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Patto dei sindaci? Si, grazie. La sfida di otto comuni coordinati dalla Provincia per abbattere del 20% i consumi entro il 2020 privilegiando le energie rinnovabili

Feb 20th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina
Palazzo Piloni sede della Provincia

Palazzo Piloni sede della Provincia

Anche la Provincia di Belluno, come già molte altre in Europa, si sta attrezzando per raggiungere il desiderato obiettivo della strategia europea del 20-20-20 per la sostenibilità ambientale: riduzione del 20% dei consumi energetici entro il 2020 e aumento 20% nell’uso delle energie rinnovabili.

Negli ultimi mesi hanno preso il via alcune iniziative molto interessanti riguardanti il tema della sostenibilità energetica della provincia bellunese. In particolare l’iniziativa europea che va sotto il nome di “Patto dei sindaci”, uno strumento voluto dalla commissione europea per impegnare le amministrazioni locali nella direzione di azioni sostenibili riguardanti le emissioni climalteranti (CO2) e di efficienza energetica, nel convincimento che l’arma più efficace per contrastare queste emissioni siano le azioni locali.

Per poter aderire al “Patto dei sindaci” i comuni devono elaborare un Piano di Azione per le Energie Sostenibili (PAES), ovvero interventi concreti per realizzare il contenimento. Non appena i comuni sottoscrivono l’accordo, la provincia interviene attraverso una ricognizione dei dati più significativi del patrimonio pubblico, in modo da poter assumere delle azione concrete sull’efficientamento energetico.

Dallo scorso autunno i comuni della provincia che hanno già aderito all’iniziativa sono 8: Belluno, Farra d’Alpago, Feltre, La Valle Agordina, Lentiai, Mel, Ponte nelle Alpi e Sappada. Questi comuni hanno sottoscritto un accordo con la provincia in cui si impegnano entro il 31 maggio ad aderire formalmente al patto dei sindaci tramite delibera consiliare e a redigere quindi un Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile comunale. I comuni di Auronzo, Limana e Pedavena inoltre, si sono già detti interessati a questa iniziativa e si impegneranno nella sottoscrizione. È dunque stata raggiunta una percentuale del 20% di comuni bellunesi aderenti al patto, ed essendoci tra questi alcuni tra i comuni più popolosi della provincia, verrà coinvolto un numero significativo di persone.

«Il progetto si concluderà ad agosto 2013 ed è un peccato che molti comuni non abbiano già aderito a questa opportunità – spiega l’ingegnere Luigino Tonus, dell’ufficio provinciale per la pianificazione e gestione energetica – ma siamo fiduciosi che altri comuni potranno aderire in futuro, non appena le amministrazioni locali si accorgeranno delle opportunità di utilizzare finanziamenti dalla comunità europea in tal senso»

«Il territorio provinciale ha molto interesse ad esplorare le alternative alle fonti fossili, perché siamo provincia fredda – aggiunge l’architetto Paola Agostini – E’ nostro dovere lavorare con le amministrazioni pubbliche nell’ambito di progetti europei sul tema delle energie rinnovabili e sostenibilità ambientale, in modo da sensibilizzare nel territorio provinciale una propensione verso questi temi». Proprio per questo sono in atto, accanto al Patto dei Sindaci, anche altre iniziative che coinvolgono la provincia di Belluno. Primo fra tutti il progetto Interreg “Alpine Eco Companies and Building” presentato al pubblico il 19 gennaio scorso, riguardante il tema dell’ efficienza energetica nell’edilizia, rivolto in particolare alle piccole-medie imprese, ma che coinvolge anche tutti i possibili utenti, comprese le amministrazioni comunali.

«La cosa importante – conclude l’architetto Agostini – è riconoscere il valore di azioni comuni per le amministrazioni locali, che siano concretizzabili attraverso aiuti finanziari, come ad esempio il patto dei sindaci, che è un ambito di attenzione e forte sostegno finanziario a livello europeo in questo momento. E’ importante che i comuni siano attivi e operino in modo coordinato per la valorizzazione e lo sviluppo del nostro territorio. »

Cristina Da Rold

 

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3 comments
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  1. Che disperazione. Senza provincia di Belluno tutto sembra fatto a caso e senza una regia di alto spessore.

    Dobbiamo riavere urgentemente la nostra provincia, più forte, elettiva ed autonoma!

  2. Sono daccordo con Francesco

  3. Si torna sempre lì. Provincia forte, elettiva ed autonoma. Chissà quando se ne accorgeranno i nostri “rappresentanti”.