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Treni: il nuovo orario cadenzato preoccupa Bond. Catastrofico Vello che vede tagli sia al sistema ferroviario bellunese che al trasporto su gomma

Feb 28th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Dario Bond consigliere regionale Pdl

Dario Bond consigliere regionale Pdl

“Sto prendendo visione delle risultanze del Gruppo di lavoro sul nuovo orario cadenzato per il sistema ferroviario veneto e ci sono dei passaggi che mi preoccupano. Chiedo alla giunta, al Consiglio e agli uffici di aprire un confronto sul futuro dei treni nel nostro territorio anche in vista della discussione del bilancio di previsione prevista in Consiglio per la prossima settimana. Il problema principale riguarda da vicino le corse dirette sulla Belluno-Venezia che rischiano di saltare perchè il nuovo sistema cadenzato non prevede un’integrazione fra linea elettrificata e linea termica, ovvero tra treni elettrici e treni diesel, categoria alla quale appartengono tutti i treni bellunesi”.

Così il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond commenta le voci di una pesante razionalizzazione del sistema ferroviario bellunese in vista dell’entrata in vigore – prevista per la prossima estate – del nuovo orario cadenzato.

“Anzichè pensare a dei pullman sostitutivi da Conegliano, affrontiamo il tema dell’elettrificazione delle tratte dolomitiche. Belluno non può rimanere fuori solo perchè i nostri treni vanno a diesel. Su questo punto non possiamo più transigere”.

“Ho chiesto delucidazioni alla Direzione Mobilità della Regione perchè entri nel merito del documento predisposto dal Gruppo di lavoro composto da Trenitalia, Sistemi Territoriali e un rappresentante della Regione”, prosegue Bond che non manca di criticare il modus operandi: “Un atto di questo tipo, anche se non è definitivo, doveva passare nella Commissione consiliare competente”.

“Una cosa è certa: i pullman sostitutivi non sono la soluzione. I pendolari che dal Bellunese scendono a Padova o Venezia già impiegano più di due ore, con i pullman sostitutivi c’è il rischio che questi tempi si dilatino ulteriormente. Ne vade il diritto alla mobilità dei bellunesi e degli abitanti dell’Alto Trevigiano: non solo infatti rimarrebbero tagliati fuori i bellunesi ma anche una città come Vittorio Veneto”.

 

Diego Vello

Diego Vello

“Le prime indiscrezioni sulla nuova organizzazione delle tratte ferroviarie sembra penalizzare ancora una volta il bellunese”. Commenta Diego vello, segretario provinciale della Lega Nord.

“Il taglio dei convogli in direzione Cadore ci riporta ad un problema annoso per la nostra provincia : la viabilità e i collegamenti. Se il taglio di Ferrovie dello Stato è confermato e il trend negativo con l’eliminazione dei famosi “rami secchi” dovesse continuare la nostra area rischia di rimanere senza treni, non stupiamoci se questo passo dovuto ad una riorganizzazione generale del sistema arriverà a togliere Belluno dalle cartine.

Cosa fare della viabilità a Belluno? Quale futuro per i nostri pendolari?

Mentre in Trentino Alto Adige i trasporti garantiti dalla Trentino Trasporti ci mostrano una sinergia ferro gomma che oggi porta un turista da Venezia alle stazioni sciistiche senza toccare l’asfalto, in Veneto la mancanza di autonomia fiscale e il continuo taglio

al TPL e la gestione discutibile in territorio bellunese di Ferrovie dello Stato rischia di riportarci indietro di cento anni.

Se ci aggiungiamo la perturbata realtà di Dolomitibus che in questo momento rischia di perdere definitivamente il socio privato senza capire chi pagherà le quote per mantenere in piedi la società non è utopia prevedere che si rischia nel giro di poco tempo di perdere treni ed autobus, questo ci distaccherebbe ancora di più dal resto del mondo che già oggi evita i trasporti pubblici bellunesi per la scarsità del servizio offerto.

