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Soccorso alpino. Fabio Bristot: “rispetto al quinquennio 2003/2007, quello attuale 2008-2012 il numero degli interventi è aumentato del +31,85%”

Feb 27th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Società, Associazioni, Istituzioni

Pubblichiamo la relazione annuale completa dell’attività svolta dal Soccorso alpino del Delegato Cnsas II^ Zona Dolomiti Bellunesi Fabio Bristot (Rufus).

Fabio Bristot (Rufus)

Fabio Bristot (Rufus)

Anche il 2012, così come avvenuto con lo stesso, intenso dolore nel 2009 e nel 2011, ha duramente segnato il CNSAS. Il 10 agosto, alle 09.15 ca., nel corso di una salita alpinistica di carattere privato sul Monte Cridola, a causa del colassamento della sosta formata da chiodo e clessidra, Andrea Zanon, David Cecchin e Maudi De March, Volontari della Stazione CNSAS dell’Alpago, precipitavano sul sottostante zoccolo roccio, morendo all’istante.

Pietoso il recupero delle salme avvenuta per opera del personale dell’elisoccorso del SUEM 118 (Tecnico di elisoccorso e medico) e della Stazione CNSAS del Centro Cadore.

Un altro tributo donato alla montagna e a chi la frequenta da parte del personale CNSAS. Prima delle fredde cifre, ad Andrea, David e Maudi il nostro ricordo vero ed autentico.

 

soccorso alpinoPREMESSA

In questa relazione analitica non vengono considerati, anche se i relativi numeri sono ormai davvero importanti anche dal punto di vista statistico, tutti gli interventi effettuati dai Servizi di Elisoccorso di Pieve di Cadore e Treviso in configurazione H.S.A.R. (presenza del personale CNSAS) in ambiente non ostile ed impervio, ovvero in ambienti antropizzati, arterie stradali, ambiti lavorativi in ambienti e scenari controllati, ecc..

Per questioni legate alla statistica propria del CNSAS questi dati non sono stati ovviamente contemplati.

Sono diversamente stati inseriti gli interventi di protezione civile effettuati in ambiente ostile ed impervio. Gli stessi sono stati conteggiati secondo un metodo fortemente riduttivo da un punto di vista statistico (es. 23 interventi nella Marche nella così detta “emergenza neve” sono stati conteggiati come un unico intervento). Analogamente, quando in uno stessa missione di soccorso concorrono più Stazioni CNSAS (es. intervento di ricerca e soccorso persona dispersa o altro intervento complesso), viene calcolato un unico intervento con la sommatoria di tutti i Volontari intervenuti.

Infine, sono stati come sempre introdotti i dati relativi all’attività di soccorso pista effettuata dal personale CNSAS nei vari comprensori sciistici della provincia e che, nell’ultimo biennio è andata certamente intesificandosi.

 

soccorso alpinoINTRODUZIONE

La stagione 2012 ha segnato, dopo che già nel 2011 si era assistito ad un aumento, un notevolmente incremento della complessiva attività effettuata dalle 20 Stazioni della 2^ Zona Delegazione Dolomiti Bellunesi in concorso al Servizio dell’Elisoccorso Bellunese e a quello di Treviso.

Conseguentemente si è registrato un conseguente, forte, aumento del numero dei soggetti a vario titolo soccorsi e del numero del personale CNSAS coinvolto, connotando la passata stagione come forte campanello d’allarme (solo la disciplina dello sci alpinismo ha fatto registrare un calo netto degli incidenti) sia in relazione al numero di interventi inteso in senso assoluto, sia in relazione ad altri indicatori quali, ad esempio, i decessi. Quest’aumento non si giustifica solo con l’aumentata attività svolta dagli operatori CNSAS nel servizio piste (nel 2011 erano in realtà coperti gli stessi comprensori sciistici)

Ciò premesso, merita analizzare nel dettaglio i particolari valori numerici della stagione 2012 e le particolari casistiche intervenute e meglio esplicitate negli allegati grafici, utili a far comprendere nel suo complesso l’analisi statistica.

