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Proposte indecenti dall’Alto Adige. Bond presenta una mozione in Regione: “Zaia chiarisca con Durnwalder. Siamo di fronte a un atto di bullismo istituzionale”

Gen 25th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore
Dario Bond consigliere regionale Pdl

Dario Bond consigliere regionale Pdl

“Ho letto con attenzione la lettera della società bolzanina e l’ho trovata di una gravità eccezionale. Per questo chiederò alla giunta veneta e in particolare al Presidente Zaia di attivarsi con la Provincia autonoma di Bolzano per un chiarimento urgente. Contemporaneamente, nei limiti delle nostre competenze, la Regione Veneto dovrà concentrarsi sui temi della green economy approfittando della proposta di riforma dei distretti produttivi”.

A dirlo è il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond che nelle prossime ore presenterà una mozione che impegni la giunta regionale del Veneto a chiarire con i vertici della Provincia autonoma di Bolzano il caso esploso in queste ore, quello delle lettere che la società strumentale della Provincia altoatesina, BLS, ha inviato a una cinquantina di aziende venete, soprattutto bellunesi, per convincerle a trasferirsi al di là del confine e poter approfittare di un pacchetto di agevolazioni.

“Un atto di slealtà come questo deve essere risolto a livello politico con un intervento di Luca Zaia. Il governatore altoatesino Luis Durnwalder non può continuare a fare il bello e il cattivo tempo anche attraverso le società strumentali della Provincia dicendo “voglio questo e quello”. Mi auguro che la mia mozione venga accolta in maniera trasversale dal Consiglio”.

“Allo stesso tempo, l’ordinario Veneto dovrà fare di necessità virtù e trovare nuove formule per trattenere le imprese sul territorio, soprattutto quelle nelle zone più disagiate”, prosegue Bond. “Proprio in questi mesi si sta portando avanti la nuova legge sui distretti produttivi. Dobbiamo trovare il modo per valorizzare le imprese davvero innovative e un occhio di riguardo deve andare alle aziende della cosiddetta green economy e che tanto ingolosiscono gli altoatesini. Tutta questa vicenda mi ricorda la storia del bullo che ruba la merenda al compagno di classe più esile approfittando della sua superiorità fisica. Bene, è ora di mettere questo bullo a dieta”.

 

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8 comments
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  1. Scommettiamo su cosà riuscirà ad ottenere Bond?

  2. Provincia di Belluno? Art. 15 dello Statuto veneto? Ecc. ecc. ecc.?
    Mi raccomando Bond, non parliamo di questo. sempre generico, sempre vago, per non disturbare i manovratori…e con te Reolon e Toscani.

  3. Meno male che c’è il Tirolo a dare una chance alle aziende e alle start up venete, se aspettiamo la Regione Veneto moriremo tutti, tranne i politici bla bla bla naturalmente, con le pezze al culo. W il Tirolo!

  4. La soluzione veneta ai problemi di concorrenza con Bolzano é quella di indebolire Bolzano non di rafforzare Belluno.
    Mentre in veneto dicono “si dovrebbe fare” gli altri fanno!
    Se invece che spostare le aziende spostiamo i confini non facciamo prima?
    Grüß Gott

  5. Le precisazioni di Bls, l’agenzia di promozione della provincia di Bolzano

    gen 25th, 2013 | By redazione | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
    Bolzano, 25 gennaio 2013 – BLS, l’agenzia di promozione territoriale della Provincia di Bolzano costituita anche per attrarre gli investitori, ha recentemente inviato una lettera ad alcune aziende venete per presentare gli elementi di attenzione ed interesse del fare impresa dell’Alto Adige. Non ultimo l’azzeramento dell’Irap per le nuove attività nei primi 5 anni di insediamento.

    Alcuni hanno trovato in questa azione elementi di scorrettezza e BLS desidera fornire la propria valutazione in merito.

    Quali e quante aziende abbiamo contattato?

    La lettera non è stata inviata a pioggia, ma a una selezione mirata di aziende (in Veneto 50) – nei settori “green economy” e “tecnologie alpine” – che abbiamo ritenuto essere in grado di avviare progetti aziendali di interesse per il nostro territorio, e a cui abbiamo offerto delle informazioni aggiornate sulle opportunità di fare impresa e ricerca.

    Il compito di BLS è quello di attrarre in Alto Adige progetti aziendali innovativi e la nostra comunicazione è coerente con questi obiettivi. Per fare questo ci occorre naturalmente informare, sia in via diretta che indiretta, le aziende – italiane ed estere – sulle opportunità di sviluppo che il nostro territorio può offrire loro.

