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Quelli che… con lucide scarpine di vernice calcate i parquet di palazzo Ferro Fini. Lettera aperta di Silvano Martini a Sergio Reolon

Gen 24th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Lettera aperta a Sergio Reolon

Caro Sergio, non si può scatenare una battaglia contro i referendari e mettere alla berlina chi lavora umilmente da anni sul territorio utilizzando la consunta tecnica del “ci vuole,ben altro” .

Io credo che la grande e splendida manifestazione del 24 ottobre, che io proposi all’assemblea delle RSU della Provincia ai primi di ottobre 2012, subendo l’attacco della tua clac personale, sia stata un esempio di come si fa politica sul per il territorio.

Tu e gli altri consiglieri che con lucide scarpine di vernice calcate i parquet di palazzo Ferro Fini avete perso contatto con la gente comune.

Non ti rendi conto quanta tristezza fa, vedere un vecchio professore a fine corsa, che in montagna ci viene in vacanza, disquisire di quel che serve al bellunese.

I contadini della Val di Seren, dove il BARD, e non i partiti ha fatto partire un progetto di recupero del territorio, in collaborazione col Bauerbund (associazione dei coltivatori sudtirolesi) sono gli attori che noi vogliamo protagonisti nel territorio.

I rapporti stretti con SuedTirol e Trentino stanno portando buoni frutti nel bellunese ma a te interessa imporre la tua visione dei fatti. I tempi del pensiero unico sono finiti caro Sergio e la democrazia é , talvolta, anche conflitto, e sicuramente confronto. O non é.

Forse é venuto il momento che tu è gli altri papaveri in scarpe di vernice scendiate dal péro dove state asserragliati per ritornare a discutere senza pregiudizi di quel che serve alla montagna.

Se poi vogliamo spostare altrove e più in alto la discussione, per trattare dei massimi sistemi ho l’impressione che ne io ne te siamo nelle condizioni di farlo.

Suvvia, un po’ di umiltà e torniamo a occuparci di quel che é a portata di mano. La regione Dolomiti, nonostante il tuo peloso scetticismo ē più vicina a realizzarsi dell’attuazione dell’ormai famoso articolo 15 dello statuto Veneto. É la mia opinione ovviamente …ma vale quanto la tua.

Sognare la regione Dolomiti non significa buttar via quello che di buono può venire dalla Regione Veneto ma non si può chiedere alle comunità che vedono andar via la gente e il loro paese morire a poco a poco, di rinunciare a combattere.

Non si può dire agli abitanti di Rocca Pietore o del Comelico Superiore che ci vuole ” ben altro” o invitarli a riflettere sul triste destino delle comunità Inuit del Canada perché credo siano interessati, piuttosto, a trovare un modo per rimanere nelle valli dove sono nati anche a costo di qualche rinuncia sul piano economico.

Quando si va a pranzo nelle case modeste ma calde di gente che al mattino munge 50 vacche si scoprono persone splendide e intelligenti a cui, caro Sergio, io personalmente non ho nulla da insegnare ma dalle quali, casomai, ho molto da imparare.

Non so tu…

Silvano Martini

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7 comments
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  1. Sono sempre le scarpe degli altri a stare strette, ma guarda caso si fa di tutto per indossarle|

  2. @ angelina, Scusi il suo commento e’ populista mi pare, scrivere una lettera non mi sembra fare di tutto.
    Essere cittadini vuol dire muoversi, lamentarsi solo no!!

  3. La Regione Dolomiti è “più vicina a realizzarsi dell’attuazione dell’ormai famoso articolo 15 dello statuto” della Regione Veneto? Secondo me è pura utopia!

  4. Propongo un corso di italiano per gli aspiranti senatori …

  5. Come atto di umiltà non è male, peccato che arivi ora che serve raccogliere voti per adare a Roma dove si idossa ben altro che scarpine di vernice.
    Magari la Regione delle Dolomiti fosse dietro l’angolo, credo che tutti ne saremo contenti.
    Siamo sicuri che Alto Atesini e Trentini ci vogliano tutti i un’unica Regione? a me non risulta.
    All’oggi di certo c’è l’articolo 15 dello statuto del Veneto, credo che si debba partire da qui per arrivare alla R.D..
    Silvano

  6. Siamo nel 2013, le regioni e province a statuto autonomo non hanno senso di esistere. Non hanno senso per lo stato, che ci perderebbe in minori introiti: davvero siamo così ingenui da credere che, in piena crisi finanziaria, lo stato sia disposto a creare una regione autonoma?
    Soprattutto, le regioni e province a statuto autonomo non hanno senso di esistere dal punto di vista sociale: godono di privilegi ingiusti rispetto alle altre regioni e province. In questo momento di crisi, l’opinione pubblica dovrebbe eliminare i privilegi, non crearne altri!
    Tutte le regioni e tutte le province hanno il diritto di essere autonome, e ciò è possibile con un sano e VERO federalismo fiscale ed amministrativo. Per tutti, non per alcuni privilegiati.

  7. Gentilissimo Silvano, concordo che bisogna partire dall’applicazione dell’articolo 15 e difatti mi sono fatto in quattro, con l’aiuto fondamentale della Diocesi nella persona di Mons. Andrich proprio nell’intento di ottenere che la regione provvedesse al più presto a emanare i decreti attuativi che trasferiscono alla provincia di Belluno le competenze previste nello statuto e le risorse economiche per gestirle.
    La regione Dolomiti resta comunque il nostro punto d’arrivo e siamo convinti che nella prossima legislatura molto si potrà fare in questo senso.
    Ringrazio per gli auguri per l’elezione che a questo punto devo ritenere pressochè certa visto che tutti la considerano tale. Strano perchè mi avevano detto che al numero sette di lista le probabilità erano pari a zero virgola qualcosa. Vorrà dire che dovrò comprare una cravatta e una giacca che non posseggo 🙂
    Ringrazio per l’attenzione e saluto con viva cordialità.