La mole dei dati riferiti al 2012 merita allora una profonda, quanto serrata riflessione da parte dello stesso CNSAS, ma anche e soprattutto da parte degli Enti Locali e del Servizio Sanitario Regionale da una parte e degli addetti ai lavori del sistema montagna, dall’altra.

Il richiamo forte è di per sé un invito a considerare la necessità improcrastinabile di mettere in campo azioni concrete e continuative per cercare di contrastare questo trend che non può tener conto che negli anni ’90 gli interventi complessivi svolti dal CNSAS “Dolomiti Bellunesi” assommavano a 240/280 interventi annui con punte più elevate in alcune annualità, ma sempre largamente al di sotto dei 400 interventi/annui.

In questo contesto il progetto MONTAGNA AMICA&SICURA condotto dal CAI, CNSAS e AGAI ha indubbiamente iniziato un percorso virtuoso, i cui frutti speriamo possano essere apprezzati nel medio periodo. Perché ciò concretamente avvenga, occorre senza tema di smentita che Regione Veneto e Province siano in prima linea per supportare le iniziative che verranno loro proposte.

La tabella comparata degli interventi dell’ultimo decennio manifesta con precisione questa situazione ed è utile per prevedere un’ulteriore crescita dell’attività, dato peraltro confermato da analoghe statistiche svolte a livello nazionale.

Va, infatti, ricordato che, rispetto al quinquennio 2003/2007, quello attuale (2008-2012) il numero degli interventi è aumentato del +31,85% (numero assoluto n. 2.939 contro n. 2.229 interventi) ed il numero delle persone soccorse del +24,91% (numero assoluto 3.475 contro n. 2.782), il numero delle persone decedute del 11,36% (numero assoluto n. 196 contro n. 176). Questi i dati oggettivi, senza fronzoli retorici.

cane soccorso1. INTERVENTI E PERSONE SOCCORSE.

L’attività svolta nel corso del 2012 dagli organici delle 20 Stazioni CNSAS in strettissima sinergia operativa con il SUEM 118 di Pieve di Cadore in particolare e con il SUEM 118 di Treviso e Crespano del Grappa nelle zone di competenza territoriale provinciale ed extra-provinciale, si è, infatti, attestata a n. 790 interventi effettuati in ambiente ostile ed impervio. Di questi interventi, il 39,36% vengono effettuati nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre, con il mese di agosto che ha fatto registrare il 16,20% degli eventi di soccorso.

Questo primo macro dato (missioni di soccorso) segna – come detto – un aumento pari ad un + 28,24% rispetto all’anno precedente quando furono n. 616.

Per quanto, invece, concerne il numero complessivo delle persone soccorse a vario titolo dal personale CNSAS, si è raggiunto il valore assoluto di n. 899, con un percentuale al rialzo assolutamente ragguardevole, senza precedenti, del + 21,81% rispetto alla stagione operativa 2011.

Questo complessivo trend al rialzo non è giustificato solo dall’aumentata attività di soccorso pista nei vari comprensori sciistici, ma anche dalla notevole attività effettuata in mesi nei quali tradizionalmente gli interventi di soccorso erano di gran lunga inferiori (aprile e maggio, ottobre e novembre).

soccorso vigili del fuoco2. DIAGNOSTICA CODICI DI GRAVITA’.

Per quanto più espressamente attiene alla diagnostica analitica degli interventi, oltre ai n. 286 illesi tratti in salvo (31,81% delle persone complessivamente soccorse, dato in leggero calo), si deve constatare un valore in aumento assolutamente marcato delle persone ferite (nei vari codici di gravità) recuperate dal Soccorso Alpino che raggiungono il numero di n. 577 (64,18% delle persone complessivamente soccorse), valore relativo mai raggiunto nell’attività del CNSAS.

