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venerdì, 28 Febbraio, 2020
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Quelli che… con lucide scarpine di vernice calcate i parquet di palazzo Ferro Fini. Lettera aperta di Silvano Martini a Sergio Reolon

Lettera aperta a Sergio Reolon

Caro Sergio, non si può scatenare una battaglia contro i referendari e mettere alla berlina chi lavora umilmente da anni sul territorio utilizzando la consunta tecnica del “ci vuole,ben altro” .

Io credo che la grande e splendida manifestazione del 24 ottobre, che io proposi all’assemblea delle RSU della Provincia ai primi di ottobre 2012, subendo l’attacco della tua clac personale, sia stata un esempio di come si fa politica sul per il territorio.

Tu e gli altri consiglieri che con lucide scarpine di vernice calcate i parquet di palazzo Ferro Fini avete perso contatto con la gente comune.

Non ti rendi conto quanta tristezza fa, vedere un vecchio professore a fine corsa, che in montagna ci viene in vacanza, disquisire di quel che serve al bellunese.

I contadini della Val di Seren, dove il BARD, e non i partiti ha fatto partire un progetto di recupero del territorio, in collaborazione col Bauerbund (associazione dei coltivatori sudtirolesi) sono gli attori che noi vogliamo protagonisti nel territorio.

I rapporti stretti con SuedTirol e Trentino stanno portando buoni frutti nel bellunese ma a te interessa imporre la tua visione dei fatti. I tempi del pensiero unico sono finiti caro Sergio e la democrazia é , talvolta, anche conflitto, e sicuramente confronto. O non é.

Forse é venuto il momento che tu è gli altri papaveri in scarpe di vernice scendiate dal péro dove state asserragliati per ritornare a discutere senza pregiudizi di quel che serve alla montagna.

Se poi vogliamo spostare altrove e più in alto la discussione, per trattare dei massimi sistemi ho l’impressione che ne io ne te siamo nelle condizioni di farlo.

Suvvia, un po’ di umiltà e torniamo a occuparci di quel che é a portata di mano. La regione Dolomiti, nonostante il tuo peloso scetticismo ē più vicina a realizzarsi dell’attuazione dell’ormai famoso articolo 15 dello statuto Veneto. É la mia opinione ovviamente …ma vale quanto la tua.

Sognare la regione Dolomiti non significa buttar via quello che di buono può venire dalla Regione Veneto ma non si può chiedere alle comunità che vedono andar via la gente e il loro paese morire a poco a poco, di rinunciare a combattere.

Non si può dire agli abitanti di Rocca Pietore o del Comelico Superiore che ci vuole ” ben altro” o invitarli a riflettere sul triste destino delle comunità Inuit del Canada perché credo siano interessati, piuttosto, a trovare un modo per rimanere nelle valli dove sono nati anche a costo di qualche rinuncia sul piano economico.

Quando si va a pranzo nelle case modeste ma calde di gente che al mattino munge 50 vacche si scoprono persone splendide e intelligenti a cui, caro Sergio, io personalmente non ho nulla da insegnare ma dalle quali, casomai, ho molto da imparare.

Non so tu…

Silvano Martini

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