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C’è qualcosa di nuovo…anzi di antico, nelle parole del professor Monti

Gen 30th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

oliveira_salazarmario montiL’accostamento Monti – Salazar è un po’ che gira in internet. Ed anche Piero Ostellino sul Corriere della Sera, con un dotto e accattivante tratto di penna, ha sottolineato che “A certi intellettuali colpiti da improvvisa afonia democratica (perdita di voce politica dovuta ad alterazione tecnocratica) il governo dei tecnici piace assai più della democrazia rappresentativa. Si chiedono se non sarebbe meglio rinviare le elezioni e andare avanti indefinitamente col salazarismo in salsa bocconiana”, riferendosi appunto alla bizzarra analogia sull’ascesa al potere in Portogallo di Antonio de Oliveira Salazar, professore di economia all’Università di Coimbra (equivalente alla nostra Bocconi), nominato presidente del Consiglio nel 1932 per mettere in ordine i conti dello stato. Salvo poi modificare la Costituzione che gli dà i pieni poteri, trasformando così il Portogallo in una dittatura simile al fascismo in Italia, che lascerà solo nel 1968 per un infarto.

Ebbene, a cogliere un interessante passaggio televisivo del professor Monti, anche lui, come è noto nominato senatore a vita e poi premier con “mandato europeo” di mettere in sicurezza i conti italiani, è stato Claudio Messora (www.byoblu.com). L’altra sera alla trasmissione televisiva Omnibus, parlando dell’eventualità di una seconda tornata di interventi lacrime e sangue – sottolinea Messora – Mario Monti ha detto: “Io la manovra la escludo, ma non escludo niente in certi casi di esiti del voto, speriamo non sia così”.

Una frase un po’ contorta e criptata che secondo Messora potrebbe voler dire che “qualunque sia il risultato finale di questa tornata elettorale, lui sarà chiamato comunque a presidere un “Monti Bis”. In quel caso, e solo in quello, ha senso prospettare diversi scenari di programma in base ai “casi di esiti del voto”.

Monti, insomma, si ritiene oramai indispensabile per formare il nuovo governo, quale che sia l’esito dell’urna. perché sarà comunque chiamato a governare.

“E’ il parlare del faraone” commenta Messora, “E’ l’impostazione mentale di uno che è stato a lungo al vertice di una organizzazione che ha prodotto documenti come Crisis of Democracy, nel quale la democrazia era vista come un impiccio, al punto da funzionare solo nel caso in cui il popolo se ne sta in apnea, ovvero ai margini del dibattito politico. Evidentemente sa che siamo già in apnea da un bel pezzo”.

L’operazione è già stata collaudata in Portogallo nel secolo scorso, dopo il ventennio berlusconiano in Italia il terreno è fertile per riproporre la formula del “tecnico della salvezza”. Per la teoria del minore dei mali alla quale siamo abituati da secoli.

Roberto De Nart

 

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3 comments
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  1. Condivido.
    Anche a mio avviso Monti è un potenziale pericolo per la democrazia in Italia e quelli che conosco presenti nelle liste che lo appoggiano, rafforzano la mia convinzione.
    Considerato poi che PD e PDL rappresentano la padella in un contesto ove Monti è la brace, io voto e cerco di far votare il MOVIMENTO 5 STELLE.

  2. Bella riflessione. Gia’ da ora, in effetti, l’unica vera differenza tra Antonio e Mario mi sembra siano…gli occhiali.

  3. Anche Dini (quando ormai era un politico conclamato, ma non cooptato come Monti) aveva retto un governo tecnico. La differenza sta nel fatto che egli non si permise mai di interferire con il processo riformista-costituzionale di pura essenza politica, come invece vuol fare Monti. Dini giungeva da funzioni economiche con esperienze pratiche maturate sul campo, Monti è e fa il professore. Tutta teoria! Pensare senza lavorare fa male. Viene inoltre da sorridere per l’imbarazzo di Napolitano che prima lo nomina senatore a vita per togliersi le castagne dal fuoco e poi non riesce a toglierselo dai piedi.