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Analisi di un referendum * di Tomaso Pettazzi

Feb 16th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Riflettore
Tomaso Pettazzi

Tomaso Pettazzi

Il quorum ai referendum non è stato raggiunto, ma la lezione è certamente servita. Lasciando la valutazione dei dati ad altro momento, credo sia utile ribadire un aspetto interessante del post voto. V’era stata un’opposizione iniziale dei soliti tre moschettieri a Venezia, affiancati da un paio di benpensanti autoreferenti a Belluno e Feltre, culminata addirittura con il pesante epiteto “schizofrenici” rivolto da Reolon ai giovani dei Comitati referendari. Ne era seguito un incontro, ambiguo a dir poco, dove, alla presenza del D’Artagnan romano, con lo scopo dichiarato di voler mantenere l’unità provinciale, si giungeva invece alla condanna, tout court, dello strumento referendario. E in questo incontro s’è voluto coinvolgere le Associazioni di categoria, i partiti, i Sindaci e chi più ne ha più ne metta. Il risultato s’è visto subito: pochi partecipanti, dietro front dello stesso Bond e di Toscani (con risibili spiegazioni), vistosi vuoti tra le Associazioni, mancata sottoscrizione dell’appello di gran parte dei Sindaci. Insomma un fallimento completo.

A risultato acclarato, le acque si sono ulteriormente pacificate. Nessuna dichiarazione baldanzosa verso i promotori, a parte, alle solite, quella di Perenzin, Sindaco di Feltre.

Nessun vae victis (ricordate Brenno al sacco di Roma?), nemmeno un rimbrotto, che so, un pizzicotto ai giovani referendari giocherelloni, dissipatori di sostanze comunali. Anzi, dichiarazioni di comprensione, inviti alla collaborazione e all’unità. La superiorità, la bontà del vincitore, direte voi, quasi una pacificazione come a guerra civile terminata nel ’45.

Macché: il fatto è che lorsignori non sono stupidi, anzi. Ed hanno subito analizzato in modo serio i dati scaturiti dalle urne e, contrariamente a quanto si leggeva nei titoli frettolosamente apparsi sui giornali, che parlavano di fallimento dei sette referendum del 10 febbraio, si sono tragicamente (per loro) accorti che ne è scaturito chiaramente un nuovo scenario politico, che lascia i rispettivi partiti di appartenenza in tragica minoranza rispetto ad un profondo e radicato sentire di gran parte della popolazione.

Cittadini che nonostante l’inverno sono andati a votare in gran numero,con l’appoggio sentito di molti loro Sindaci. Questa è la verità con cui ci si deve confrontare, e a maggior ragione al prossimo appuntamento di aprile di Taibon e Pieve di Cadore. Perché una cosa è certa: quei Comitati faranno tesoro dell’inesperienza evidenziata in questa prima tornata.

E in quell’occasione i Cittadini non si faranno ammaliare dalle lusinghe ora proposte dai nostri ex rappresentanti, anche alla luce dei continui tagli che penalizzano il nostro territorio. Invece che contrastare la volontà popolare, essi farebbero bene ad attivarsi per le realizzazione di quanto scritto nel nuovo Statuto della Regione veneto all’art. 15: specificità e risorse per il Bellunese. Tutto il resto è aria fritta.

Tomaso Pettazzi

 

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7 comments
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  1. Petazzi diciamo la verità avete fatto un flop pauroso, una figura da cioccolatini.
    prima difendete la provincia di belluno, poi fate i referendum per andarvene. geniali. la gente non è stupida come pensate.

  2. Anche questa è un’opinione. Chiedo solo, come detto all’inizio, di attendere i dati ufficiali e saperne leggere le implicazioni. Magari con volontà di comprensione, lasciando perdere il solito sentimento autolesionistico, ipercritico e vuoto per quanto concerne proposte.

  3. Invece è un successo. Che c’entrano i Brasiliani o quelli che vivono in Australia?

    su 5 comuni i residenti hanno votato SI: studia parser.

  4. Sig.Petazzi, visto e considerato che il Bard vuol essere un movimento popolare che difende il territorio bellunese ed i bellunesi, un po’ di trasparenza non guasterebbe. Pertanto potrebbe per cortesia rispondere ad alcune domande:
    1) Il Bard è un movimento, un’associazione profit o no profit o un partito?
    2) Per quale motivo sul vs sito non è possibile visualizzare lo statuto? Perché non lo pubblicate?
    3) A quanto ammontano e da chi provengono le donazioni ricevute con bonifico bancario, carta di credito e paypal nel 2011, 2012 e 2013?
    4) Come sono state utilizzate le donazioni ricevute nel 2011, 2012 e 2013?
    5) A quanto ammontano i proventi derivanti dai tesseramenti nel 2011, 2012 e 2013?
    6) Come sono stati utilizzati i proventi del tesseramento nel 2011, 2012 e 2013?
    7) E’ possibile consultare i bilanci della vs associazione profit o no profit, movimento o partito relativamente agli anni 2011, 2012 e 2013?
    8)Chi sono i rappresentanti legali della vs associazione profit o no profit, movimento o partito? E come e da chi sono stati eletti o nominati?
    9) I vs attuali rappresentanti percepiscono rimborsi spesa o compensi per l’attività politica svolta?
    Grazie

  5. @ Francesco: ti accontenti di poco!

