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Grillo, la stampa italiana e la resa dei conti. I vecchi partiti in Italia non vogliono vedere gli appestati. Mentre la Svizzera pettina i “gatti grassi”

Mar 4th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore
Beppe Grillo a Belluno

Beppe Grillo a Belluno

Mentre i vecchi partiti guardano Grillo ancora increduli, attribuendo quel formidabile contagio del 25% agli “scherzi della vernaccia”, anziché alla peste che hanno addosso, l’occidente prosegue la sua corsa di civiltà allungando le distanze dal Belpaese. Ed è sintomatico che sia proprio la Svizzera, patria di banche e banchieri, ad aver dato una profonda “pettinata” ai “gatti grassi”, come vengono chiamati da quelle parti i dirigenti d’azienda super pagati. Il 68% degli svizzeri, infatti, hanno detto sì al referendum promosso da Thomas Minder, in forza del quale, da gennaio 2014 il potere di stabilire lo stipendio dei manager passerà dal consiglio di amministrazione all’assemblea degli azionisti, con verifica dei risultati. Basta quindi a casi come quelli della Swissair, fallita nel 2001 e ciò nonostante il suo ultimo amministratore Mario Croci ricevette quasi 10 milioni di bonus.

Questi forti segnali di cambiamento, per tornare in casa nostra, sono stati colti in forte ritardo anche dalla stampa “ortodossa”. Che solo all’indomani dei risultati elettorali con l’affermazione del Movimento 5 Stelle, pubblicava un editoriale in cui s’interrogava se fosse populista chiedersi – come ha fatto Grillo – “quali effetti del rigore governativo avessero subito l’onorevole Bondi o l’onorevole Cesa, mentre 800mila famiglie italiane chiedevano la rateizzazione delle bollette della luce e del gas” . O se, viceversa, erano populisti i sovrani inglesi che durante la II^ Guerra mondiale preferirono restare al Buckingham Palace di Londra sotto le bombe della Luftwaffe. Anziché svignarsela come il nostro re Vittorio Emanuele III dal porto di Ortona a Mare con un codazzo di generali (ndr). O ancora, se erano populisti gli ufficiali dello Stato maggiore tedesco che nell’autunno del ’42 decidevano di consumare a Berlino lo stesso misero rancio dei soldati senza speranza assediati a Stalingrado (Ernesto Galli Della Loggia – Corriere della Sera del 27 febbraio 2013). Solo che questa “difesa del vincitore” Grillo è un po’ tardiva ed il medesimo, dopo essere stato ignorato per anni dai media nazionali, non s’è scordato improvvisamente del trattamento ricevuto. E così, per restituire il favore, comincia a rilasciare un’intervista alla rivista tedesca Focus, costringendo la stampa italiana ad andarsi a leggere i fatti di casa nostra nella stampa estera. Tiè!

Allora arriva un garbato Beppe Severgnini, che nell’editoriale di oggi sul Corriere, fotografa i 163 parlamentari grillini (109 deputati e 54 senatori) età media 39 anni (32 alla Camera e 46 al Senato), 36% donne e l’88% laureati, “molti di loro appartengono alla generazione Erasmus” osserva, ossia quegli studenti che passano 6 mesi – un anno nelle università straniere e generalmente ne apprezzano civiltà ed assenza di nepotismo. E dopo aver “lisciato il pelo” al gattone genovese Severgnini chiude con una preghiera, nel tentativo di riacquistare la fiducia del leader 5 Stelle, dove dice “sapere quali sono le intenzioni di un sesto del Parlamento italiano leggendo le anticipazioni di un’intervista di Beppe Grillo alla rivista tedesca Focus è umiliante: per lui, per noi, per tutti”. Cosa pretende Severgnini, che Grillo invitasse a cena i giornalisti italiani dopo che è stato dagli stessi snobbato per anni?

Roberto De Nart

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8 comments
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  1. Lo stesso direi, tra gli altri, per Gianantonio Stella, che pontifica continuamente dalle colonne del “Corrierone”, dando lezioni a destra e manca di moderazione e risparmi (mai però sui suoi stipendi e cachet), ma si guarda bene dall’accettare qualsiasi confronto con chi la pensa diversamente. Degno esempio dell’imperante pensiero unico di triste memoria.

  2. Bravo Roberto
    sempre concreto e puntuale.

  3. Intanto però il tempo passa; ci sono all’incirca 14 miliardi di manovra da fare e mentre Grillo gioca a fare la prima donna (prima si, dopo no, dopo forse) con sontinue smentite di quello detto dai suoi accoliti, e gli altri buffoni del Pd e del Pdl, la gente inizia a morire di fame.

