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Referendum Comuni bellunesi, mancato quorum. Reolon: “E’ la dimostrazione che era sbagliato insistere su questa strada. Ora tenere unita la provincia, riconoscimento della specificità e risorse certe”

Feb 11th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Sergio Reolon

Sergio Reolon

“Il mancato raggiungimento del quorum in tutti Comuni in cui si è votato, conferma che è stato un errore continuare a percorrere una strada che era da ritenersi da tempo chiusa. I primi referendum hanno avuto l’effetto di proporre con forza il problema drammatico della difficoltà in cui versa la Provincia di Belluno, della disattenzione nei suoi confronti da parte della Regione e dello Stato e delle disparità di cui è vittima rispetto alle realtà confinanti”.

A dirlo il consigliere regionale bellunese del Pd, Sergio Reolon, alla luce dell’esito del referendum tenutosi in alcuni Comuni bellunesi per passare alle Regioni confinanti.

“I cittadini che hanno comunque partecipato sono il segno della necessità che rimane di affrontare con decisione il problema della autonomia della Provincia di Belluno e di una vera politica per la montagna. A quei cittadini va il riconoscimento per aver sostenuto fino in fondo una battaglia in cui hanno creduto”.

“Ora – conclude Reolon – si conferma la necessità di tenere unita la Provincia, di salvaguardare la sua esistenza, di riconoscerne fino in fondo la specificità, in primo luogo attraverso l’attuazione dell’articolo 15 dello Statuto. Il tutto ponendo con forza al prossimo governo l’esigenza di dare competenze e risorse certe alle Province montane”.

 

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33 comments
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  1. “A quei cittadini va il riconoscimento per aver sostenuto fino in fondo una battaglia in cui hanno creduto”.
    Pochi giorni fa li aveva definiti “schizofrenici”.
    Lascio ogni giudizio a chi legge.

  2. Reolon, come sempre, coerente con la propria formazione marxista (nonostante i giri di valzer un poco di qua e un poco di là) rivolta la frittata e ci fa sapere che quando li appoggiava lui, i referenda erano cosa buona, mentre i referenda “degli altri” sono sbagliati. La verità è che la stagione referendaria è iniziata quando Reolon, strumentalmente, appoggiò il referendum di Lamon. A ben vedere, dunque, Reolon e Petazzi, pur se in tempi diversi, hanno cavalcato i referemda e adesso entrambi sono rimasti con un pugno di mosche. Cosa farà, da domani, Petazzi senza referendum? E Reolon? Cosa farà Reolon? Ah si, l’autonomia della Provincia….
    Roba da matti …..

  3. se i primi referendum “hanno avuto l’effetto di proporre con forza il problema drammatico della difficoltà in cui versa la Provincia di Belluno”, questi sono stati promossi proprio perché a distanza di tempo nulla è stato fatto per risolvere il problema. E non è stato affatto divertente. Non è stato divertente dover chiedere ai nostri paesani di pronunciarsi con un sì o con un no ad una richiesta categorica di passaggio di regione, spiegando che era l’unica possibile e legale. Avrebbero votato più che convinti per una regione Dolomiti, e non riuscivano ad accettare il fatto che non si poteva fare. Ma la sfiducia verso la politica a tutti i livelli è la cosa che più mi ha colpito. “Non serve a niente, sono anni che ci promettono di tutto, sono tutti uguali, non ne voglio più sapere. Vergogna. Queste affermazioni sono diffusissime e il fatto che ci siano state tante persone che nonostante tutto sono andate a votare, significa che le nostre comunità sono ancora vive . Adesso tutti a lavorare per questa montagna. Meritiamo di meglio di quello che abbiamo avuto fino adesso

