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venerdì, Maggio 29, 2020
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La lettera di un imprenditore pentito. Ecco perché voto 5 Stelle

Sono un imprenditore in pensione, che ha lasciato il mondo del lavoro alla vigilia della crisi. Uno di quelli che ha votato Berlusconi perché all’epoca sembrava rappresentare una svolta per l’Italia. Ero convinto – e tanti come me – che avremmo progressivamente abbandonato lo stato assistenziale, che le imprese avrebbero avuto un minor peso di carte, tasse e adempimenti.

Ho sperato in un cambiamento che non c’è stato, come i miei dipendenti, la maggior parte leghisti, che hanno creduto al federalismo di Bossi. Ci siamo sbagliati tutti. Una sbornia lunga vent’anni, fatta di allucinazioni diffuse dalla televisione e dai giornali. Vent’anni persi che potevano essere meglio utilizzati.

A questo punto però il problema non è più mio, perché ho un’aspettativa di vita, che ad essere ottimisti, non va oltre i 10-15 anni e fortunatamente ho una situazione patrimoniale diciamo agiata. Il problema è dei giovani, che se non si liberano al più presto di questa classe dirigente dovranno ritornare a fare gli emigranti. Come successe a me una cinquantina d’anni fa. Sono indeciso tra il voto ad Oscar Giannino, più vicino al mio mondo, e quello al movimento di Beppe Grillo. In entrambi i casi l’obiettivo è quello di lasciare a casa un po’ di onorevoli e senatori inutili, dei vecchi partiti.

Anche se so benissimo che quelli che nulla hanno fatto in questi anni si sono piazzati, grazie al porcellum, in testa alle liste e ce li ritroveremo ancora per altri 5 anni. So benissimo che chi guiderà l’Italia per i prossimi anni ha responsabilità enormi, perché scelte sbagliate potrebbero fare ulteriormente arretrare il Paese, come è successo in Grecia. So anche che difficilmente il Movimento 5 Stelle potrà essere forza di governo.

Credo però che i giovani di Grillo una volta in Parlamento abbiano un effetto più dirompente (in senso buono, nell’abbattere i vizi della vecchia politica) degli illustri candidati di Giannino. Per questo motivo e fare un po’ di pulizia, almeno nei numeri e nella rappresentatività, oltre che mettermi a posto la coscienza con i giovani, darò il mio voto al Movimento 5 Stelle, che rappresenta oggi la vera alternativa a quello che Pannella chiamava la partitocrazia.

lettera firmata

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