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L’uomo mascherato e il suo panciotto * di Edoardo Varini

Mar 5th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Prima Pagina

grillo uomo mascheratoUn uomo mascherato su una duna non è un supereroe. I supereroi non vanno mascherati in spiaggia. Ci vanno a tempo debito, dopo una salvifica missione, con le loro girlfriend dalle code di cavallo basse e cotonate calcate dal cerchietto.

Un tipo mascherato sulla spiaggia, senza la sua bella, può essere due cose: un marziano o un ladro. Un ladro però non si ferma a salutare. Questo ha pensato domenica chi passeggiava sulla battigia di Marina di Bibbona. Chi vede oggi le foto invece non pensa più: «Sembra un marziano», perché intorno a The Phantom scorge altre tute di gente che lo attornia. E che ci parla. Chi vede le foto oggi pensa a una devastazione, pensa a sopravvissuti, pensa che il nome dell’uomo mascherato sia Hiroshima, come nel film di Resnais.

Il ridicolo è che stavamo a vedere se una certa battuta un po’ troppo informale di questo o quell’azzimato leader potesse intaccare la credibilità nazionale ed ora fronteggiamo l’improbabile, quell’improbabile che Bersani descrive con autentico, ansioso stupore: il leader di un terzo dei parlamentari che si presenta il riva al mare mascherato.

bersani-150x150Lo smacchiatore dei giaguari: «lo dico a lui che gioca a fare l’uomo mascherato, io non apro tavolini e non sto qui a scambiare le sedie. Ha un movimento che ha un terzo dei parlamentari, decida che vuole fare altrimenti andiamo tutti a casa, anche lui». È una verità, che d’ora in poi rincorrerà la nuova star della politica italiana più dei cronisti davanti all’hotel Universo.

Eppure penso che di credibilità l’Italia non ne abbia persa un grammo, forse, probabilmente, ne ha guadagnata. Descrivere le cose come stanno («In realtà l’Italia è già fallita. Fra un anno non avremo i soldi per pagare le pensioni e gli stipendi dei dipendenti pubblici. C’è poco da salvare») è assai utile alla credibilità.

Lo dimostra un recentissimo rapporto della Deutsche Bank, che pur ammettendo che: «un governo stabile e favorevole alle riforme è molto improbabile», riconosce che di fatto la ricetta del risanamento basato sull’austerità era già fallito e che «ci sono due potenziali vittime delle elezioni italiane, la Bce e la Germania». Se solo la si smettesse di ripetere frasi fatte incomprese e si ragionasse sulle cose, sulle cose economiche, si capirebbe che il vero baratro l’avevamo davanti al naso prima di Grillo, quando si fingeva che esistesse un bene della nazione diverso da quello dei suoi cittadini, che rigore dei conti e morale fossero la stessa cosa, che per non sentire il pianto della disperazione per strada bastasse tapparsi le orecchie.

grillo-leggeraQueste cose, sono finite, e sono finite grazie a Grillo. Il balzo in avanti che ha fatto l’Italia è difficilmente percepibile, nella sua dimensione, al momento. È un salto quantico: ci vorrà del tempo.

Accusano Grillo di provincialismo perché parla solo con i media stranieri, e non sarò certo io a negarlo: ma il provincialismo è male? Se così fosse Genova per noi sarebbe una brutta ed impoetica canzone.

«La prima mano, onde il grande incendio s’accese, fu quella di un picciol ragazzo», recitavano i manifesti sui muri genovesi all’indomani dell’insurrezione contro le truppe austro-piemontesi del dicembre 1746. Il “picciol ragazzo” che scagliò il sasso per primo, la “prima mano”, si chiamava Giovan Battista Perasso, detto Balilla. Beppe è stato il primo a lanciare il sasso. È una cosa importante, e l’ha fatto con una mira da fare spavento.

Come Balilla, dicevamo, e come un altro «ragazzotto montanaro, con la faccia a mela», quello di Ultimo viene il corvo di Calvino. «Se il ragazzo non ci svegliava coi suoi spari!», dissero i suoi compagni. E così dovremmo dire noi. Non è una cosa da poco svegliare. Il gallo annuncia la luce, è simbolo di resurrezione. Ed è dalle macerie che si risorge. Sempre.