Ferro e gomma devono trovare sinergia – conclude Vello –  e solo così si potrà pensare ad un futuro per il trasporto pubblico di contro la mancanza di organizzazione e di risorse ci porterà ad un blocco del servizio”.

 

 

 

 

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8 comments
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  1. Fin quando i nostri rappresentanti non andranno a lavorare in treno come i comuni mortali nulla cambierá. E’ il solito teatrino…il solito gioco delle parti.

  2. “Se ci aggiungiamo la perturbata realtà di Dolomitibus che in questo momento rischia di perdere definitivamente il socio privato senza capire chi pagherà le quote per mantenere in piedi la società..” Come al solito mal consigliato da chi vuole fare solo i propri interessi e che a breve dovrà lasciare lo scranno della presidenza. IL SOCIO PRIVATO HA EMUNTO PER ANNI LE QUOTE RUBATE ALLA REGIONE CON FALSE RENDICONTAZIONI DI CHILOMETRI E SI E’ INTASCATO SUCCOSE PARCELLE E SI E’ FATTO PROFUMATAMENTE PAGARE DAI BELLUNESI UN SUO AMMINISTRATORE DELEGATO. SVEGLIA VELLO!!!

  3. Egregi politici,
    riuscite a rendere PUBBLICA e PUBBLICATA la bozza di ORARIO CADENZATO. Il documento che appare allegato al BUR fa intuire alcune cose, ma non è facile da capire se non si ha sotto mano il reale orario.
    Noi pendolari vorremmo poter vedere il NUOVO ORARIO un po in anticipo per potersi organizzare la propria vita: ci sono impegni di lavoro e famigliari da pianificare e non si riescono a farlo nell’arco di un giorno tra il 9 e 10 giugno prossimi. Dal Documento pubblicato sembra di capire che i treni saranno da Calalzo a Ponte nelle Alpi e da qui a PD o a Conegliano. Ma si intuisce che l’ultima corsa da PD a BL sarà alle 21:40 e la prima del mattino alle 5:40 da Ponte nelle Alpi? Cioè se è vero verranno eliminati i primi 2 treni del mattino verso PD.

  4. Vello (LEGA NORD) ha scoperto l’acqua calda! Quanti anni sono che la LEGA NORD è, col PDL, al governo del Veneto? Cos’ ha fatto in tutti questi anni?

  5. Domanda: se il Venezia-Udine arriva a Conegliano in ritardo, il Conegliano-Belluno (o Conegliano-Ponte nelle Alpi) parte in orario e io rimango in stazione a Conegliano ad aspettare il treno seguente, ammesso che ci sia?

  6. Basta col veneto che ci fa morire!

    andiamo con chi rispetta la montagna!

  7. Vogliamo le DIMISSIONI dei tre consiglieri regionali bellunesi: se non difendono la montagna, a che servono a venezia?

  8. Moriamo di tasse, accise, iposte e gabelle varie, eppure ci strozzano eliminando servizi essenziali e vitali particolarmente per la montagna come uffici postali, trasporti ecc.
    Perché prima della creazione delle nefaste e inutili regioni che servono solo a garantire ricchissime prebende alla casta ed ai loro amichetti, ma ignorano cosa significa gestire il territorio e gestire il territorio non è elargire un milione di Euro per la valorizzazione del prosecco o un milione di Euro al comune di Longarone per la ricostruzione di un inutile sentiero in provincia di Pordenone per commemorare le vittime del Vaiont, gestire il territorio significa garantire i servizi essenziali e fruibili da TUTTA la popolazione compresi gli anziani che vivono nei villaggi di montagna, vero Lega Nord?
    Perché quando le Poste e le FS erano gestite dallo Stato il servizio, pur molto migliorabile, funzionava ed era sempre garantito?
    I sindaci bellunesi, possibile che non abbiano nulla da eccepire ed anziché inseguire sogni di traslochi impossibili in regioni dove nessuno ci vuole, non mettono assieme le energie per chiedere con forza quello che ci è dovuto in quanto cittadini italiani e bellunesi?