    Opportunità che non si limitano solo ai vantaggi fiscali, o alla maggiore disponibilità di fondi a disposizione, ma che includono un ben più complesso scenario: in provincia di Bolzano le imprese trovano un autentico distretto per la green economy – come testimoniato anche in questi giorni dalla Fiera Klimahouse con le sue decine di migliaia di visitatori– per le tecnologie alpine e per quei settori, in genere, che sono capaci di fare ricerca, sviluppo, innovazione. Chi apre un’attività in Alto Adige trova inoltre una burocrazia più snella che altrove.

    “Colpa” dell’Autonomia della Provincia? Altre regioni, che dispongono delle stesse prerogative, hanno fatto scelte strategiche differenti. Molti altri territori dispongono comunque di elementi di forte interesse per fare business. La stessa Carinzia, solo per fare un esempio ed a ragione o torto non vogliamo giudicarlo, si sta muovendo per dialogare con le imprese italiane a partire dal Nordest.

    Ci sorprende e non condividiamo la bizzarra accusa secondo la quale BLS, e più in generale l’Alto Adige, farebbe “concorrenza sleale”. Molte regioni, territori, enti di promozione delle imprese si sono infatti attrezzati – con dispiegamento di mezzi e da più tempo di noi – per attrarre investimenti. Noi rappresentiamo una provincia che mira a uno sviluppo coerente e sostenibile, e ci muoviamo in assoluta trasparenza.

    Un’ultima, doverosa, precisazione: l’interesse delle aziende a venire in Alto Adige era molto alto anche prima dell’introduzione di queste ulteriori misure di sostegno per le nuove imprese. Consideriamo queste opportunità come una possibilità di sviluppo e crescita in un momento in cui le aziende hanno bisogno di aiuto e in cui altri Stati, anche a noi vicini, si dimostrano sempre più attrattivi.

    Giuseppe Salghetti Drioli

    Country Manager

  6. Mi spiace per Dario che mi sta anche simpatico ma con queste improvvide dichiarazioni dimostra di non essere informato sui fatti e di fare confusione. Bastava un colpo di telefono a Bolzano per capire la bontà e la lungimiranza che stanno alla base del progetto di economia green che, mentre da noi si continua a blaterare di inutili autostrade, muoverà saperi ed economia conseguente nei prossimi decenni. Una economia di tipo alpino, rispettosa, sostenibile … Quello che serve al Bellunese é la Regione Dolomiti: facciamo presto perché il tempo che resta é poco e l’abbraccio della pianura ci sta soffocando…

  7. Spiace Dario. Ma non sono d’accordo. Quello che ha fatto BZ con la sua agenzia è quello che normalmente viene fatto da tutte le realtà che vogliono crescere, cioè ricercare, sedurre e cooptare le realtà di successo. Da questo punto di vista la spinta innovativa della Regione Veneto da molto tempo oramai segna il passo. Ora mi chiedo: come mai diffronte al buon patrimonio umano e all’enorme patrimonio naturale della Provincia di Belluno la Regione Veneto continua a non voler produrre qualcosa che almeno possa assomigliare a quanto messo su campo dal TAA? Mancano i soldi? mi a dire da quando, da due-tre anni? E prima? Non si poteva fare qualcosa di più?. Non nascondiamoci dietro ad un dito, dal Fadalto in giù i soldi sono arrivati copiosi per tutti i possibili progetti. Belluno ed i Bellunesi forse sono stati latitanti, abbiamo saputo proporre poco e subito molto.. Ma chi stava al timone e dall’alto doveva vedere e prevedere (anche l’avanzante sviluppo delle province del TAA) cosa ha realmente fatto per la Provincia di Belluno? Ogni giorno è evidente che il tessuto produttivo e sociale della nostra Provincia è prossimo al collasso. Con la raccolta firme per il referendum Provinciale era stato richiesto un segnale ed una volontà precisa di cambiamento nell’approccio della Regione Veneto alla Provincia di Belluno, segnale che sembra non sia stato per niente raccolto. Si è invece continuato con la solita tattica di voler prender tempo, con azioni mediatiche senza costrutto, spalleggiate da categorie per forza di cose asservite. Ma la crisi non fa sconti, ed anche gli ultimi accadimenti stanno rendendo evidente che quanto prospettavamo come BARD non era proprio così irreale. Tra l’altro scusami se te lo dico ma politicamente è stato un errore l’attacco dei 3 consiglieri regionali al BARD che tanto ha concorso all’ottenimento del riconoscimento della specificità per la quale da tanto tempo la politica bellunese si muoveva senza nesun costrutto. Rimane poco tempo per riannodare il filo spezzato del dialogo e pochissimo tempo per evitare il tracollo . Ma, come sei solito dire tu, alle ciacole devono seguire i fatti. Stavolta sul serio.

  8. Giusto per chiarire che le visioni sono multiple…http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2013/28-gennaio-2013/piccole-imprese-terziario-trasloco-bolzano-offerta-valida-2113739621397.shtml