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Il Dellai che abbiamo perso. Lettera aperta di Sergio Reolon a Lorenzo Dellai

Feb 9th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Sergio Reolon

Sergio Reolon

Da Presidente della Provincia di Belluno ho sempre avuto un ottimo e proficuo rapporto con Lorenzo Dellai: Lorenzo il Magnifico, lo chiamavano a Trento. Per me un punto di riferimento importante, l’alleato della Provincia accanto che, a differenza nostra, disponeva di mezzi e strumenti molto più potenti per governare con sapienza ed efficacia un territorio montano cosi simile eppure cosi diverso dalla Provincia di Belluno.

Abbiamo lavorato bene insieme, nonostante le diversità e relative difficoltà amministrative, dimostrando che è possibile un’alleanza orizzontale tra territori montani. Il riconoscimento Dolomiti Unesco ne è un esempio. Ma è anche l’emblema di quello che avrebbe potuto essere il germe di una piattaforma territoriale che si allargasse a tutto l’arco alpino. Ho sempre creduto in lui come l’unico che avesse la possibilità (stante il suo ruolo) di coalizzare le forze della montagna e promuovere un grande progetto per le Alpi a partire dall’esperienza della Provincia Autonoma di Trento.

Mi sveglio una mattina di febbraio e mi trovo davanti un lattiginoso “Promemoria per un futuro di sviluppo e vivibilità dei territori montani, come espressione distintiva dell’Italia” a firma di Lorenzo Dellai. Ora, riconosco che stiamo vivendo una delle più complesse e contorte, e al tempo stesso vuote, campagne elettorali dal dopoguerra. Ma che, in questo orrendo vuoto di idee, l’alleato della porta accanto infili una serie di banalità sulla montagna che avrebbe potuto scrivere chiunque, questo mi getta in un profondo sconcerto.

Dov’è la proposta politica? Quali sono le prospettive, la progettualità per il sistema territoriale montano nel suo insieme? Nessun accenno al futuro delle Province, ne tantomeno, alla necessità di riconoscere le Province Speciali Montane accanto alle Province Autonome di Trento e Bolzano. Veramente Dellai pensa che la difesa delle autonomie di Trento e Bolzano sia credibile se non si affronta il tema dell’intero arco alpino? Nemmeno nessun accenno ad una strategia macro regionale alpina che l’Europa dovrebbe assumere considerando che il futuro non sarà fatto dalle regioni di carattere amministrativo come noi le conosciamo (strutture burocratiche senza più ruolo ed identità), bensì da regioni funzionali, cioè da aree omogenee che mettono insieme le politiche per competere nel mondo. Le funamboliche acrobazie per proporsi a livello nazionale insieme a illustri rappresentanti del governo più centralista che l’Italia repubblicana abbia mai conosciuto mostrano qui tutta la loro vacuità. Hanno i piedi d’argilla. I frequenti, eppure blandi riferimenti alle autonomie di Trento e Bolzano non scontentano nessuno ma non serviranno né a salvarle dallo tsunami dei tagli lineari né saranno di alcun aiuto ai territori montani confinanti. Quali risposte può mai contenere un siffatto, sterile promemoria al grido dei comuni referendari?

Sono in politica da tanti anni e, naturalmente, ne conosco bene i meccanismi. Ma, purtroppo o per fortuna, non ho mai accettato di piegare le mie radicate, a volte persino ostinate, convinzioni alle opportunità del momento.

Mi auguro soltanto che, nell’esercitare il loro diritto di voto, i cittadini e le cittadine della montagna non si facciano ammaliare anche questa volta. Non dalle lusinghe delle promesse inattuabili, dei populisti di vario genere, ma nemmeno dalla mite mostruosità di impraticabili compromessi che possono solo partorire ulteriore marginalità.

Sergio Reolon

Consigliere Regionale del Veneto

 

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2 comments
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  1. Reolon parla senza aver acoltato la conferenza stampa.
    “Grido dei comitati referendari”?
    Reolon, quando mai sei andato ad ascoltarli?
    Un pò di pudore, per favore.

  2. Ho inviato un commento a questo articolo che spero sarà pubblicato perchè il livello toccato da Sergio Reolon è veramante basso. Che tristezza…