  4. La risposta piena di orgoglio di Marisa Tibolla basterebbe per zittire la sufficenza di chi insiste a dare lezioni dal basso del proprio anonimato. Ma provo egualmente ad aggiungere qualcosa. Innanzitutto noto nel suo argomentare il gusto, decisamente masochistico, di chi gode nel vedere naufragare un tentativo disperato, ma a maggior ragione generoso, di chi prova anche l’impossibile per raggiungere un nobile scopo. Probabilmente Aldebaran, dall’alto e dalla distanza siderale cui si pone dai nostri giovani referendari, non riesce, né mai ci riuscirà, a cogliere i problemi che essi pongono urgentemente a noi tutti. Dico noi tutti, non solo i politici bellunesi, siano essi a Venezia come a Roma. A noi tutti, anche se taluni si considerano superiori e depositari del verbo divino. Proponessero qualcosa, invece che demolire e basta, darebbero un senso al loro esistere.
    Sono gli stessi giovani che hanno combattuto, e combatteranno, per il mantenimento dei presidi ospedalieri in Agordino e Cadore.
    Sono gli stessi giovani che hanno partecipato alla marcia del 24 ottobre a Belluno, con in testa il nostro Vescovo.
    Sono gli stessi giovani che hanno fatto in modo che essa avesse un carattere unitario, giungendo da ogni vallata, accendendo le fiaccole su decine di cime dolomitiche, portando orgogliosamente gli striscioni coi nomi dei loro paesi che amano e che desiderano vengano mantenuti in vita.
    Sono quei giovani che io e il Bard abbiamo incontrato, conosciuto ed apprezzato nelle decine di incontri organizzati nelle nostre Vallate e che che ci danno la forza di perseverare nella battaglia per la salvezza del nostro meraviglioso territorio, nonostante Adebaran ed altri inetti, capaci solamente di disprezzare chi si dedica senza nulla chiedere, lo tenga bene a mente, al bene comune.
    Non si preoccupi per me, Aldebaran, domani avrò ancora molto da fare, anzi, ancor più di oggi, e con maggior impegno che mai.
    E quanto riusciremo ad ottenere varrà anche per lui.
    E sarò in buona compagnia

  5. I si del referendum, 30 – 46 % sugli aventi diritto al voto, sono comunque di piú del 30% sugli effettivi votanti che penderà il Pd alle prossime elezioni. É un grave errore politico liquidare questo risultato come un problema da archiviare…

  6. DIMETTITI REOLON! NO TE HA FAT UN TUBO FIN ADES!
    A CASA!

  7. Auto critica Nic, da parte di tutti. Perchè il referendum non ha vinto? Chiediti questo. Altrimenti i referendari sono come i partiti, non ascoltano la gente. E non ammettono i propri errori, che di errori ce ne sono stati tanti purtroppo.

  8. Che risultati ha portato a casa da venezia reolon?

    Si dimetta allora.

  9. Sì, Andrea ha ragione. Perché in nessuno dei sette comuni non è stato raggiunto il quorum?

  10. Perchè ci sono gli AIRE, siete capaci di leggere i dati?

    Arsiè ha il 45% dei votanti in Brasile.

    I residenti hanno votato SI al 61%

    Sveglia.

  11. Arsiè avrà pure il 45% dei votanti in Brasile, ma il restante 55% dei votanti perché non è andato a votare in massa?

  12. Che dire degli altri piccoli comuni? Che dire di Feltre?

  13. Forse perché sono schifati da qualsiasi cosa che assomigli lontanamente alla politica? Forse hanno messo queste votazioni nel calderone del Bim, della provincia commissariata e delle promesse fatte a tutti i livelli e mai mantenute? Forse perché la frana che ci sta trascinando a valle sembra inarrestabile? Venite a vedere e chiedete in giro voi che credete di sapere

  14. L’essere “schifati” non è una motivazione valida per non partecipare ad un referendum essenzialmente di protesta.

  15. Lino, setu bon de usar la calcolatrice? Ad Arsiè ha votato il 61% dei residenti ed ha votato SI oltre il 94%

  16. Questo vale anche ovviamente per gli altri 4 Agordini.

    Feltre caso a parte. Feltre pancia piena e sindaco contrario. Ora si arrangino.

  17. Nick, il quorum non si calcola sui residenti!

  18. Ma gli AIRE erano previsti anche a Lamon e dalle altre parti dove il referendum è passato, no?
    Che scusa è questa?

  19. Appunto! Gli AIRE sono stati conteggiati anche a Lamon, Sovramonte, etc…

  20. Ma quelli di Lamon erano in Svizzera e sono tornati. Chi porta i Brasiliani? Una nave da crociera?

    Quelli di Cesiomaggiore sono 1200!

  21. Nick, lo si sapeva!

  22. Sveglia!
    I residenti hanno votato a maggioranza in 5 comuni su 7!

    Cesiomaggiore è in parità.
    A Feltre dormono aspettando la catastrofe.

