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Accorpamento delle Ulss Belluno e Feltre: il Movimento civico Cittadinanza e Partecipazione non ci sta

Mar 7th, 2013 | By | Category: Prima Pagina, Sanità

Il consiglio comunale di Belluno ha all’unanimità approvato una mozione a “Salvaguardia del ruolo dell’Ospedale San Martino di Belluno come riferimento della sanità della Provincia” e un emendamento a favore dell’unificazione delle Ulss provinciali.

Come movimento civico Cittadinanza e Partecipazione riteniamo quanto meno insolito che un organo istituzionale si esprima su questioni che riguardano altri Comuni senza alcuna analisi condivisa dei contenuti, che peraltro denotano una visione politicamente miope della sanità in un territorio montano qual è il nostro.

Lo stesso Statuto regionale sancisce la specificità della Provincia, perché recepisce l’impossibilità di adottare parametri per la sanità in montagna uguali al resto del Veneto. Il modello del grande ospedale, che concentra le risorse, impoverisce inevitabilmente i territori periferici che invece vanno presidiati e garantiti con una rete organizzativa adeguata, alla quale ancora l’Ulss n.1 non ha dato risposta, in particolare per quanto riguarda gli ospedali di Agordo e Pieve di Cadore.

La sanità in montagna va garantita anche nelle vallate con le risorse necessarie, altrimenti la specificità diventa un concetto vuoto.

L’Ulss n.2 di Feltre è un punto di forza e per certi aspetti di eccellenza della sanità provinciale, un esempio di buona organizzazione gestionale, capace di risposte adeguate alle esigenze di una popolazione anagraficamente anziana e con il tasso più elevato in regione di tumori; è in essere una convenzione interregionale con il Primiero e l’ospedale Santa Maria del Prato è polo efficiente e di attrazione anche per alcune Ulss confinanti.

Quali vantaggi porterebbe alla sanità bellunese lo smantellamento di questo modello organizzativo? Quale alternativa praticabile nell’interesse dell’intera provincia propone l’amministrazione del capoluogo? E come promuovere la collaborazione fra le Ulss su presupposti non condivisi?

Noi pensiamo che la permanenza di due Ulss in provincia sia garanzia di buoni servizi sanitari alla popolazione, sia coerente con le caratteristiche dei nostri territori, sancisca la complementarietà paritaria fra i due poli ospedalieri principali e il ruolo indispensabile degli ospedali periferici nella rete assistenziale.

Se l’amministrazione comunale di Belluno rivendica un ruolo politicamente autorevole nella programmazione socio-sanitaria provinciale deve avere la capacità di condividere le posizioni con il territorio

Cittadinanza e Partecipazione

 

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9 comments
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  1. quidni teniameo le spese x 2 direttori etc etc…mi par giusto.

  2. Fatto gravissimo quanto avvenuto in consiglio comunale… Il comune capoluogo non può arrogarsi il diritto di decidere per tutti gli altri…

  3. a me sembra che il Comune non si sia arrogato proprio niente e che un’attenta lettura della mozione vi avrebbe portato ad altre considerazioni. Non ribadire la necessità dell’assoluta importanza della sanità nella ns. provincia significa far decidere ad altri cosa farne della stessa e condannarci a Ospedali di serie B come per tutto il resto. Non vale quindi la pena ragionare su un’unica Ulss con il mantenimento delle varie eccellenze in essere nelle ns. strutture che non necessariamente devono essere a Belluno? Mi viene in mente l’ostetricia di Feltre; se è vero che tutti vogliono far nascere i propri figli a Feltre vuol dire che quel “metodo” è riconosciuto eccellente e quindi può essere applicato in tutti i reparti dei ns. ospedali sotto un’unica direzione di “primariato”. E poi, se è vero come è vero che la crisi morde tutti gli ambiti, pubblici e privati, bisogna cmq ragionare su questo tema lasciando da parte campanilismi anacronistici.

  4. Walter, quanto successo agli ospedali di Agordo e Pieve di Cadore in seguito alla soppressione delle relative ulss non ti ha insegnato nulla?

  5. Nel 2013 ancora parliamo di campanili?? ma abitiamo tutti in provincia di belluno o su marte? accorpare è DOVEROSO! basta con la politica del focolare e della conservazione. un po di modernità per la miseria!

  6. Ma quale politica del focolare!

  7. Direi che non c’è neppure stata un’attenta lettura del comunicato sig. walter, qui c’è una difesa dell’attuale modello organizzativo sanitario provinciale, un sistema che tiene conto della specificità della provincia di belluno. Il vero ed unico campanilismo lo si può notare nell’emendamento proposto dai 5stelle anzi ancora peggio non è un campanilismo ma un astuto ragionamento che ha alla base il principio “mors tua vita m

  8. Buon giorno a tutti, mi inserisco in questa polemica giusto per fare alcune precisazioni sul futuro della sanità provinciale. Se aveste letto la mozione nel suo complesso forse vi sarebbe stato chiaro qual’è l’obbiettivo e cioè non distruggere la sanità della provincia ridimensionando un o l’altro ospedale ma piuttosto quello di mantenere le eccellenze e le specialistiche del nostro territorio. Nessuno ha mai parlato di cancellare la ulss di feltre ed accorparla a belluno. A me che la sede della ulss sia a feltre non cambia niente, anzi visto che è più virtuosa di quella di Belluno tanto meglio. Quello per cui dobbiamo lottare è qualificare in senso qualitativo la sanità del nostro territorio. Abbiamo una popolazione in tutta la provincia che conta meno della città di Mestre ed abbiamo la bellezza di 7 ospedali che dobbiamo mantenere con poco più dei soldi che la regione passa a mestre per mantenere il suo ospedale. Allora non è arrivato il momento di fare un po’ di conti e di risparmi unendo il territorio in maniera che la gestione amministrativa della sanità si unica con una programmazione a carattere provinciale cominciando ad eliminare i doppioni, ridurre quei reparti ospedalieri che in termini di tasso di occupazione e giornate di degenza non rispettano le normative europee e soprattuttoche per il loro bacino di utenza non hanno una casistica sufficiente per garantire la qualità e la sicurezza delle prestazioni (fareste partorire vostra moglie in una ostetricia dove fanno meno di 100 parti all’anno quando gli standard europei prevedono un minimo di 500 parti/anno per dare un minimo di garanzia?).
    Signori bisogna essere realisti, l’obbiettivo non è quello di ridimensionare la sanità feltrina a favore di belluno o viceversa ma mantenere in provincia una sanità qualitativamente adeguata ed efficiente senza farsi delocalizzare le specialistiche fuori provincia e non dobbiamo per questo farci confondere dalle promesse dei vari politici di turno che difendendo il loro campanile non fanno altro che difendere nel loro interesse il loro piccolo orticello di voti

  9. l’unica voce che si è fatta sentire dal feltrino