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Sanzionata per irregolarità la discoteca Shadow

Gen 30th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Inaugurata lo scorso settembre, è stata temporaneamente sospesa l’attività e sanzionata per irregolarità la discoteca Shadow in via Vecellio a Belluno, su intervento della polizia, vigili del fuoco ed ispettori del lavoro.

Nello scorso weekend è stato effettuato, su disposizione del Questore di Belluno, un servizio coordinato di controlli finalizzato al contrasto del fenomeno dell’alcolismo fra i giovani, alla verifica delle condizioni di sicurezza nei locali pubblici e all’emersione del lavoro nero, organizzato dalla Divisione di Polizia Amministrativa con la partecipazione della Squadra Mobile e delle Volanti della Questura unitamente ai Vigili del Fuoco e agli Ispettori del lavoro della Direzione Territoriale di Belluno e dell’Inps.

Nel corso dei controlli sono emerse diverse irregolarità all’interno della discoteca “Shadow”, frequentata da giovani tra i 16 e i 20 anni.

Il personale della Questura ha accertato la regolare conduzione dell’attività di somministrazione di bevande agli avventori, in prevalenza minori , comunque maggiori di sedici anni, rilevando tuttavia la mancata esposizione della licenza di somministrazione di bevande in violazione del Regolamento delle leggi di Pubblica Sicurezza.

Sotto il profilo della sicurezza sono emerse diverse irregolarità, quali la mancanza di un responsabile della sicurezza, l’indebita presenza di un riscaldatore a gas e la mancata revisione degli estintori, pur tuttavia carichi e funzionanti. Ripristinate immediatamente le condizioni di sicurezza, adesso le suddette violazioni sono al vaglio del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco per i seguiti di competenza, nonché l’eventuale interessamento della Commissione sui Pubblici Spettacoli sulla permanenza dei requisiti dei locali.

Inoltre, dalle verifiche sulla posizione retributiva e contributiva del personale impiegato nel corso della serata è emersa la presenza di un deejay non regolarmente assunto. Trattandosi di un’aliquota pari al venti per cento del totale dei lavoratori presenti, gli Ispettori del lavoro hanno disposto la sospensione dell’attività. Questa potrà riprendere soltanto previo pagamento di una somma di € 1.500, ferma restando la maxisanzione amministrativa che verrà successivamente irrogata dalla Direzione territoriale del lavoro.

 

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8 comments
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  1. Grandi eroi insomma. Già cè poco movimento a Belluno, poi vanno a rompere i ……. anche nei locali.
    Come a loro fregasse qualcosa dell’alcolismo giovanile. Ricordo che lo Stato campa sulla vendita di alcolici e tabacco, droghe legali che producono dipendenza, a differenza di altre illegali.
    Sorvolando la finta preoccupazione per la nostra salute, mi chiedo se non sia il caso di pensare ai veri problemi e non alle cazzate. Dove è la giustizia, quando la polizia uccide un giovane manifestante e gli agenti si beccano solo 6 mesi di carcere? Come mai la gente non viene informata sull’ eurogendfor?
    Insomma posso solo vergognarmi di questo paese e di chi dovrebbe difenderci e invece usa la violenza in tenuta antisommossa contro chi manifesta i propri diritti.

  2. Egregio Marco, vogliono colpire la piccolo-media imprenditoria, io conosco i gestori e ci ho lavorato, per quanto tra noi e loro i rapporti di lavoro si siano chiusi sono persone in gamba e sicuramente non aprono il locale senza la licenza di somministrazione

  3. Vedo quanto ricole sono queste accuse, visto che la licenza è presente nel locale ed è esposta, naturalmente alla cassa, visto che non è un bar e in nessuna discoteca è esposta dove possono toccarla tutti!… Il “dee-jay” è assunto da un Agenzia e non da NOI noi facciamo capo all’agenzia….. il personale di sicurezza??? ricordiamo che in base a normative vigenti non esiste un personale di SCUREZZA…. per quanto riguarda tutto il resto abbiamo già intrapreso un azione legale poichè sono stati commessi numerosi abusi di potere, nonchè chiamare un giornalista in sale chiuse e private effettuando fotografie…..

  4. Ricordo che quanto pubblicato e scritto, prima di essere esposto come articolo di giornale deve essere documentato e approvato, non su supposizioni giornalistiche o su VERBALI NEPPURE LETTI DAVANTI AI TITOLARI, nonchè privi di fondamento! E quanto messo verrà menzionato in sede legale, ricordiamo QUERELA PER DIFFAMAZIONE E DICHIARAZIONI MENDACI dall’art. 595 del Codice Penale

  5. L’articolo è la fedele riproduzione del comunicato della Questura di Belluno, che è stato inviato a tutte le testate giornalistiche. Il Gazzettino ha già pubblicato oggi l’articolo ancora più dettagliato. E domani uscirà certamente sulle altre testate, Corriere delle Alpi e Corriere del Veneto. Presumibilmente ne darà notizia questa sera Antenna 3 e Telebelluno.
    Non riteniamo di aver diffamato nessuno, ci siamo limitati a riportare i fatti accaduti.

  6. Ma di cosa vogliamo meravigliarci? Siamo o non siamo in uno Stato in cui un bimbo che acquista in Chupa Chups senza scontrino viene affidato ai servizi sociali per una corretta rieducazione sociale e civile (previo pagamento da parte del padre disoccupato di maxisanzione pecuniaria), mentre chi compie reati contro la persona o il patrimonio viene punito, mal che gli vada, con una reiterata permanenza nella sala d’attesa di qualche tribunale a spese del contribuente (il suddetto padre che alla locale sede di Equitalia viene chiamato per nome)?

  7. Ma scusate ma quale colpire la medio-piccola impresa, qui si tratta che evidentemente delle irregolarità ci son state, poi che quella della salute giovanile sia una cavolata fotonica è giusto sanzionare magari prima con un richiamo che subito con una multa ma non è nemmeno giusto puntar subito il dito sulla polizia perché fa delle indagini.

  8. Non si tratta di “puntare il dito” sulla Polizia (che fa il suo dovere), quanto sul quadro normativo e sanzionatorio in base al quale la Polizia stessa opera. Se gli estintori erano perfettamente funzionanti anche se privi della revisione semestrale prevista, dov’era il problema? Presumo che se, per assurdo, gli estintori fossero risultati regolarmente revisionati ma per qualche motivo non erano funzionanti, non sarebbe stato possibile contestare alcunché… Se la licenza di somministrazione bevande era comunque esposta ma non esattamente laddove previsto, dov’era il problema? Se non era stato formalmente nominato sulla carta un responsabile per la sicurezza, ma gli estintori, gli idranti, le vie di fuga e quant’altro previsto dalla legge sulla sicurezza era presente (ammesso ovviamente che lo fosse stato), dov’era il problema? Non intendo difendere la causa della discoteca (che non conosco e non frequento), ma mi immedesimo nei suoi titolari che per guadagnare il denaro necessario per pagare la sanzione (solitamente sproporzionata e spropositata a fronte di “semplici vizi di forma”) ne avranno ben da lavorare…