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Comuni secessionisti. Caner: “Concorrenza e non più tutela delle minoranze dagli statuti speciali.La questione montana arriva a Roma”

Feb 25th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Federico Caner

Federico Caner

Venezia, 25 febbraio 2012 – “L’aver votato in Consiglio la nostra risoluzione, dopo che proprio la Lega è riuscita a far convocare una seduta straordinaria sul tema dei Comuni secessionisti, è un passo fondamentale per l’autodeterminazione di quei cittadini di montagna che hanno scelto con referendum il passaggio al vicino Statuto Speciale. La risoluzione impegna chiaramente il Governo e il Parlamento ad approvare definitivamente l’iter di secessione: in questo modo diamo una risposta forte a quelle popolazioni che da troppi anni la attendono”.

Così il capogruppo leghista Federico Caner al termine della seduta straordinaria del Consiglio regionale del Veneto che oggi pomeriggio ha trattato il tema della secessione dei Comuni di confine verso le vicine Autonomie. “Mentre le giuste rivendicazioni dei nostri Comuni secessionisti sono impaludate nelle Commissioni parlamentari, Luis Dürnwalder usa le risorse della propria Autonomia per attrarre le nostre aziende venete oltre confine. Questo dimostra anche che lo Statuto speciale non serve più, come 60 anni fa, per colmare un gap di una minoranza rispetto al resto del Paese, ma per attivare politiche economiche fortemente competitive verso aree limitrofe a specificità ridotta. E’ necessario perciò rivedere queste discrasie. Se il modo scelto dalle popolazioni di confine è il passaggio alla Provincia o Regione vicina, non bastando più neanche l’elemosina del Fondo Brancher, la Lega Nord appoggia la loro scelta ed oggi conferiamo alla Giunta un mandato forte per portare a Roma le istanze di queste genti di montagna”.

“La subalternità rispetto alle Autonomie speciali e le ingiustizie quotidiane che gli abitanti della nostra montagna vivono sulla propria pelle, devono trovare una risposta e una soluzione anche da parte del Veneto – conclude Caner -. Ben si comprende quindi la loro voglia di passare dall’altra parte, una scelta che per le 16 comunità referendarie significherebbe più risorse, più agevolazioni, meno imposte locali. C’è sicuramente una ragione culturale ma anche una economica che non è meno importante. Come Lega, pur non contenti che i confini territoriali si sfaldino, siamo convinti che questa causa referendaria porterà a Roma il dibattito sulla necessità di autonomia di tutto il Veneto, regione che versa 17 miliardi di residuo fiscale l’anno ma che è ultima in Italia per trasferimenti statali pro-capite”.

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One comment
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  1. Caner fa finta di non capire, o peggio proprio non capisce, che il problema maggiore per la montagna è il Veneto con le sue politiche di pianura, non le vicine province autonome, con le loro leggi studiate a pennello per i territori montani. Non si deve trascinare nella palude Trento e Bolzano, ma darci la possibilità di gestire da soli le nostre risorse.