chiedere a Messinese in che termini il M5S sia responsabile…

  2. … e dove il M5S troverà i soldi per il reddito di cittadinanza.

  3. Come Stefano Messinese ha potuto sperimentare, il PD è dotato di un organismo di democrazia interna dove si discute, ci si confronta.
    E’ chiaro che poi, alla fine, una posizione di sintesi deve essere trovata, atrimenti ci si dividerebbe ad ogni occasione e le particelle diventerebbero infinitesimali 🙂
    Finocchiaro, Soru, Emiliano, Orfini, Civati, Scarfarotto… Renzi NO perché se n’è andato 😀 tutti hanno potuto anche criticare senza la paura di essere cacciati.
    Inoltre in sede di Congresso le posizioni vengono realmente confrontate e contate, perché è la maggioranza che deve guidare il partito.
    Chiediamoci ora se questo potrebbe accadere nel PDL, dove Berlusconi è capo assoluto ed insostituibile ed Alfano è stato posto solo come fantoccio teleguidato, oppure nel movimento 5 Stelle dove Grillo e Casaleggio diramano direttive su come fare o cosa non dire, pena l’espulsione immediata.
    Vogliamo farli questi confronti o no?
    Detto questo se il M5S fosse davvero intenzionato a lavorare per il bene del paese, potrebbe evitare di fare le pulci ai cani e chiedere le dimissioni all’interno del PD, è come se invece il PD chiedesse le dimissioni di Grillo o Casaleggio 🙂
    C’è una occasione importante per fare delle riforme utili e la situazione è gravissima (ultimo downgrading di Fitch ieri), non c’è tempo da perdere.
    FATE PRESTO!

  4. Giovanni, non si governa un Paese criticando tutto e tutti, te ne rendi conto?

  5. Aspetto ancora che tu mi dica dove troverete i soldi per il reddito di cittadinanza quando sarete al governo del Paese…

  6. Pensi che tutto ciò si possa fare dall’oggi al domani?

  7. Cominciamo con le province: la loro abolizione non può essere fatta “subito”, come dici, perché richiede un iter legislativo molto lungo…

  8. L’ente provincia è previsto dalla stessa Costituzione. Per abolirlo bisogna modificare la Costituzione, la quale non può essere modificata da una legge ordinaria ma da una legge costituzionale. Devo continuare?

  9. L’attacco agli elettori del PD di Ricolfi risulta veramente disgustoso, in fondo di tali fustigatori non abbiamo certamente bisogno, vorrei tanto sapere COSA Ricolfi pensi degli elettori del PDL o, udite udite, del M5S!
    A Tessarolo tali rivoltanti giudizi si attagliano perfettamente tant’è vero che se ne appropria all’insaputa dell’autore che, magari, avrebbe da dire qualcosina anche a lui 🙂
    Resta l’amara cosiderazione che il suesposto programma di governo 5 Stelle, si potrebbe attuare solo con una maggioranza assoluta (il famoso 100%), oppure discutendone e mediando con chi è disponibile a fare qualcosa già da subito.
    E’ molto più probabile che rimanga meramente una lista dei sogni.
    Intanto l’Italia va a fondo.