  23. Ma siete tutti cerebrolesi? possono essere anche il 100% che vanno a votare ma se non sussiste un ok da parte della regione e, soprattutto, da parte del governo centrale non serve un cazzo! Siccome non sussiste la volontà, ne a livello regionale, ne a livello nazionale, con il referendum ci si può pulire il culo. E’ come quel cXXXe di monti che dice che la prima cosa che farà sarà dimezzare i parlamentari. Sveglia! Quella è norma costituzionale e solo il parlamento (non so se deve anche farlo con la maggioranza dei 2/3) può esprimersi. E’ come, altro cXXXXe, Reolon con la specificità. Con la specificità ci puliamo il culo perchè senza quattrini (e non è previsto da nessuna parte che siano stanziati) non serve a nulla.

  24. Nick, nessun comune ha raggiunto il quorum! P.S. Mirco, un linguaggio un po’ più forbito no, eh?

  25. Questi referendum non sono “essenzialmente” di protesta. Contenevano una proposta ben chiara . Ed era l’unica possibile dopo che la Corte Costituzionale aveva dato parere negativo allo svolgimento del referendum provinciale. Perché lo scopo non è più protestare, ma fare tutto quanto è possibile perché la montagna abbia politiche specifiche. Soprattutto in assenza di soluzioni concrete da parte delle istituzioni. E quanto all’essere schifati o se volete, disgustati è il motivo principale della sfiducia che c’è in questo Paese .C’è chi reagisce a questo sporcandosi le mani, chi le tiene in tasca,e chi dice che “ci vuole ben altro”

  26. Mirco: non è vero. Nello statuto c’è scritto chiaramente che la specificità è finanziaria e regolamentare. Cioè schei.

  27. Lino, lei sembra proprio non avere le basi di matematica o vuole ad ogni costo non capire l’evidenza politica del voto.

    Se lo faccia spiegare, le conviene.

  28. Andreas Hofer: il quorum è stato forse raggiunto?

  29. Lino, dai. Se ti sforzi un pò ci arrivi, sono sicuro.

  30. Non mi piace il tuo umorismo. Il quorum non è stato raggiunto. Questa tornata referendaria è stata un fallimento. Punto.

  31. Lino ha ragione. l risultato che si voleva raggiungere era il quorum. Non è stato raggiunto e quindi è stata una sconfitta. Aggiungo che per fare delle considerazioni valide, propongo di attendere le prossime politiche, così vedremo anche in quel caso le percentuali e faremo confronti.
    E se di sconfitta si tratta, non ci piangeremo addosso, ma ne faremo tesoro per il futuro.
    E’ pur vero comunque, e chiedo a Lino di considerarlo, che il confronto con Lamon non regge per molti fattori. Quella volta il referendum si tenne distante dalle elezioni politiche ed in una stagione più “dolce”.
    Inoltre, come dice Nick, in quell’occasione gli emigranti giunsero dalla Svizzera. Stavolta la gran parte doveva partire dal Sudamerica e questo, non dimentichiamolo, è un anno di crisi.
    Non sono a Belluno e non ho sottomano tutti i dati, ma mi sembra che a fronte di circa 33000 aventi diritto, depurati degli iscritti all “aire” (7000), quasi 12000 siano andati a votare e l’assoluta maggioranza si sia espressa per il si. E infine faccio notare come di questo si siano accorti anche le “volpi” nostrane, siano essi politici che “benpensanti” autoreferenti, che si sono espressi nei confronti degli organizzatori e dei votanti con termini molto più suadenti ed educati che il primitivo “schizofrenici” di reoliana coniatura.
    Essi forse sperano di accalappiarsi i favori di chi ha sfidato gli inviti al non voto riconoscendo invece il disegno dei giovani referendari accomunati tutti nell’idea della Regione Dolomiti.
    Come qualcuno ha detto degli Italiani, essi “non si faranno più abbindolare”.

  32. @Tomaso ha ragione a dire “Essi forse sperano di accalappiarsi i favori…” così come è stato per la manifestazione di ottobre. Quel 30% e oltre di aventi diritto che hanno detto si, valgono di più dei loro simboli di partito! e quindi se vogliono accalappiare lo facciano pure!
    Di buono c’è proprio che molti bellunesi non dicono più “và a venezia o a roma par portar qua quatro schei” firmandogli una delega in bianco. Il messaggio del popolo è chiaro sta a loro rappresentarlo e sostenerlo se vogliono ancora contare qualcosa.

  33. Per Feltre poi aggiungo che i “si” sono stati, se non ricordo male, più del consenso personale avuto dal Sindaco Perenzin in occasione della sua elezione.
    Se le cose stanno così, un magro risultato per chi s’era pronunciato contro il referendum.