  4. un altro duro di comprendonio scrive amenità senza senso apra le orecchie e si ascolti le parole di questo cittadino a 5stelle ricordo che m5s non ha vinto le elezioni e non deve dare la fiducia ne allearsi con nessun governo, le elezioni le ha vinte il PD e sarà il PD ad arrangiarsi https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=kzfwVB9xtdo

  5. L’antiparlamentarismo, l’antipartitismo e l’odio – perché di vero e proprio odio si tratta – contro le istituzioni rappresentative e contro i giornali, fanno di Grillo il capo di un movimento populista di stampo neo autoritario.

    “…i contadini, gli operai, i commercianti, la classe media,tutti sono testimoni… invece loro preferiscono non parlare di questi 13 anni passati, ma solo degli ultimi sei mesi… chi è il responsabile? Loro!I partiti! Per 13 anni hanno dimostrato cosa sono stati capaci di fare. Abbiamo una nazione economicamente distrutta, gli agricoltori rovinati, la classe media in ginocchio, le finanze agli sgoccioli, milioni di disoccupati.. sono loro i responsabili!
    Io vengo confuso.. oggi sono socialista, domani comunista, poi sindacalista, loro ci confondono, pensano che siamo come loro. Noi non siamo come loro! Loro sono morti, e vogliamo vederli tutti nella tomba! Io vedo questa sufficienza borghese nel giudicare il nostro movimento..mi hanno proposto un’alleanza. Così ragionano! Ancora non hanno capito di avere a che fare con un movimento completamente differente da un partito politico…noi resisteremo a qualsiasi pressione che ci venga fatta. E’ un movimento che non può essere fermato… non capiscono che questo movimento è tenuto insieme da una forza inarrestabile che non può essere distrutta..noi non siamo un partito, rappresentiamo l’intero popolo, un popolo nuovo…”
    Così scriveva Adolf Hitler nel 1932.

    Il parlamento, i partiti e una stampa effettivamente libera sono i cardini di una democrazia che vuole definirsi tale. Non è per caso che ieri Grillo ha attaccato la norma costituzionale che, volendo garantire i parlamentari, stabilisce che essi sono eletti senza vincolo di mandato. Grillo non vuole parlamentari, vole una truppa parlamentare docile al suo disegno populista e neo autoritario
    Fa specie leggere che il giornalista Stella, comunque la si pensi di quello che scrive, sia definito uno che si sottrae ai confronti. Ma un giornalista mica si deve confrontare. Con chi, poi, si dovrebbe confrontare? Un giornalista lo si giudica per quello che scrive, per quanto corrisponde al vero quello che scrive. Chi sono coloro che in quest giorni si sottraggono al confronto: che non vogliono i giornalisti, che vogliono le porte chiuse, che definiscono la stampa serva di regime?
    Fa specie, da ultimo, vedere i pseudo intellettuali che hanno per caratteristica la schiena storta – razza diffusissima in Italia, anche dalle nostre parti, andare in massa ad abbeverarsi alla fonte di Grillo.
    L’Italia è nave, non da oggi, è nave in gran tempesta. L’approdo, se ci sarà, sarà tenendo ben fermi alcuni principi della nostra democrazia. Il resto è servaggio al ducetto di turno …

  6. Rompo il silenzio un attimo, per togliere subito il disturbo, solo per sottoscriivere in toto quanto riportato da @Aldebaran e sottoporre a tutti noi un interrogativo: ma siamo sicuri che Grillo alla luce dell’indiscusso successo politico ottenuto permetta al movimento da lui creato di muoversi liberamente ???

  7. Alberto e Alberadan, ma non vi siete ancora resi conto che negli ultimi vent’anni avete vissuto in una tirannia bipolare, convinti d’essere in democrazia. Voi scrivete che Grillo forse è un “ducetto”, già forse, ma una cosa è certa chi ci ha amministrato nella seconda (r)epubblica e tutti i loro asserviti media hanno dimostrato cos’è una tirannia ed a cosa ci hanno portato.

  8. Tranquilli.
    Quando in Italia i media saranno allo stesso livello di quelli dei paesi civili, penso proprio che il M5S non avrà nessuna remora a parlare con la stampa italiana.
    Quanto al silenzio stampa attuale, ripensando all’atteggiamento tenuto nei ns confronti durante la campagna elettorale che, a quanto pare, ancora perdura, direi che è, se non altro, almeno comprensibile.
    Verrà sicuramente il tempo di rapporti migliori se vi saranno dei media migliori.
    Quanto ad Alberto e ad Aldebaran, li invito ad approfondite la conoscenza del M5S e a non basare i loro (pre) giudizi su quanto leggono sui giornali o sentono alla televisione.