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mercoledì, Maggio 27, 2020
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Equazione Bersani 5 Stelle: soluzione impossibile

Mi sono “spolpettato”buona parte della Direzione Nazionale del PD del 6/3 u.s.; l’incontro, per quanto lungo ed articolato, si è concluso,a mio avviso,con un “nulla di fatto” nel senso che è stato ininfluente ai fini del risultato rispetto alle prese di posizione ed alla proposta politica prospettata nei giorni precedenti.

Anche se nel dibattito non sono mancati accenni critici, su tutti l’intervento di Soru :”omissis … Non diamo agli elettori un vero segnale di cambiamento……Non abbiamo ancora deciso profondamente se vogliamo essere un partito di cambiamento o un partito di conservazione. …… Vivere, testimoniare e difendere tutti i giorni i valori professati . …… Se non cambiamo qualcun altro ci sostituirà “; la conclusione finale è stata “assolutoria”.

RESPONSABILITA’ e CAMBIAMENTO, parole d’ordine di tutti gli oratori, sono risuonate più come uno slogan che come concetti profondamente acquisiti e condivisi ;parole che,comunque, sarebbe stato meglio e più efficace declinare in : RESPONSABILITA’ DEL CAMBIAMENTO e CAMBIAMENTO DELLA RESPONSABILITA’ che non è un semplice gioco di parole.

RESPONSABILITA’ del CAMBIAMENTO, la sostanza, nel senso della necessità ineludibile e non più rinviabile di dare corso ad una vera, profonda e innovativa proposta politica capace di segnare una forte discontinuità con il passato . In questo la proposta Bersani è apparsa troppo debole; gli otto punti,o meglio capitoli, sono risultati superficiali, generici, poco incisivi ed insufficienti nel dare una risposta alle istanze e critiche degli stessi delegati presenti( vedi Soru, Civati, Emiliano, Orfini, Scarfarotto ecc.), figuriamoci ai “grillini” che si vorrebbero cooptare. Inoltre alcuni punti,contrariamente a quanto affermato, non sono poi così in linea con quelli proposti dal M5S di cui si vorrebbe una fiducia a scatola chiusa (vedi posizioni su finanziamento ai partiti). Infine la cosi detta risoluzione A, sbandierata come unica e sola via di uscita ancorché votata all’unanimità, nonostante le critiche anche dai più dubbiosi, non è sembrata così monolitica; tant’è che non sono mancate,da parte della “migliore nomenclatura” ipotesi,neanche troppo velate, di riedizioni di grandi intese e governi di solidarietà nazionale .

CAMBIAMENTO delle RESPONSABILITA’, la forma, in quanto un vero rinnovamento, specialmente in politica, non può essere portato avanti dall’attuale “nomenclatura PD”, troppo compromessa dal ventennio trascorso; ma necessariamente ha bisogno di camminare su gambe e volti nuovi che,chiaramente,abbiano una loro storia e coerenza in sintonia coi valori e progetti di cambiamento professati. Per segnare il cambiamento non basta una diretta della Direzione Nazionale del partito,tra l’altro non partecipata da buona parte dei neoeletti; mentre da un lato si teorizza che devono essere gli eletti del MoVimento5Stelle a decidere in piena autonomia (nessuna interferenza di Grillo), Bersani può decidere insieme ai maggiorenti del partito programma e indirizzi politici. Non si vuole capire che la classe dirigente del PD che fino ad ieri ha sostenuto, facendosene anche vanto, il governo Monti non è credibile quando critica le scelte allora fatte e sostenute e che tanto hanno pesato su tutti noi cittadini precipitandoci nella peggiore recessione degli ultimi decenni;delle due l’una e la dice lunga a tale proposito l’affermazione della Finocchiaro; certamente non grillina,quando dice:”non abbiamo più alibi per quello che non siamo riusciti o non riusciremo a fare”; o le già citate critiche di Soru, Civati, Emiliano, Orfini ecc.,anche se poi non sono stati altrettanto coerenti e conseguenti nell’approvazione della relazione Bersani. Come è stato ignorato Scarfarotto :” Dobbiamo assomigliare alle cose che proponiamo” sostenendo anche che un vero cambiamento significa acquisire anche una nuova capacità di ascolto sottoponendo alla segreteria la petizione di AVAAZ che in poco meno di due giorni aveva raccolto circa 60.000 firme. Se questo è il concetto di partecipazione del nuovo PD mi sa che di responsabilità e cambiamento ne vedremo molto poco e non sarà certo per le mancanze di qualche altro.

Stefano Messinese

 

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