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L’epidemia silenziosa del cancro nel Bellunese. Laura Vidalino: “Il Feltrino è una zona dove l’incidenza è maggiore e la politica dovrà farsi carico di questo nelle scelte sanitarie”

Feb 10th, 2013 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina

gruppo divulgazione scientifica 1L’analisi dei dati del Registro dei tumori del Veneto relativi alla provincia di Belluno nel periodo 2001-2005 su una popolazione di 209.550 (censimento 2011) rivela che la popolazione bellunese presenta una incidenza statisticamente superiore a quella della popolazione veneta. Nei maschi i tumori più frequenti sono quelli della cavità orale, esofago, fegato e pancreas. Nelle femmine, invece, i tumori interessano il colon retto, fegato, polmoni e melanomi della pelle.

Lo ha detto Laura Vidalino, relatrice alla conferenza dal titolo «L’epidemia silenziosa del cancro nel territorio bellunese» che si è tenuta sabato sera alla Sala Bianchi, organizzata dal Gruppo divulgazione scientifica Dolomiti.

Entrando più nel dettaglio, si osserva che nel Feltrino (Ulss n.2) l’incidenza dei tumori è superiore che nel Bellunese e nel resto del Veneto. A Cortina d’Ampezzo il fenomeno è in decrescita nella popolazione maschile. Mentre a Fonzaso e Lamon i tumori sono in aumento. Per quanto riguarda la popolazione maschile, nella parte bassa della provincia e nel Feltrino c’è l’incidenza più alta di tumori all’esofago, allo stomaco e al colon retto. Soprattutto nel Feltrino vi sono maggiori casi di tumore alla prostata e al rene.

Nella popolazione femminile le differenze sono più contenute. Ma è sempre nel Feltrino che si registra l’incidenza maggiore di tumori. I tumori alla cavità orale colpiscono in modo particolare le donne del Feltrino, Bellunese e Alpago. I tumori all’esofago il Feltrino e il Comelico. I tumori allo stomaco e al colon retto nel basso bellunese e Feltrino. I tumori al fegato e le epatiti B e C sono più diffusi nella parte alta della provincia. I tumori all’utero e al rene la maggiore incidenza si trova nell’Alpago.

«Non vi è dubbio – ha detto la relatrice – che i fattori ambientali, come la presenza di industrie, e l’alimentazione incidano sull’insorgenza dei tumori. Il Feltrino è una zona dove l’incidenza è maggiore e la politica dovrà farsi carico di questo nelle scelte sanitarie.

Per quanto riguarda i dati relativi al periodo 2006-2012 – ha precisato la dottoressa Vidalino – sono in lavorazione, ma è possibile delineare il trend futuro.

Nella popolazione maschile di Belluno (Ulss n.1) i casi sono in diminuzione, mentre nel Feltrino (Ulss n.2) la situazione è stabile. Più colpite la cavità orale, esofago, fegato e pancreas.

Nelle femmine il trend è in aumento a Belluno e stabile a Feltre. Le sedi più colpite sono il fegato, i polmoni e il melanoma della pelle».

«Lo svilupparsi del cancro – ha concluso Laura Vidalino – dipende da molteplici fattori legati alla genetica dell’individuo, all’ambiente e allo stile di vita. Si è osservato, ad esempio che nella comunità dei Mormoni la cui religione vieta alcol, caffè, e promiscuità sessuale, l’incidenza dei tumori è minore che nel resto della popolazione americana. Mentre gli immigrati dall’Africa subsahariana aumentano il rischio tumore rispetto a coloro che vivono in Africa». (rdn)

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3 comments
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  1. ma i candidati per le elezioni, i politici i sindaci che sono i massimi responsabili della salute dei cittadini NON DICONO O FANNO NULLA?????????????????

  2. Brava Laura quello che tu hai detto dovrebbe smuovere un po i politici bellunesi che in realtà per la salute dei cittadini bellunesi fanno poco o nulla importante per loro è la busta paga abbondante.

  3. Arrivo con qualche mese di ritardo per dire che dare la colpa ai politici e’ lo sport nazionale.
    Quei politici sono li perche’ gli italiani li hanno votati e perche’ non si chiedono che mondo vogliono. Parlando di tumori ci si deve rivolgere a se’ stessi. I modelli di sviluppo, di produzione e di consumo sono responsabili della modificazione dell’ambiente che e’ alla base della recrudescenza dei tumori.
    Perche’ si concepisce la liberta’ individuale in contrapposizione alla liberta’ che deriva da una pianificazione della struttura sociale e produttiva? Voglio il trasporto privato e non quello pubblico? Voglio denaro in cambio di sicurezze (il denaro fa’ diventare a critici)? Accetto la fascinazione dei prodotti rispetto alla semplicita’ e al buon senso? Perche’ il lavoro e’ stato organizzato sulla base dell’utile individuale e non sulla base dell’utile sociale? Perche’ dover lavorare a Roma se abito a MIlano? Accetto che l’estetica moderna basata sull’artificiale sia dominante? Perche’ ad un vivere piu’ possibile naturale si e’ sostituita un’insana e dannosa occupazione dello spazio? Che ce ne facciamo di 3 case a testa quando ne usiamo 1 per volta? Perche’ non sono state fatte colonie e i villaggi in cui il consumo degli spazi e delle risorse viene ottimizzato? Perche’ mettere davanti l’utile individuale derivato dalla produzione alla salute? Spiegatemi il motivo perche’ io mi devo mangiare il peperone che viene prodotto in tutte le parti del mondo e non mangero’ mai quello che viene prodotto a 100 metri da casa mia. Tutto ha un costo.

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