Particolare attenzione merita la disamina delle persone decedute. Il dato statistico tragico registrato nel 2009, anno orribilis del CNSAS (n. 47 salme recuperate), è stato per fortuna non confermato. Il 2012 segna anzi una contrazione rispetto alla stagione 2011, poiché vi sono state n. 36 persone decedute recuperate dal personale CNSAS, valore che ha fatto addirittura segnare – 13,95% rispetto al 2011.

soccorso alpino3. CAUSE DEGLI INCIDENTI ED ATTIVITA’ COINVOLTE.

Merita come di consueto vedere in dettaglio quelle che sono le attività maggiormente coinvolte e le cause degli incidenti, anche se al riguardo è opportuno rimandare agli apporti grafici allegati che evidenziano in modo più puntuale le casistiche particolari.

In ogni caso, si deve constatare come le cause ascrivibili alla mancata preparazione fisica e psicofisica siano rappresentino una percentuale ragguardevole, che deve anche essere un segnale d’allarme poiché viene di anno in anno mantenuto quale valore elevato.

Il 7,56% degli interventi complessivi è stato portato a favore di soggetti che hanno accusato malori ed affaticamenti vari (dato identico all’anno precedente), mentre il 18,02% di interventi dovuti alla mancata preparazione tecnica ed esperienza e alla perdita di orientamento (dato in crescita sensibile).

Si perviene, dunque, al valore del 25,58% di missioni compiute a causa dei così detti fattori soggettivi, condizioni di per sé non imputabili al fattore ambientale, ma alla superficialità con la quale spesso si affronta il sistema montagna, ivi inclusa l’indubbia preparazione fisica che, nell’ultimo decennio, ha visto in aumento la particolare casistica.

Altro fattore collegato al precedente e davvero impressionante che deve essere valutato con estrema attenzione dagli addetti ai lavori ed in parte ascrivibile ai dati appena esposti, è che il 10,34% di incidenti sia ascrivibile alla scivolata su sentiero, neve e ghiaccio, fattispecie che può, nella stragrande maggioranza dei casi, essere imputabile alle motivazioni di cui sopra, cioè ai così detti fattori soggettivi (inesperienza, tipologia calzature, mancata previsione delle condizioni del terreno, ecc.). Altro dato non verificabile è quello ascrivibile alle cadute che, spesso, sono correlate alle scivolate di vario genere, ancorché non siano sempre scientificamente dimostrabili.

Una persona su tre (35,92%) viene, dunque, soccorsa per queste cause. Dato poi da riferire sia in relazione all’attività escursionistica ed alpinistica tradizionale sia nell’attività sciistica, è quello delle cadute a vario titolo intervenute negli interventi di soccorso, pari al 42,60% delle cause.

Infine, la disamina su quelle che sono le attività maggiormente coinvolte. Oltre al dato evidente dello sci e surf in pista con il 39,59,% (dato in spiccato aumento) l’escursionismo spicca su tutte con il 30,58%, alpinismo, ferrate e free climbing con il 13,01% con un livello analogo alle annate precedenti (vedi cause sopra ricordate).

Lo sci-alpinismo, con l’0,66% segna una evidente contrazione rispetto alle annate precedenti (il dato forse va anche correlato alla notevole campagna di informazione e formazione del progetto Montagna Amica&sicura).

Vanno, quindi, segnalati gli incidenti legati alla ricerca di funghi con il 3,55% delle persone soccorse, al volo libero con deltaplano e parapendio che segnano un 2,11% e, quest’anno, quelli legati al lavoro con 2,22%, valore significativo da un punto di vista statistico.

soccorso alpino 280x2104. NAZIONALITA’ DELLE PERSONE SOCCORSE e STATO ASSICURATIVO.

A questi dati vanno poi ad aggiungersi quelli più specifici.