Le macerie non le ha fatte Grillo, né figurate né reali, in questo paese in cui crollano i palazzi del centro, per davvero, come a Napoli, Riviera di Chiaia, ieri alle 10 del mattino. Un testimone racconta:«Prima è venuta giù la parte di sopra e poi si è sbriciolato tutto il resto. Ho sentito un boato, come se fosse una bomba e le urla disperate della gente».

Ecco, il boato politico l’abbiamo sentito nell’Italia intera. Ora chiederei a Grillo di togliersi la mano dal panciotto e di iniziare la pars costruens. «Mai fiducia ai governi politici» è una fesseria colossale.

“Riviera di Chiaia”: “chiaia” è “playa”, spiaggia in catalano. Non so se sapete che Victor Frankenstein, lo scienziato creatore del mostro, è nato qua. Nell’immaginazione di una donna, Mary Shelley. Una donna che si figura un marziano lungo il mare. Come ieri a Marina di Bibbona. Non è una profezia, ovviamente: è un monito.

 

Edoardo Varini – Publishing

http://www.varinipublishing.com

 

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2 comments
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  1. sarà pure una fesseria ma siccome m5s ha corso da solo per andare al governo da solo non ha la responsabilità di dare fiduce a nessuno ma semplicemente di essere coerente con le promesse fatte in campagna elettorale ovvero mai con i partiti e mandare a casa tutta la classe politica attuale chi vuole il contrario non ha capito nulla ma bensi ripristinare le vecchie abitudini clientelarpoliticopoltronaie .
    Non capisco come una mano pura possa toccare un giornale senza una convulsione di disgusto», scriveva Baudelaire. Difficile dargli torto. Le prime pagine dei quotidiani italiani – con «La Repubblica» in testa – hanno dato ieri prova del ruolo servile della stampa nei confronti del Regime. Secondo quanto riportano i nostri giornali, infatti, la «base» del MoVimento 5 Stelle sarebbe «insorta» contro la chiusura di Grillo nei confronti di Bersani. Come fanno a non capire? Non capiscono che un movimento forte, di opposizione radicale all’immoralità ed alla disonestà di questo Regime, di questa “casta”, non scenderà mai a compromessi con essa? Non capiscono che deputati e senatori del MoVimento non passeranno mai dall’altra parte? Il MoVimento lo ha ripetuto fin dall’inizio, fin dal suo atto di nascita: è una forza di opposizione al Regime, è contro i vecchi partiti e la vecchia logica politica. Questa è l’essenza del MoVimento, non compromettibile.
    Il MoVimento 5 stelle ha definito la sua linea:
    non parteciperà ad un governo di coalizione;
    non voterà la fiducia a Bersani o ad altri esponenti del Pd; ne a governissimi ne a governi tecnici.
    è disponibile soltanto a dialogare sulle singole proposte di legge

    fino a oggi PD PDL MONTI hanno governato assieme non vedo motivo per cui ora debba essere m5s a prendersi carico delle loro malefatte, m5s è disponibile a dare la fiducia esclusivamente a un governo M5S.

  2. Il M5S ha la responsabilità di fronte all’Italia di lavorare per il bene dei suoi Cittadini.
    Continuare a guardare il passato o il proprio naso quanto è bello non aiuterà né il M5S e tantomeno in paese a risolvere i gravi problemi che lo affliggono.
    SE davvero Grillo e i suoi volessero il bene di tutti non esiterebbero un minuto a darsi da fare e a contribuire alla situazione italiana, SENZA dietrologie, senza rancori, senza voglia di rivincite, ma solo con la buona volontà di sapere di fare la cosa giusta!
    Si impuntano su questioni di principio risibili “singole leggi si, ma fiducia no” come fanno i bambini capricciosi per spuntare il lecca lecca dalla nonna.
    Ma ora non è in questione la caramella, bensì il benessere o la rovina della nostra nazione.
    E’ così lampante e logico da essere un insulto alla ragione.
    E se per far del bene non dovessero essere perfettamente coerenti con quello che hanno affermato da sempre ed in campagna elettorale, allora E SIA! Sarebbero certamente perdonati da Grillo, Casaleggio e dal popolo italiano tutto, perché chiunque capirà che lo hanno fatto per uno scopo più alto…