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Sanità. Tatiana Pais Becher e Walter Antoniol: “I tagli non colpiscano la montagna”

Feb 16th, 2013 | By | Category: Prima Pagina, Sanità

insieme per auronzo“In attesa di conoscere i dati delle schede regionali sulla sanità, consapevoli che attualmente l’unica certezza è un ulteriore taglio di 13 milioni per l’ULSS 1, riteniamo doveroso sottolineare come la struttura dell’ex ospedale Rizzardi di Auronzo sia indispensabile e necessaria per la sicurezza dei cittadini che vivono 365 giorni in montagna e dei turisti che numerosi prediligono la Val D’Ansiei come luogo di vacanza”.

Ad affermarlo sono i consiglieri comunali di Auronzo di Cadore, Tatiana Pais Becher e Walter Antoniol.

“Il legislatore – prosegue la nota –  in questo caso la Regione del Veneto, e anche il Direttore Generale dell’ULSS dovranno tener conto della specificità montana dove si opera in un territorio a bassissima densità abitativa (il Cadore costituisce il 7% del territorio veneto con soli 40.000 abitanti) con una media d’età della popolazione che è la più elevata sia della provincia che della Regione.

Di questa attenzione non c’è traccia, se non parziale, nelle varie riforme che si sono succedute negli ultimi vent’anni in cui prima ci è stata tolta la divisione di chirurgia, poi la medicina, declassando così la nostra struttura ad un secondo livello, non più per acuti e con servizi minimi ma indispensabili e servizi ambulatoriali , purtroppo, quasi mai garantiti con diligenza e puntualità.

Questo ci spinse nel 2002/2003 ad impugnare presso il T.A.R. prima e in Consiglio di Stato poi, le schede di dotazione ospedaliera scaturite dalla Delibera 323 e in ambedue i casi le sentenze sono state favorevoli a questo Comune. Francamente non è servito a molto se non ad una ridiscussione delle schede riguardanti Auronzo in cui comunque qualcosa si è ottenuto:

• Il punto di primo intervento previsto nelle 24 ore

• Il mantenimento del reparto di Alcologia

• Cosa più importante la creazione sperimentale dell’ospedale di comunità, anziché di Day Hospital che non sarebbe mai stato attivato (come la divisione di riabilitazione) con funzioni di ricovero per post-acuti e persone in condizioni critiche che ha una occupazione di posti letto quasi totale.

• L’esenzione del ticket per i pazienti del Country Hospital.

Oggi ci riesce difficile pensare che i tagli previsti possano prevedere la soppressione di due reparti che funzionano con la totale occupazione dei posti disponibili: il Country Hospital rappresenta una economia per l’ULSS, considerati i bassi costi sanitari che comporta, e l’unità operativa di Alcologia e tossicodipendenze, sempre all’avanguardia, produce un utile per l’azienda considerato che gli utenti provengono nella maggior parte dei casi da altre ULSS.

Punti di forza quindi e non di debolezza!

Conveniamo quindi, come enunciato in Consiglio Comunale, sulla necessità di un intervento chiarificatore e su un’azione decisa per mantenere queste strutture sanitarie che potrebbero, con grande facilità e senza un’analisi adeguata, essere soppresse o dirottate altrove e sulla necessità di garantire tutti quei servizi ambulatoriali, di diagnostica, riabilitativi e soprattutto il P.P.I. che costituiscono l’unica e vera risposta sanitaria rimasta nel territorio.

Riteniamo opportuno – dichiarano Tatiana Pais Becher e Walter Antoniol –  fare presente i ricorsi vinti in precedenza e disattesi dall’ULSS e dalla Regione, come monito che non si intende rinunciare ad un livello minimo di assistenza sanitaria nelle zone periferiche e su questo appoggeremo ogni azione che l’Amministrazione o i cittadini intenderanno mettere in atto contro ulteriori ipotesi di chiusura o di ridimensionamento.

E’ urgente e indispensabile istituire subito un tavolo politico e tecnico con i Consiglieri Regionali della provincia, il Direttore dell’ULSS, i Sindaci compreso quello del capoluogo di Provincia, in qualità di Presidente della conferenza dei Sindaci atto ad individuare, con concertazione, le possibili economie, gli sprechi e le inefficienze che non sono certo tollerabili in questo settore ma anche le necessità socio-sanitarie del territorio e i costi sociali che le popolazioni del Cadore e Comelico devono sostenere a fronte di scelte ingiustificate.

Sarebbe altresì opportuno che chi si candida alle prossime elezioni politiche assuma fin d’ora una precisa posizione su un argomento così fondamentale considerato che nulla di certo trapelerà prima delle elezioni da parte della Regione Veneto”.

 

 

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3 comments
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  1. […] Vai alla fonte […]

  2. Il Veneto e’una Regione in Project Financing,cosme per le infrastrutture anche per la costruzione di nuovi ospedali si sta adottando quasto sistema fallimentare che nei prossimi anni ci costera’altri 200 miliardi di debito pubblico non contabilizzato in quello nazionale ma bensi’occultati nelle pieghe dei bilanci degli enti locali. Nella sanita’il Project funziona in questo modo: privati che investono nella costruzione chiedendo in cambio la gestione dei servizi, e vincoli che procurino loro rischio 0,questo comporta servizi scadenti e costi radoppiati nella gestione che vanno a ricadere sul pubblico cioe’noi cittadini. L’emblema di questo sistema fallimentare e’l’Ospedale all ‘angelo di Mestre che oltre ai costi esorbitanti della struttura con un metodo dicalcoli resi quasi indecifrabili l’ulss 12 paghera’una cifra al di sopra dei 50 milioni di euro annui per 23 anni e i l costo di gestione alla regione sarebbe costato 21 milioni di euro annui con il project siamo pasati a 44 senza parlare dei disservizi (esempio dati i metodi di costruzione per pulire le vetrate dell’ospedale si deve ricorrere all’intervento dei vigili del fuoco con i loro mezzi).Tutto cio’comporta un forte guadagno per le aziende del tondino e del cemento asservite alla politica e una ricaduta sul cittadino con tagli ad interi reparti, servizi,personale ecc. Nono stante tutto la volonta’politica della regione Veneto persegue l’opera di distruzione dei beni comuni a voi trarre le conclusioni

  3. E cosa pensa di fare auronzo per impedirlo?

    L’amministrazione non ha neppure il coraggio di fare un referendum, figuriamo difendere un ospedale.