  6. @Trasparenzapolitica. La ringrazio per darmi l’opportunità di far conoscere maggiormente il nostro Movimento. Entro il prossimo mese di marzo terremo il nostro primo Congresso ed in quell’occasione, in qualità di tesoriere, relazionerò su tutte le domande da Lei poste. Per ora credo basti quanto segue:
    1) Bard è acronimo di Belluno Autonoma Regione Dolomiti, Associazione/Movimento politico senza fini di lucro.
    2) Non c’è nessun motivo preciso, semplicemente non è stato riportato. Ho avvisato chi fa la manutenzione perché lo metta in evidenza. Grazie per averlo ricordato.
    3) Le entrate sono di due tipi: i versamenti per tesseramento da parte di circa 600 soci (anno 2012) per circa 7.000€ e i versamenti a sostegno del ricorso promosso dal Bard al Tar del Veneto, e quindi del Lazio, contro l’impossibilità di votare per il rinnovo del Consiglio provinciale lo scorso maggio, per circa 5.500€.
    4) Il Bard è stato fondato il 28 gennaio 2012, quindi si tratta solo di quanto riportato al punto 3. In sintesi: 5.500€ di acconti allo studio Rizzardi e ai Professori dell’Università di Padova per la stesura e presentazione del ricorso menzionato, e 1.500€ di spese per redazione Statuto con relativi bolli; per occupazione suolo pubblico o rimborsi sale in occasione di numerosi incontri con le Collettività nelle varie vallate bellunesi; in tre occasioni per pranzi offerti ai professori di cui sopra e ad ospiti Trentini e Sudtirolesi, qui giunti su nostra richiesta per relazionare sulla loro esperienza autonomista.
    5) Vedi punto 3.
    6) Vedi punto 4
    7) Vedi incipit
    8) L’associazione, in attesa del Congresso di cui sopra, è retta, ai sensi dell’art. 6 dell’Atto costitutivo del Movimento, dai soci fondatori. Essi sono gli stessi riportati nel nostro sito alla voce “Elenco referenti per il tesseramento al Bard (in alto a destra).
    9) Grazie mille per la domanda specifica. I nostri rappresentanti non ricevono alcun compenso, né alcun rimborso spesa. Aggiungo orgogliosamente che per le decine di incontri svolti sul territorio, durante i quali abbiamo incontrato migliaia di Cittadini, noi tutti abbiamo percorso migliaia di chilometri coi nostri mezzi ed abbiamo pasteggiato provvedendo a ciò con le sole nostre disponibilità personali. Abbiamo però avuto eccezionali compensi in termini di solidarietà, fiducia, sostegno ed incitamento a proseguire da parte di tutti coloro che ci hanno ascoltato. Questo ci è sufficiente per continuare la nostra missione.

    Concludo specificando che il ricorso al Tar, il cui costo preventivato è di circa 18.000€, è stato sottoscritto da 19 cittadini, che io definisco di buona volontà, in gran parte aderenti al Movimento, ma pure da esponenti di vari partiti, tra cui Sergio Reolon, Diego Vello, Lidia Maoret, l’ex sindaco di Belluno Antonio Prade (che si è distinto per un congruo versamento a sostegno, doveroso riconoscimento), Oscar De Bona, Angelo Levis, Max Pachner. Inoltre i versamenti a sostegno sono provenuti da vari Consigli comunali, Comunità Montane, Associazioni ladine, semplici Cittadini. Si sono invece distinti per l’assenza i nostri deputati e senatori (volutamente con la minuscola). Con ciò intendo ribadire la trasversalità che da sempre contraddistingue il nostro operato, volto solo alla salvezza del nostro magnifico territorio.

    Infine non posso fare a meno di notare, caro interlocutore, come Lei abbia saputo scegliere uno pseudonimo (trasparenzapolitica) che è un vero ossimoro (rimando per il significato al Devoto- Oli) con l’anonimato dietro il quale si cela. Ma non gliene faccio una colpa: come diceva il Manzoni “il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”.
    Cordiali saluti
    Tomaso Pettazzi

  7. Già c’è c’è , caro B – trasparenza politica (poca la sua molta la nostra ben sintetizzata da Tomaso) già che .’è dicevo, se vuole fare un salto in banca e farsi dare l’estratto conto del BARD , per sua maggior sicurezza, potrebbe approfittarne per versarci qualche soldino, ci sono sempre utili, per la causa ovviamente che come ha potuto vedere comporta spese che gravano su di noi personalmente e delle quali stia certo risponderemo fino all’ultimo centesimo. Grazie!