In questa sede, vale la pena rimarcare come sia straordinariamente aumentata la percentuale di persone soccorse di nazionalità straniera pari al 24,69% delle persone complessivamente soccorse. Quest’ultimo valore, dopo che il 2011 aveva segnalato un dato assolutamente anomalo con una netta flessione, segna forse un ritorno importante del turismo, soprattutto dei paesi dell’est (vedasi grafico particolare). Lasciamo ovviamente ad altri l’analisi del dato specifico sui flussi.

Altro ragionamento merita, anche alla luce dell’approvazione della Legge Regionale n. 33/07 e dell’approvazione della Delibera della Giunta della Regione Veneto n. 4611 del 6 settembre 2011, lo stato assicurativo delle persone soccorse.

I Soci CAI rappresentano solo il 4,22% delle persone soccorse, dato in flessione importante rispetto all’ultimo biennio, mentre le persone prive di qualsiasi copertura assicurativa segnano l’94,66%, mentre associati a Dolomiti Emergency sono stati n. 10.

Solo uno su dieci dei soggetti soccorsi a vario titolo dal CNSAS sono, dunque, in possesso di una copertura assicurativa, fattore che dovrebbe essere maggiormente pubblicizzato per rendere tutti consapevoli sulla necessità di avere un’adeguata copertura assicurativa (nda: l’auspicio è tra l’altro quello che Dolomiti Emergency decolli in via definitiva, tanto più considerate le finalità d’istituto di questa organizzazione), posto che il CNSAS è del tutto favorevole a dare compiuta applicazione all’art. 5 della suddetta Legge Regionale e alla conseguente delibera che, per alcuni aspetti, andrà migliorata dopo un periodo di applicazione.

  

soccorso alpino 140x1375. RICERCA e SOCCORSO PERSONE DISPERSE

Ragionamento circostanziato merita in questa sede l’attività di ricerca svolta dal CNSAS a favore di persone disperse. Si sono, infatti, registrate oltre alle ricerche di routine (esito di interventi che si sono risolti entro le 2H, pari a n. 26 interventi), n. 3 ricerche di persone disperse che hanno superato le 24H di attività, n. 2 ricerche che hanno superato le 72H.

soccorso alpino 1406. PROTEZIONE CIVILE

Si ricorda in questa sezione particolare l’intervento svolto da numerose Stazioni CNSAS nelle Marche nella così detta “emergenza neve”. Il CNSAS “Dolomiti Bellunesi” ha fatto segnare il maggior numero di persone “velocemente” coinvolte” in quella regione, con la presenza di n. 46 Volontari impegnati in un arco temporale di 9 giorni.

Si segnalano altri interventi così detti minori effettuati su espressa richiesta dei Comuni o di altri Enti Locali che hanno in ogni caso impegnato la struttura anche per recuperi anomali ma per certi versi diventati prassi, come quelli di animali domestici sfuggiti al controllo dei propri padroni.

 

soccorso alpino7. OPERATORI DI SOCCORSO ALPINO VOLONTARI IMPEGNATI.

Va doverosamente sottolineato lo straordinario lavoro svolto dai Volontari delle 20 Stazioni. Infatti, con le premesse delle varie analisi prima poste in evidenza, si deve di necessità registrare un’annata particolarmente onerosa che non trova precedenti nella storia recente e passata del Soccorso Alpino. Nel 2012 si è registrato l’impiego di n. 3.934 Volontari per complessive n. 2.496 giornate/uomo.

Un piccolo esercito di inestimabile valore per il territorio e le sue comunità, un piccolo esercito calcolato certamente per difetto, posto che spesso quanti partecipano marginalmente agli interventi o intervengono per poche decine di minuti, non vengono effettivamente computati nei rapporti informativi.

A queste persone il nostro ringraziamento poiché rappresentano la vera ossatura del Soccorso Alpino ed hanno garantito la mole degli interventi sopra descritti. Questo non possiamo né dobbiamo scordarlo mai.

 

Belluno, 28 gennaio 2013 IL DELEGATO CNSAS 2^ ZONA DELEGAZ. DOLOMITI BELLUNESI

(Fabio Bristot)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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