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Necessaria una politica per la montagna! * di Silvano Martini

Gen 27th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Prima Pagina
Silvano Martini

Silvano Martini

Vedere parte della classe dirigente Bellunese e Veneta scagliarsi contro la intelligente politica economica e industriale del Sud Tirolo stupisce davvero. Si vede che far bene il proprio lavoro è diventata una colpa.

Tutti i territori, e il nostro non fa eccezione, sono parte di un contesto economico globalizzato dove la competizione è fortissima e la mobilità delle imprese avviene spesso tra continenti diversi, ma è bastata una letterina da Bolzano per scatenare reazioni inconsulte della nostra “classe dirigente” .

Invece di provare a costruire un modello economico adatto alla provincia di Belluno, un modello che tenga finalmente conto della specificità del suo territorio interamente montano, Cappellaro, Bond, Piccoli, agitano spade e prospettano guerre tra territori il cui rumore al massimo servirà a coprire il nulla della loro inconcludenza.

Come si fa a condannare chi cerca di operare al meglio per il proprio territorio offrendo, a un selezionato gruppo di imprenditori del settore della Green Economy, la possibilità di sviluppare nuove idee e nuova impresa in ambito alpino !

Non si accorgono i nostri distratti rappresentanti politici che l’offerta fatta dall’Agenzia di promozione del Sud Tirolo ha destato malumore anche a casa loro ? Premiare le capacità, offrire nuove opportunità è compito della politica ed è quello che serve al nostro territorio mentre le guerre inconcludenti lasciano il tempo che trovano.

Se le nostre imprese sono in crisi , se i nostri paesi si sono svuotati, non è certo per colpa di Durnwalder ma della cronica incapacità di provvedere, in ambito Veneto e a livello Nazionale, a politiche che tengano conto delle peculiarità degli spazi alpini.

I fenomeni di spopolamento e progressiva marginalizzazione della montagna, dei quali oggi misuriamo le conseguenze, hanno origini lontane nel tempo e sono il frutto di scelte sbagliate, o mancate, la cui responsabilità è in buona parte di chi ha governato i nostri territori negli ultimi decenni.

Il Sud Tirolo ha costruito un invidiabile modello “Poli economico”, sostenibile, ben integrato nell’ambiente, che funziona e da reddito! Hanno fatto male? Scelte oculate e lungimiranti hanno mantenuto le comunità presenti in montagna dove l’agricoltura costituisce il pilastro che sorregge il turismo attorno al quale ruota un sistema di imprese dei settori più disparati. Nulla è lasciato al caso !

In Veneto la Montagna muore! Colpa del Sud Tirolo o non piuttosto del fatto che la Provincia di Belluno sconta politiche adatte al 96 percento della popolazione Veneta che vive in pianura e considera la montagna solo un luogo dove passare qualche giorno di vacanza?

Come non capire che il fenomeno di spopolamento delle Terre Alte è causato da scelte o peggio da mancate scelte, ben lontane nel tempo i cui responsabili sono gli stessi che oggi vorrebbero farci credere che le colpe sono altrove. Ma per piacere!

Per tutti coloro che si occupano seriamente di politica la priorità è creare nuove opportunità d’ impresa, lavoro, reddito. Questo è oggi un impegno ancora più pressante. E’ necessario proseguire nel dialogo con le realtà alpine contermini e cercare alleanze e sinergie che portino all’integrazione della montagna dolomitica nel nuovo soggetto amministrativo della Regione Dolomiti. Una Regione interamente montana dove le generazioni che verranno potranno condividere spazi, modelli di vita e di sviluppo sostenibile.

La provincia di Belluno-Dolomiti è il più bel luogo del Mondo, una miniera di pietre preziose che aspettano solo di splendere al sole. Si tratta in fondo di usare la mappa giusta per arrivarci !

Silvano Martini

Candidato “Scelta Civica” con Monti per l’Italia

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10 comments
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  1. .. purtroppo queste idee,questi programmi importanti resteranno solo un’utopia se rimane come sempre il “tutti contro tutti” ,l’interesse partitico piuttosto che quello territoriale.
    L’ho gia’ detto in passato e lo ribadisco,a livello locale conta la persona e non il partito.

  2. Bell’intervento Silvano! I Bellunesi di tutte le valli lo stanno capendo molto bene e non si lasceranno più rincitrullire da traditori, venduti, arraffatori e concociativisti.
    Sta giungendo l’ora del riscatto, scandita dall’attivismo di migliaia di giovani che umilmente percorrono il territorio facendo capire anche ai più demoralizzati che dobbiamo prendere noi bellunesi le redini del comando politico, sociale ed anche imprenditoriale.
    Basta deleghe a chi le usa per fini che nulla hanno a che vedere col bene comune, rintanati in segreterie partitiche o in comodi uffici regionali, non più abituati a confrontarsi con i cittadini che soffrono sulla propria pelle i risultati di una politica inconcludente se non addiritura ostile alle proprie necessità.
    Bene fa Lidia Maschio a insistere sull’unione delle nostre Comunità. Quando avremo rappresentanti svestiti dall’abito partitico e dediti esclusivamente al bene del nostro territorio, allora essi, pur numericamente minoritari, sentiranno l’appoggio di tutto il Bellunese e si batteranno orgogliosamente per esso.

  3. Bravo Silvano! …peccato che sei con Monti che ha fatto tutto il contrario di quello che ti auspichi !

  4. @Ludovico, ok. Per favore proponi qualcosa di costruttivo, su cui discutere e costruire. E ti ricordo che fino a prova contraria è stato il Governo Monti a sancire la permanenza della nostra Provincia. Sul resto si può discutere ed anche essere d’accordo, ma per ottenere i risultati farei anche patti col diavolo. Ma non proponiamo per favore un continuo Aventino improduttivo.

  5. Condivido l’obiettivo autonomia, non sono così ottimista sul fatto che Monti o chi altro governerà possa realmente cogliere le istanze bellunesi dato che alla fine significa trattenere sul territorio cifre cospicue della fiscalità e visti i debiti italiani e il governo reale del paese che è al di sopra di interessi nazionali e tantomeno territoriali……spero di sbagliare.
    Anche la Regione Veneto deve fare di più ed applicare almeno l’articolo dello statuto sulla specificità che poi concretamente qualcuno dovrebbe spiegarci in cosa consista.

  6. L’art. 15 é un titolo che va riempito di contenuti e azioni. Non ci aspettiamo che qualche veneziano ci spieghi cos’é il resto dobbibamo scrivercelo noi. Chi in questo momento ci rappresenta a venezia dovrebbe capire che é piú importante scrivere qualcosa sotto questo articolo invece di portare 1000 euro quà o là. Questa é la piccola politica del passato priva di programmazione e futuro per la nostra comunità.

  7. Bravo Silvano? Fino ad ora cosa ha fatto? Bo! il bello degli Italiani è qualsiasi cazzata qualcuno racconti, sono sempre pronti a prenderla per oro colato. Sarebbe ora che prima sta gente dimostri cosa fa e dopo, eventualmente, gli diremo bravo.

  8. Non posso tacere sul semplicismo del testo di Martini!
    Ed allora provvedo a complicare la lettura dei pur avveduti frequenttori di questo spazio.
    1) Innanzitutto, alle scelte non fatte e a quelle sbagliate, aggiungerei quelle corrette e non sostenute con forza adeguata (solo l’ultimo, il caso dell’l’art.15)
    2) Impossibile non riconoscere il merito della politica del T.A.A. Tuttavia l’onestà intellettuale vorrebbe venisse sempre evidenziata la posizione privilegiata di partenza e di risorse disponibili: bravi, bravissimi, ma non solo!
    3) Le opportunità ed i premi non li erogano i politici: questi devono creare il contesto, possibilmente anticipando i tempi. Il resto lo fa il mercato.
    3) Credo la verità stia nel mezzo tra la miopia dei rappresentanti locali e lo strabismo di Martini: un bel paio di occhiali chiamato politica territoriale di un territorio che può diventare pacificamente autonomo solo il un Veneto Indipendente… tutto il resto si chiama utopica retorica disutile!

  9. @ vidori la ringrazio per le puntualizzazioni e le garantistico che quando di dice che sono bravi non s’intende che i sudtirolesi giocano ad armi pari e credo francamente che non serva dirlo per duemilionesima volta.
    Riguardo all’indipendenza del Veneto abbiamo detto più volte che se verrà sarà benvenuta per i Veneti mentre cambia poco per noi bellunesi visto che il problema del rapporto tra montana e città resterebbe invariato. Meglio la regione Dolomiti. Ma ovviamente rispetto la sua opinione anche se non la condivido.

    La verità .. . Beh ! Le giro la domanda che Pilato fa a Gesù nel litostroto, “quod est veritas ? ”

    Riguardo allo strabismo…sono già di mio orbo come una talpa ma strabico, per il momento … NO !

    Mi stia bene e mi saluti quel signore che lei conosce bene e che fa politica da anni ed anni con i quattromila euro di vitalizio che gli provengono dal pesante e usurante lavoro fatto in parlarmento! É proprio vero che : pecunia non olet !

    Noi del BARD, siamo fallibili come tutti i mortali ma almeno la politica la facciamo a spese nostre….

    Shalom

  10. @Martini
    La MIA opinione è che, invece, serva ribadire sempre la disponibilità economica del T.A.A., per evidenziare uno dei pilastri sui quali si regge la vera autonomia di un territorio, evitando peraltro di risultare utopici nei paragoni.
    Riguardo l’indipendenza è importante consolidare ora i presupposti per il raggiungimento dell’autonomia (in coerenza con la misssion della politica espressa nel mio post precedente) creando il cuore istituzionale della regione Dolomiti proprio lì dove l’orografia lo pone.
    Circa la verità: ho scritto un “credo” all’inizio della frase che evidenzia come la verità ivi esplicitata sia umilmente la MIA verità, senza scomodare antichi POLITICI ROMANI… e trattengo la battuta, per ora!
    Lo strabismo citato era ovviamente un’immagine retorica che nulla voleva augurare, ma solo evidenziare un certo pressapochismo nella sua lettera.
    Le auguro altrettanta salute e le saluterò certamente quel signore col vitalizio di PARLAMENTARE… e qui mi trattengo per la seconda volta.
    Anche se non appartengo al BARD le posso dimostrare con le ricevute fiscali che, quel poco di politica che mi son potuto permettere me lo son pagato tutto di tasca MIA.
    Infine visto che si permette di mettere in discussione la MIA condotta morale, non tratterrò più la considerazione che citazioni latine e saluti ebraici non alleviano certamente l’incoerenza tra i suoi scritti e le sue legittime aspirazioni elettorali.
    Pace e arrivederci a lei.